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Mié, Sep

Governo Generale

Mercoledì 19 giugno, il Superiore generale, don Valdir José De Castro, insieme a don Domenico Soliman, Postulatore generale della Famiglia Paolina, hanno incontrato il Prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Una visita di cortesia fraterna, occasione per ripercorrere il cammino verso la santità dei nostri Beati, Venerabili e dei Servi di Dio che sono agli inizi dell’iter canonico. Il cardinale Giovanni Angelo Becciu ha voluto conoscere il profilo biografico di questi testimoni e ha ribadito l’importanza di amare e far conoscere i nostri padri e le nostre madri che ci hanno preceduto nella vita paolina, per intercedere tramite loro un miracolo dal Signore e per non dimenticare che il senso della nostra vita è proprio la santità.

Il 25 aprile scorso, don Valdir José De Castro, Superiore generale, ha incontrato la Famiglia Paolina del Triveneto nella comunità paolina di Vicenza. Una giornata di fraternità, di condivisione e di riflessione attorno al tema della 52a Giornata delle Comunicazioni Sociali: "La verità vi farà liberi. Fake news e giornalismo di pace". Nel suo intervento, il Superiore generale ha sottolineato che le false notizie, presenti nella rete, a generare una disinformazione diffusa, una comunicazione non vera, capace solo di creare divisione… Comunicazione autentica è quella che porta alla comunione tra persone, ad essere una comunità di credenti solidale con l’umanità… Per don Valdir questa è la sfida che la Famiglia Paolina è chiamata ad assume in prima persona proprio a partire dal suo carisma specifico.

La gioia del ritrovarsi si è vista nei volti dei molti presenti. Questo di Vicenza è un appuntamento annuale che da molti tempo viene rinnovato per ravvivare il dono della vita paolina che ci accomuna, tutti sulle orme di San Paolo e il Beato Giacomo Alberione.

Fraternità e potere, questi i due temi sviluppati dalla biblista Antonella Anghinoni nel corso dell’annuale corso di esercizi spirituali a cui ha partecipato il Governo generale dal 10 al 14 settembre 2018 presso l’Oasi Divin Maestro delle sorelle Pie Discepole a Camaldoli. Due temi di strettissima attualità nella Chiesa e anche nella stessa vita religiosa, dove a volte relazioni comunitarie tese e una insana ricerca del potere mettono a repentaglio il buon vivere in comune. Le meditazioni hanno affrontato,  a partire da diversi episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, le difficoltà che fin dalle origini (Caino e Abele) hanno caratterizzato i rapporti tra fratelli – generate in primo luogo dall’invidia e dalla gelosia – ma anche gli strumenti per rimediarvi: il perdono animato dal desiderio di ristabilire delle relazioni guarite e il riconoscimento dei propri peccati. In questo senso la storia di Giuseppe e dei suoi fratelli (Gn 37 ss) è estremamente significativa.

Anche la ricerca del potere, che ha caratterizzato perfino la primissima comunità riunita intorno a Gesù (v. l’episodio della “raccomandazione” della madre dei figli di Zebedeo, cfr. Mt 20,20-28) ha solo una medicina per essere curata: il servizio al modo di Gesù. Prospettiva che richiede di saper morire a se stessi, atteggiamento che diventa profezia del Vangelo prima che essere una vocazione primaria e irrinunciabile della vita religiosa.

L’ultimo giorno, il 14 settembre, Festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, gli esercitanti hanno partecipato alla Messa con i monaci dell’Eremo di Camaldoli dopo una visita in alcuni locali – fra cui la cella di San Romualdo, fondatore dell’Ordine dei Camaldolesi, e una biblioteca con centinaia di volumi antichissimi – accompagnati da un religioso, fratel Alberto, che ha raccontato come quella comunità abita ininterrottamente l’Eremo da oltre 1000 anni, circostanza suggestiva e di grande valenza storica.

 

Il Superiore generale, don Valdir José De Castro, domenica 18 e lunedì 19 di marzo, è andato in pellegrinaggio al Santuario di San Giuseppe di Spicello (Provincia di Pesaro-Urbino), un’opera iniziata da alcune coppie dell’Istituto Santa Famiglia con don Stefano Lamera. La Solennità di San Giuseppe è stata anche l’occasione per festeggiare l’onomastico insieme ai membri dell’Istituto che animano il Santuario, luogo di preghiera per molta gente dei dintorni e non solo, uno dei centri di pastorale familiare della Diocesi.

Il sabato sera, il Superiore generale ha partecipato al triduo in preparazione della Solennità, mentre la domenica mattina ha presieduto alla Celebrazione eucaristica insieme ai fedeli saliti a Spicello. Nel pomeriggio, prima di ripartire per Roma, ha avuto modo di incontrare anche il vescovo diocesano mons. Armando Trasarti.

Due giorni vissuti nella semplicità e familiarità, ricca di incontri, un bel momento per pregare insieme e, per don Valdir, conoscere la storia del Santuario. Ad accoglierlo le famiglie dell’Istituto, insieme ai Delegati don Roberto Roveran e don Paolo Lanzoni, e il Rettore don Cesare Ferri, membro dell’Istituto Gesù Sacerdote.

Omelia del Superiore generale (pdf)

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