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Vie, Ago

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Sull’amore alla parola di Dio, Don Alberione ha giocato l’intera sua esistenza, sia nella consuetudine vitale con essa, sia per offrire a tutti – ai lontani, in primo luogo – la possibilità di udire quella Parola, che dopo aver permeato i valori fondamentali della vita, li può convertire e vivificare. Diceva: “Prima essere ardenti per poi illuminare”, ossia assimilare la Parola per poterla poi comunicare, giacché “la Bibbia è il libro che dobbiamo dare, usando tutti i mezzi che il Signore ci ha fornito”.

Il 2012 è l’anno del Sinodo su “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, stante “la necessità – come ha detto Benedetto XVI – di riproporre il Vangelo alle persone che lo conoscono poco, o che addirittura si sono allontanate dalla Chiesa”. Questi frammenti alberioniani, pensati a commento della liturgia del giorno, ci accompagnano in modo utile all’appuntamento ecclesiale, accendendo via via la nostra preghiera.

Le intenzioni di preghiera mensili derivano dalle proposte presentate al Papa a conclusione dell’Assemblea sinodale su “La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa” (2008) e riprese nell’esortazione apostolica Verbum Domini (2010).