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Jue, Abr

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«Il Beato Giaccardo era consapevole che soltanto rimanendo in Gesù, come ha fatto l’Apostolo Paolo, poteva lasciare tutto per rispondere alla voce dello Spirito che lo spingeva ad associarsi all’opera iniziata da don Alberione. Soltanto rimanendo in Gesù, lui poteva vedere la mano di Dio presente nel progetto congregazionale (e di Famiglia Paolina) appena avviato. Soltanto rimanendo in Gesù lui poteva produrre frutti nell’apostolato della stampa». Queste parole pronunciate durante l’omelia dal Superiore generale don Valdir Josè De Castro, hanno richiamato lo spessore spirituale e apostolico del nostro confratello, un vero invito a seguirne le orme. Come Famiglia Paolina ci siamo incontrati per ringraziare il Signore del dono del Beato Giaccardo, una celebrazione semplice e capace di prepararci alla Solennità di Gesù Maestro, cuore della vita del nostro Beato. Il Superiore generale ci ha aiutato a rileggere la vita di don Timoteo anche in prospettiva apostolica, a partire però dalla logica della comunione: «Come ci aiuta a riflettere il Beato Giaccardo, la riuscita di questi propositi non può basarsi sui progetti personali, individualistici, bensì sulla capacità di mettere i nostri doni a servizio di progetti comuni, del bene comune, condizione imprescindibile per protenderci in avanti nella missione».

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