13
Sab, Lug

Ora egli parla di alcuni segni premonitori della fine: anzitutto un’apostasia, cioè l’abbandono della fede da parte di molti, poi la comparsa di un "uomo del peccato", un mostro di astuzia diabolica, che si farà credere un dio; inoltre c’è fin d’ora un "mistero di iniquità" attivo nel mondo, trattenuto da un ostacolo che a un certo punto sarà tolto e il male dilagherà.

Molti saranno ingannati, ma Paolo dichiara che nessuno si perde senza la sua adesione al male (2,10-12). Per il momento, non si vedeva alcun segno della fine. E Paolo, che pur attendendo il ritorno di Cristo si guadagnava il pane con le sue mani, dichiara energicamente che chi non vuole lavorare neppure mangi (3,10). Poi esorta a recuperare i fratelli sbandati e chiude col saluto e augurio cristiano.