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Ven, Set

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Oggi, 1° settembre, celebriamo la “Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato”, istituita da papa Francesco nel 2015 dopo la pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune. Questa data è un’occasione propizia per celebrare il Creato e per riflettere sulla casa comune. Questo anno in modo particolare, in cui festeggiamo il 50º anno della istituzione della “Giornata della Terra”, celebreremo fino al 4 ottobre con i nostri fratelli cristiani di varie Chiese e tradizioni il “Giubileo della Terra”. Collegato a tutto questo, condividiamo l’intenzione di preghiera di Papa Francesco per questo mese di settembre. Tutti i cristiani sono invitati a pregare «affinché le risorse del pianeta non vengano saccheggiate, ma condivise in modo equo e rispettoso».

La questione ecologica è una delle preoccupazioni centrali del Pontificato di Francesco, perché è profondamente consapevole dello stretto rapporto che lega la dimensione ecologica con la dimensione umana e spirituale. La situazione di pandemia che stiamo vivendo rafforza ulteriormente questa preoccupazione. «Tutto è collegato», insiste il Papa in tutto il suo insegnamento, ma in modo particolare nella Laudato si’ (LS). Affermare che “tutto è collegato” – cioè che tutto è connesso, tutto è in relazione – significa dire che «l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra» (LS n. 66); significa che la crisi ecologica è strettamente legata alla crisi sociale e umana, così come è evidente nell’attuale crisi causata dalla pandemia di Covid19.

Tutti siamo collegati: con Dio, con gli altri, con l’ambiente. Questa la ragione per cui qualsiasi aggressione o sfruttamento del pianeta è fondamentalmente un’aggressione contro gli esseri umani e un affronto al Creatore. In quest’ottica, l’appello di Papa Francesco nella sua enciclica sulla Casa Comune è rivolto a cercare uno sviluppo sostenibile e integrale (cfr. LS n. 13) per costruire un mondo più giusto e armonioso. Questo sforzo deve partire da una coerente politica nazionale e internazionale, ma soprattutto deve essere assunto da ciascuno di noi, e in modo particolarissimo da ogni cattolico.

Lottare per lo sviluppo sostenibile significa «rispettare le risorse del pianeta», come insiste il Papa. La Laudato si’ presenta in modo molto specifico e approfondito tutti gli elementi necessari per questa conversione ecologica di cui l’umanità ha bisogno. Tuttavia, il Papa va oltre e compie un ulteriore passo nell’applicazione delle sue indicazioni e suggerimenti attraverso la pubblicazione, nel febbraio di quest’anno, dell’Esortazione apostolica Querida Amazonia (QA), in continuità con i lavori del Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia.

In questo documento, Francesco espone soprattutto i suoi quattro sogni per la realtà amazzonica, che vediamo sempre più in sofferenza: sogno sociale, culturale, ecologico, ecclesiale. Ecco le sue parole: «Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste. Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici» (QA n. 7).

Querida Amazonia apre una nuova tappa di approfondimento, riflessione e azione che deve essere seguita in ogni comunità cristiana. La presenza e l’azione profetica della Chiesa deve essere sempre più visibile, soprattutto di fronte a tante aggressioni contro la natura, i deboli e gli oppressi, le culture periferiche, i diritti degli esseri umani, ecc... Sono tanti i temi che chiedono la nostra “indignazione”, come ci ricorda il Papa (cfr n. 15 ss), ma soprattutto la nostra “conversione” e la nostra “azione concreta”, valorizzando ciò che va valorizzato e combattendo ciò che è male e distruttivo, cercando una trasformazione o un cambio di mentalità.

Querida Amazonia denuncia i vari abusi commessi nello sfruttamento delle risorse del pianeta. In questo senso, vale la pena leggere anche il Documento finale del Sinodo, dove le denunce sono ancora più eclatanti, con la presentazione di tanti esempi concreti. Il “cammino di conversione integrale” – che passa attraverso la conversione pastorale, culturale, ecologica e sinodale – articolato nei 120 paragrafi del Documento finale è molto utile e valido per orientare la prassi pastorale oggi, soprattutto nell’itinerario chiesto dal Papa per costruire insieme un mondo migliore.

Anche noi, Paolini e Paoline, siamo invitati ad essere protagonisti di questo processo di conversione integrale e rispetto delle risorse del pianeta, perché «non ci sarà ecologia sana e sostenibile, in grado di cambiare qualcosa, se non cambiano le persone, se non le si sollecita ad adottare un altro stile di vita, meno vorace, più sereno, più rispettoso, meno ansioso, più fraterno» (QA n. 58). Cominciamo pregando insieme per questa intenzione, come ci invita il Papa. Poi possiamo cercare piccole azioni nelle nostre comunità in difesa del pianeta, e utilizzare tutti i mezzi e tutte le possibilità date dal nostro apostolato per diffondere il sogno di Francesco e promuovere quella “conversione ecologica” che lui propone.

* Fr. Darlei Zanon è consigliere generale

 

Agenda Paolina

25 Settembre 2020

Feria (verde)
Qo 3,1-11; Sal 143; Lc 9,18-22

25 Settembre 2020

* FSP: 1979 Casa Alberione a S. Paulo (Brasile) • SJBP: 1965 a Sestri Levante (Italia).

25 Settembre 2020

FSP: Sr. Rosa M. Onofre (1989) - Sr. M. Giovanna Nicosia (1993) - Sr. Emiliana Miserere (2008) - Sr. M. Carmine Kumaki (2014) • IMSA: Maria Concetta Citarda (1974) - Gloria García Sanchez (2015) • ISF: Paolo Bacci (2016) - Gino Eriani (2017).