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Ter., maio

Il Sinodo sulla sinodalità, attualmente in corso, ha messo in evidenza tra i temi trattati e analizzati la realtà del "sesto continente", quello digitale. Questa visione non è nuova, risale già al 2009, quando Benedetto XVI, nei suoi messaggi per le Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali, ha equiparato lo spazio della comunicazione digitale a un vero e proprio continente, riconoscendo la sua rilevanza nella missione di evangelizzazione. Si tratta di un’intuizione che nasce dal superamento della distinzione tra virtuale e reale: quanto viene condiviso e commentato sulle nuove piattaforme ha conseguenze concrete sulla vita vissuta delle persone. 

Nel percorso di preparazione al Sinodo, come nel suo svolgimento, ha preso corpo un cammino di ascolto e condivisione, coordinato dal Dicastero per la Comunicazione, chiamato “La Chiesa ti ascolta”, che coinvolge persone particolarmente attive nel continente digitale (www.sinododigital.com). Nasce dai due grandi principi del pontificato di papa Francesco: essere Chiesa “in uscita” e andare alle “periferie esistenziali”. Nel cammino sinodale, la Chiesa “in uscita” deve avere il coraggio e la creatività per aprire il cuore a nuove esperienze, superando il rischio di poter sbagliare. Afferma papa Francesco in Evangelii Gaudium, il suo documento programmatico del 2013: “Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata… “ (EG 49). Anche gli spazi digitali, tipici della cultura contemporanea, non devono rimanere senza voce e senza chi faccia arrivare una parola evangelica. Talvolta siamo davanti a vere e proprie periferie esistenziali, con potenzialità enormi ma anche grandi e nuove povertà.

Il punto 17 della relazione di sintesi della prima Sessione del Sinodo ha per titolo “Missionari nell’ambiente digitale”. La cultura digitale, viene ribadito, non è tanto un'area distinta della missione, quanto una dimensione cruciale della testimonianza della Chiesa nella cultura contemporanea. Per questo riveste un significato particolare in una Chiesa sinodale e, come i missionari sono sempre partiti con Cristo verso nuove frontiere, preceduti e spinti dall’azione dello Spirito, oggi tocca a noi raggiungere la cultura attuale in tutti gli spazi in cui le persone cercano senso e amore, compresi i loro telefoni cellulari e tablet, gli schermi dei computer e ogni piattaforma social, occorre prendersi cura dei nostri interlocutori (cfr. Lettera Annuale del Superiore Generale 2023).

Internet è sempre più presente nella vita dei ragazzi e delle famiglie e ci sono molte iniziative online legate alla Chiesa di grande valore e utilità, che forniscono un'eccellente catechesi e formazione alla fede, ma anche siti in cui i le tematiche legate alla fede sono affrontate in modo superficiale, polarizzato e persino carico di odio. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale (AI), siamo in grado di comunicare in modi che erano inimmaginabili solo pochi anni fa. L’intelligenza artificiale ha già iniziato a rivoluzionare il modo in cui comunichiamo tra di noi e questa tendenza sarà sempre più affermata. Ecco allora la sfida che ci tocca da vicino: abbiamo il dovere di chiederci come garantire che la nostra presenza nel continente digitale costituisca un'esperienza di crescita per coloro con cui comunichiamo.

Sono state rese note le date della nuova Sessione del Sinodo dal 2 al 27 ottobre 2024 e un documento di papa Francesco (il termine tecnico è chirografo, un decreto emesso direttamente dal Papa) ha chiesto che tutti i dicasteri della Curia romana, riorganizzati secondo la Costituzione Apostolica Praedicate evangelium, promuovano l’approfondimento dei temi emersi nella prima Sessione del Sinodo dei Vescovi. Un invito e un obbligo dato a chi ha le massime responsabilità di animazione nella Chiesa a dare l’esempio e che raggiunge tutti, specialmente  chi, per vocazione, è editore, missionario del Vangelo nella cultura della comunicazione.