Carisma: Informazioni - Comunicazioni

 L'ultima relazione del seminario ci è stata presentata il giorno 2 luglio. Con questa relazione abbiamo potuto avere una buona panoramica sulla realtà apostolica paolina a livello mondiale. P. Juan Antonio Carrera ci ha presentato una fotografia dei vari aspetti che compongono la totalità delle nostre inizative apostoliche, passando in rassegna i progetti apostolici delle varie circoscrizioni della Società San Paolo e i contenuti maggiormente diffusi (area biblica, della famiglia e della comunicazione). Non è mancata la descrizione degli organismi congregazionali che raccordano le attività apostoliche delle varie circoscrizioni.

Fratel Walter Rodriguez ha completato il quadro con l'analisi dei nostri siti web istituzionali: si contano 18 siti della Società San Paolo attivi nelle varie lingue e nazioni del mondo, ma non tutti di ottimo livello; forse occorrerà dare un'immagine più unitaria di noi stessi. Fratel Walter ci ha anche presentato il lavoro che si sta facendo per il corretto uso del marchio San Paolo a livello mondiale. 

Concluse le relazioni, nel pomeriggio del 2 luglio si è dato inizio all'ultimo lavoro di gruppo, forse il lavoro più impegnativo del seminario. Bisogna infatti – ha insistito il Superiore generale – fare una sintesi di quanto emerso nei lavori di gruppo dei giorni precedenti; bisogna dare unità alle nostre riflessioni e fare delle proposte concrete per attualizzare oggi nel miglior modo il carisma paolino. Lo zelo ci deve spingere a discernere i cambiamenti necessari oggi nell'apostolato, e ciò avrà certamente influsso anche a livello di formazione, spiritualità, vita comune, ecc.

L'ultimo giorno del seminario, giovedì 3 luglio, festa di san Tommaso apostolo, il Superiore generale ha presieduto la celebrazione dell'Eucaristia conclusiva: abbiamo pregato per le vocazioni, per i nostri fratelli in formazione, per tutti i paolini, affinché il nostro carisma sia vissuto e attualizzato non solo da pochi, ma da tutti i paolini.
L’esposizione in aula magna degli elaborati finali da parte dei singoli gruppi di studio e la conclusione del Superiore generale don Silvio Sassi hanno posto termine al seminario.

Nei prossimi giorni una parte di noi si recherà ad Alba a visitare i luoghi delle origini del Fondatore e della Famiglia Paolina, con la guida del Postulatore generale don Antonio Da Silva.

Vogliamo manifestare un senso di vivo ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento del seminario, a chi ci ha aiutato da lontano con il ricordo e la preghiera, a chi ci ha seguito giorno per giorno nel lavoro svolto.

Il 30 giugno al mattino abbiamo ascoltato la relazione di don Licinio Galati sul tema “l'Apostolo paolino”. È stata una testimonianza, genuina e semplice, con particolare riferimento all'esperienza del paolino scrittore, quando cioè si era costituita appositamente una comunità, la “casa degli scrittori” di Albano Laziale. Che valore ha avuto questa esperienza nella nostra storia carismatica? Come attualizzarla oggi? Nei gruppi di studio i partecipanti al seminario hanno cercato di rispondere a questi interrogativi.

Il pomeriggio è stato riempito dalla relazione di don Guido Gandolfo sui voti religiosi. Non si è voluto dimenticare il nostro quarto voto, perché è importante e molto significativo per il nostro carisma il voto di fedeltà al Papa. La relazione di don Gandolfo, approfondita e precisa, non poteva non stimolarci a riflettere sul modo di attualizzare oggi i voti religiosi, secondo il nostro carisma specifico e in questo mondo di oggi, che fa fatica a scoprire il valore della povertà, della castità e dell'obbedienza.

Alle 18,30 di lunedì 30 giugno don Federico Lombardi, sacerdote gesuita, direttore generale della Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano (CTV), e anche direttore della sala stampa della Santa Sede, ha celebrato con noi l'Eucaristia. Nell'omelia ha ricordato come anche lui si sente apostolo della comunicazione, poiché l'obbedienza l'ha chiamato ad inserirsi in questo campo apostolico. Con un certo calore ci ha confidato la sua gioia nell'usare cristianamente i mezzi di comunicazione: la sua esperienza pratica lo ha convinto che non solo il contatto diretto personale, ma anche la voce, l'immagine, la rete possono servire a comunicare Dio, i suoi beni, la sua salvezza.

