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Sáb, Ene

Un giovane sognatore, desideroso di fare qualcosa per gli altri, piantò un piccolo seme, convinto che col tempo sarebbe diventato un grande albero, capace di produrre frutti abbondanti a favore di tanta gente…

Condivise con i suoi figli e figlie il suo ideale e si attorniò di collaboratori generosi che misero le proprie risorse a servizio della pianta. Tutti erano convinti della bontà dell’ideale del giovane sognatore e ne favorirono in tutti i modi la nascita e la crescita. I grandi sacrifici di ogni genere che dovettero soffrire non riuscirono a scoraggiarli dall’ideale del grande albero che doveva crescere per il bene dell’umanità.

Dopo alcuni anni, il seme cominciò a spuntare come un bell’arbusto. In alcuni rami c’erano fiori bellissimi; alcuni marcirono e col tempo caddero per terra, ma la pianta diventò un albero di dieci grandi rami, pieni di foglie, di fiori e non pochi frutti.

Intanto, quell’uomo aveva terminato il suo compito, sempre guidato dalla grazia di Dio, e furono i figli e le figlie a prendersi cura dell’albero ereditato dal padre. In alcuni momenti questi vollero scoprire e adoperare nuove risorse per far crescere l’albero e produrre i migliori frutti: e a ragione, perché il mondo offriva nuove possibilità che il padre non aveva conosciuto… Alcuni fecero grandi sforzi per far produrre nuovi frutti e per abbellire alcuni dei prodotti precedenti.

A un certo punto, però, anche a causa dei molteplici e rapidissimi cambiamenti delle condizioni ambientali, l’albero si vide danneggiato; e gli eredi di quell’uomo, molto preoccupati dei frutti, cominciarono a trascurare un po’ un incarico fondamentale tramandato dal padre. Curarono molto le foglie e i frutti, a volte con grandi sforzi e accurati programmi, a volte con dei bei frutti, ma l’albero smise di crescere. Pian piano i rami diventavano sempre più vecchi, si sentivano persino sterili. I frutti cominciarono a scarseggiare…

I figli raddoppiarono gli sforzi, ma l’albero sembrava aver raggiunto il suo massimo sviluppo e cominciò a ripiegarsi su sé stesso. Non mancarono sforzi da parte di alcuni per andare alle radici dell’albero, però spesso trovavano diffidenze, a volte rifiuti, da parte dei fratelli più grandi… Era il momento della rassegnazione: alcuni arrivarono a pensare che forse l’albero aveva già compiuto la sua missione ed era arrivato il momento di prepararsi a morire…

Dopo tanti tentativi a vuoto per far rifiorire i rami, dopo tanti sforzi, a volte inutili, per abbellire i frutti ancora presenti, i figli di quell’uomo capirono che la vera soluzione era quella di prendere sul serio il problema fondamentale, e prestare più attenzione alle radici…

Uno sforzo sicuramente nascosto, molto più lungo e faticoso, ma sicuramente l’unico capace di far rivivere il grande albero ereditato dal padre.

Agenda Paolina

25 Enero 2020

Festa della Conversione di San Paolo, apostolo (bianco)
At 22,3-16 oppure At 9,1-22; Sal 116; Mc 16,15-18

25 Enero 2020

* SSP: 2008 a Jalandhar (India) - 2011 a Jeju (Corea) - 2015 a Lviv (Ucraina) • FSP: 1956 a Mendoza (Argentina) - 1975 a Cochabamba (Bolivia) e a Quito (Ecuador) - 1989 a Kota Kinabalu (Malaysia) - 1996 a Faro (Portogallo) - 2008 a Juba (Sud Sudan) - 2010 a Trichy (India) • PD: 1929 Casa SP a Roma (Italia) - 1987 a St. Mary’s-Cathedral Chennai (India) - 1988 arrivo in Burkina Faso - 1998 a Warszawa (Polonia) - 2009 a Manaus (Brasile) • SJBP: 1956 a Caxias do Sul, S. Leopoldo (Brasile) - 1980 a Roma, Via Traversari (Italia) - 2014 a Seoul, Geumho-dong (Corea).

25 Enero 2020

SSP: Fr. Giuseppe Chiesa (1991) - Fr. James De Feo (2000) - D. Valentino Gambi (2002) - Fr. Antonino Parlavecchio (2016) • FSP: Sr. Margherita M. Gergolet (2008) - Sr. M. Elisabetta Moreale (2010) - Sr. M. Norberta Zini (2010) • PD: Sr. M. Emiliana Sartor (2000).