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Dom, May

Alle ore 21.30 (ora locale) del 27 luglio 2020 è deceduto all’ospedale Umberto I di Roma, a causa di una grave polmonite, il nostro confratello della comunità “Timoteo Giaccardo”

DON ANTONIO GIOVANNI UGENTI
74 anni di età, 63 di vita paolina, 55 di professione, 47 di sacerdozio

Una persona dinamica, piena di iniziative e di entusiasmo, apostolicamente propositivo con all’attivo ben 102 pubblicazioni di diverso genere. Don Antonio amava intervistare, scrivere, documentare fatti e persone, divulgare la nostra spiritualità. Da giornalista per tre anni ha lavorato alla Congregazione di “Propaganda fide” come direttore dell’agenzia di stampa “Fides” (1992-1995). Ancor prima ha scritto per le riviste paoline “Vita pastorale”, “Madre di Dio” e “Il Cooperatore paolino” (1973-1985). Ha insegnato religione in tre Licei di Roma (1988-1991 e 1998-2000) e per quattro anni ha lavorato presso il Pontificio Consiglio per la cultura (1984-1988). Dal 2004 al 2008 è stato cappellano presso la sede di Pomezia (Roma) dell’Università La Sapienza. C’era in lui il desiderio di vivere come san Paolo, incarnando cioè l’amore per l’apostolato paolino.

Antonio è nato il 25 agosto 1945 a Toritto (Bari) da mamma Teresa Sivilli e papà Francesco. Una famiglia semplice dove i cinque figli, grazie all’amore dei genitori, sono cresciuti in un contesto di fede semplice e genuina.

Il 25 ottobre 1956 lascia Grumo Appula (Bari), il paese dove abita, ed entra nella comunità di Bari. Qui rimane per due anni, prima di continuare il suo cammino vocazionale nella comunità di Roma e, poi, il 7 settembre 1962 iniziare il noviziato ad Ostia. Il 20 agosto 1964 emette, assumendo il nome di Giovanni, la prima Professione religiosa, che confermerà in perpetuo l’8 settembre 1972. Il 6 maggio del 1973 viene ordinato diacono e, il 28 giugno successivo a Grumo Appula (Bari), presbitero per l’imposizione delle mani di mons. Michele Mincuzzi.

Il suo primo impegno dopo l’ordinazione è l’animazione dell’Istituto Gesù Sacerdote e dell’Istituto Santa Famiglia (1973-1975) insieme a don Stefano Lamera. Seguono due anni nella comunità di Vicenza (1975-1977) come Maestro e insegnante degli aspiranti. Durante quel tempo collabora anche con alcune testate giornalistiche locali. Viene, poi, destinato nella comunità di Casa Madre ad Alba nella redazione libri (1977-1978).

È Roma, però, la città in cui trascorre il resto della sua vita. Dal 1978 fino ad oggi i suoi impegni lo portano ad essere presente in molte realtà ecclesiali e civili. Alle già citate attività possiamo aggiungere la collaborazione con il card. Colasuonno in qualità di direttore della sua segreteria. È in questo periodo che don Antonio collabora anche nell’animazione dei Cooperatori paolini (2000-2007). Nell’ultimo periodo della sua vita per una decina di anni si dedica, infine, al ministero e alla predicazione.

Dal 2018, sempre più debilitato, ha fatto parte della comunità “Timoteo Giaccardo” di Roma, comunità adibita a infermeria. Lo scorso mese di marzo è stato trovato positivo al Covid-19 e da allora sono sorte alcune complicazioni che ne hanno compromesso ulteriormente la salute. Qualche settimana prima del decesso non riusciva a mangiare in modo autonomo. Sabato 18 luglio, durante la visita del Superiore generale, don Valdir José De Castro, solo a fatica è riuscito a pregare il Padre nostro.

Il Divin Maestro accolga ora don Antonio in paradiso. Tutto ciò che ha vissuto sia come il seme piantato o il lievito mescolato alla farina: unito alla misericordia del Signore porti frutto a beneficio del popolo di Dio e della Famiglia Paolina.

 

Roma, 28 luglio 2020                                  

Don Domenico Soliman, ssp


I funerali saranno celebrati giovedì 30 luglio alle ore 9.00 nella Sottocripta del Santuario Maria Regina degli Apostoli. La salma di don Antonio verrà successivamente tumulata nella tomba di famiglia del cimitero cittadino di Grumo Appula (Bari).

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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* FSP: 1959 a Kaohsiung (Taiwan) • PD: 1953 a Cinisello Balsamo (Italia) • CP: 2015 Sergio Bernardini e Domenica Bedonni vengono proclamati Venerabili.

05 Mayo 2024SSP: Nov. Giuseppe Gambino (1930) - Fr. Vincenzo Tommasini (1994) - Don Aloysius Kokkatt (2022) • FSP: Sr. Paulina Campos (1964) - Sr. Imelda Bianchi (1987) - Sr. M. Paola Bergadano (2008) - Sr. Gisella Codias (2011) - Sr. Anna Liscia (2019) • PD: Sr. M. Pasqualina Giaccardi (1998) - Sr. M. Aurora Scellato (2014) • IGS: D. Giulio Polverani (2001) - D. Lorenzo Rossato (2004) - D. Angelo Maria Cuozzo (2012) • IMSA: Antonietta Ponzo (2015) • ISF: Luigia Pendinelli (2008) - Helen Ann Zuzik (2014).

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Innalzarsi nella santità! E allora innalzarsi nella santità non vuol dire abbassare gli altri, vuol dire elevarci noi a Dio nell’umiltà e nella fede e nell’amore. Abbassare gli altri per elevarci a noi, in fondo è il dominio dell’egoismo, è l’invidia portata al sommo e anzi alle più deleterie conseguenze (APD56, 291).

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¡Alzarse en santidad! Y alzarse en santidad no significa rebajar a los demás, significa elevarnos nosotros a Dios en humildad, fe y amor. Rebajar a los demás para elevarnos nosotros es en el fondo dominio del egoísmo, es envidia llevada al máximo y hasta a las consecuencias más deletéreas (APD56, 291).

05 Mayo 2024

Grow in holiness! And so growing in holiness does not mean looking down on others, it means elevating ourselves to God in humility and faith and love. Looking down on others in order to elevate us to ourselves is basically the domain of selfishness, it is envy taken to the heights and indeed to the most deleterious consequences (APD56, 291).