Martedì 1° luglio siamo stati presenti alla solenne celebrazione nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduta dal Superiore generale don Silvio Sassi. Almeno due le finalità di questa celebrazione: dare risalto all'inizio dell'anno paolino e festeggiare le ricorrenze giubilari dei fratelli e delle sorelle della Famiglia Paolina. La calda accoglienza dell'Abate benedettino e il clima di partecipazione intensa, hanno reso “carismatico” questo momento celebrato insieme dai padri benedettini, dai paolini e paoline e trasmesso in diretta da Telepace.

Nel pomeriggio di martedì, abbiamo visitato il luogo del martirio di san Paolo: ci siamo recati alle “Tre Fontane”, cercando di immergerci nel clima di silenzio e di preghiera che là regna custodito dai Trappisti.

Ci stiamo rendendo conto che in questo seminario viviamo giornate ricche non solo di approfondimento e ricerca intellettuale, ma anche di incontri, di testimonianze, di avvenimenti storici di non poca importanza, come appunto l'anno paolino. E ne siamo contenti.

Il 26 giugno è iniziata la terza parte del seminario, che riguarda più da vicino l'attualizzazione del carisma paolino.
Don Silvio Sassi ha voluto spiegare la funzione delle due prime parti del seminario, che forse sono  apparse un po' contrastanti: la prima parte infatti ci ha illustrato il mondo attuale della comunicazione, in continua evoluzione e con dinamiche interne specifiche, che determinano una nuova visione della vita; la seconda parte invece ci ha illustrato il Magistero della Chiesa che tende a chiarire, rispettare e difendere le verità e i valori di sempre. Ora, è proprio nel comporre questo contrasto che si caratterizza e si attualizza il nostro “carisma”. Si tratta di non accontentarci di possedere l'ultima tecnologia della comunicazione, ma di volgerla ad un progetto sociale di evangelizzazione. Né possiamo sentirci come isole nella comunità ecclesiale, perché il nostro carisma è inserito nella Chiesa. Ci sono vari modi di “annunciare Cristo” nella comunicazione: adesso dobbiamo, come Paolini, chiederci qual è la nostra scelta, la nostra identità, il nostro “colore”.
Dopo aver così suscitato l'interesse per una rinnovata attuazione del carisma paolino nella nostra Congregazione, Don Sassi ha presentato una approfondita “lettura storica” del carisma.

Il Superiore generale ha illustrato come già dai primi anni della Famiglia Paolina fino agli anni '50, Don Giacomo Alberione aveva sviluppato un “progetto di nuova evangelizzazione attraverso la stampa”. Il progetto era molto ampio e dettagliato, potremmo forse identificarlo con il famoso “carro” dalle quattro ruote; il cui obiettivo era “offrire il Cristo integrale a tutto l’uomo” da parte di testimoni chiamati da Dio, «scrittori, tecnici, propagandisti, ma religiosi e religiose». In realtà il progetto di Don Alberione era molto dettagliato e riguardava anche la formazione, la spiritualità, il contesto sociale, l'economia, ecc.
Con l'avvento del Concilio ecumenico Vaticano II questo progetto, come tutte le realtà della Chiesa,  avrebbe avuto bisogno di aggiornamento. Fu il Capitolo generale speciale che iniziò questo aggiornamento. Il Capitolo generale speciale 1969-1971, è l’espressione più autorevole dell’integrazione del Concilio nel carisma paolino e, al tempo stesso, il primo progetto di nuova evangelizzazione dopo il Fondatore.
Don Silvio Sassi ha poi proseguito la sua relazione con l'esame dei contributi dei singoli capitoli generali (1975 1980 1986 1992 1998 2004): ogni capitolo generale infatti ha dato un contributo alla individuazione e alla realizzazione del carisma.

I partecipanti al seminario hanno potuto esprimere le loro riflessioni nei lavori di gruppo che sono seguiti e il Superiore generale ha assicurato che questi contributi saranno presi in seria considerazione dal Governo generale.
La giornata si è chiusa con una cena all'aperto, sulla bella vista del lago.

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Il 27 giugno è stato dedicato alla visita delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le Mura. Don Antonio Da Silva, Postulatore generale e Delegato del Superiore generale per la nostra comunità del Vaticano, ha organizzato ogni cosa per poter celebrare insieme la Santa Messa all'altare presso la tomba di S. Pietro e per poter poi visitare gli scavi sotto la Basilica, condotti da ottime guide nelle tre lingue: inglese, spagnolo, italiano. Qui oltre ai resti della Basilica costantinina, abbiamo potuto vedere tombe di personaggi della Roma pagana e cristiana. Nel pomeriggio abbiamo visitato la Basilica di San Paolo fuori le Mura, guidati dal nostro confratello che presta servizio presso questa Basilica, don Nerino Mondin.


Le due visite effettuate hanno anche un significato simbolico: esprimono il legame del nostro carisma alle figure dei due grandi Apostoli e ci ricordano l'impegno di fedeltà da noi assunto nei riguardi del sommo Pontefice, successore di Pietro.

Durante l'Eucaristia del 28 giugno due nostri confratelli, che partecipano al seminario, hanno rinnovato ad tempus la professione religiosa. Si tratta dei chierici Paredes Monjaras Antonio Francisco ed Emilian Hernandez Gerardo, della provincia del Messico, che nel prossimo agosto emetteranno la professione perpetua.
Domenica 29 invece abbiamo avuto tra noi il Pastore della diocesi in cui ci troviamo, Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, che ha presieduto l'Eucaristia nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo. Siamo stati contenti di iniziare l'anno paolino insieme ad un Vescovo che vede presente nella sua diocesi la rappresentanza di tutta la Famiglia Paolina.Vi sono state, sabato 28 giugno, due relazioni: nella mattinata Don Silvio Pignotti ha parlato della spiritualità paolina e nel pomeriggio D. Juan Manuel Galaviz ha trattato il tema “la pastorale vocazionale paolina nella prassi e nell'insegnamento del Fondatore”.
Domenica 29 abbiamo ascoltato altre due relazioni: al mattino Don Teofilo Perez “sulla formazione paolina”, o più precisamente “come il beato Alberione ha formato l'apostolo della comunicazione”; nel pomeriggio abbiamo ascoltato don Eliseo Sgarbossa sul tema “La vita comunitaria paolina secondo Don Alberione”.
Come ha spiegato il Superiore generale, queste relazioni non hanno la pretesa di esaurire gli argomenti proposti, né di portare eclatanti elementi di novità. Servono invece a stimolare la riflessione e l'apporto dei singoli partecipanti al seminario, apporto raccolto nei vari gruppi di studio che si sono riuniti dopo ciascuna relazione.
Ma queste relazioni sono state egualmente molto interessanti e hanno ricevuto i nostri applausi. In esse infatti sono stati esposti gli elementi fondamentali, in sintesi e con chiarezza, basandosi sugli scritti del Fondatore, su esperienze personali dei relatori stessi, su testimonianze di paolini qualificati, su studi e approfondimenti precedenti, e tenendo conto del contesto culturale ed ecclesiale in cui è vissuto Don Alberione. Stiamo analizzando, insomma, gli “ingredienti” del carisma paolino.

Nonostante che il tema del seminario ci impegni molto, cerchiamo di non essere assenti alle molteplici iniziative che l'anno paolino sta suscitando. La sera del 28 giugno, alle ore 18, ci siamo gustati la diretta televisiva della cerimonia di apertura dell'Anno Paolino, presieduta dal Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Domenica alle ore 11 abbiamo seguito su Rai 1 la S. Messa televisiva trasmessa dal nostro Tempio San Paolo in Alba con il programma religioso che l'ha preceduta, a cui hanno partecipato anche alcuni confratelli e sorelle della Famiglia paolina.

 

La giornata di mercoledì 25 giugno è stata dedicata all'esame di un piano o progetto di comunicazione. Oggi infatti viene richiesto ai cattolici di preparare un piano per la comunicazione (cfr. ad es. il Direttorio della Conferenza Episcopale Italiana sulle comunicazione sociali nella missione della Chiesa, n. 100). Il padre La Porte ha presentato innanzitutto in modo teorico come è composto un piano di comunicazione: ricerca, programmazione, realizzazione, valutazione. Poi ha esplicitato in particolare come potrebbe essere costituito un piano di comunicazione ad es. per una diocesi, per una casa editrice cattolica, o semplicemente per un evento (es. l'anno paolino). La sua esperienza in questo campo gli ha permesso di arricchire l'esposizione con molti esempi di attualità.

La serata del 25 giugno è stata una serata “culturale”. Don Walter Lobina ci ha presentato la nuova rivista italiana “Paulus” e il progetto di animazione dell'anno Paolino di cui la rivista è parte, ma che comprende anche l'apertura del sito internet www.Paulusweb.net.

Don Roberto Ponti ci ha fatto conoscere Andrea Scorzoni, uno dei fondatori di questo servizio di informazione cattolica sul web, servizio nato a gennaio 2008 e che risponde all'indirizzo h2onews.org. Questo servizio offre notizie aggiornate quotidianamente dal mondo cattolico, disponibili in otto lingue, sia in video, che in audio o in semplice testo. È praticamente una agenzia mondiale di notizie cattoliche accessibile a tutti, dove si possono dare e ricevere notizie, mettendole in circolo per tutti. Tra coloro che pubblicano notizie su h2onews c'è già il CTV (Centro Televisivo Vaticano); ultimamente si è unita anche la San Paolo, dando la notizia della nuova rivista “Paulus”.

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