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Seg., Jul.

Domenica 14 di Gennaio 2024 la Famiglia Paolina in Polonia ha festeggiato 100 anni dalla nascita del primo Paolino Polacco, don Giuseppe Luigi Maria Labedz. La festa si è svolta nel paese di nascita di Labedz con una partecipazione di tanti Paolini, Paoline, Pie Discepole, parenti e compaesani.

La Messa solenne è stata celebrata nella chiesa parrochiale dove Labedz è stato battezzato. Era presieduta dal arcivescovo di Lublino, Stanislao Budzik, compaesano di don Labedz.

Partendo dai personaggi delle letture domenicali - Eli e Samuele, Giovanni Battista e i suoi discepoli - Arcivescovo ha sottolineato la figura del parroco, don Kokoszka, che ha spinto giovane Labedz verso Paolini. In 1937 tredicenne Giuseppe ha lasciato la sua famiglia ed entrato nella Società San Paolo che da pochissimi anni esisteva a Czestochowa. Era uno dei primi candidati Polacchi. Era fedele malgrado tutte le difficoltà della guerra e poi persecuzioni della Polonia comunista sotto regime di Stalin. Quando in Gennaio 1946 il superiore Italiano, don Ravina è stato imprigionato dai Sovietici NKVD e cacciato via dalla Polonia, giovane Labedz è rimasto da solo. Lo stato ha preso possesso anche della tipografia Paolina. Il governo comunista mai ha permesso giovane Labedz di andare in Italia per una formazione. Provvidenzialmente in Aprile 1946 sono venute dall'Italia tre Pie Discepole che hanno aiutato Labedz nella preparazione alla professione religiosa e poi al sacerdozio. Dopo la sua ordinazione presbiterale in 1953 don Giuseppe Luigi Maria Labedz serviva con una dedizione sorprendente come cappellano delle suore e nelle diverse parrocchie della diocesi di Czestochowa. Era sempre coinvolto nella sua amatissima stampa e propaganda di piccoli libretti religiosi ed immagini. È morto in età di 43 anni, 2 di Gennaio 1967.

"La sua missione solitaria e drammaticamente difficile diede frutti meravigliosi a soli 10 anni dalla sua partenza. Ha contribuito molto alla rinascita della congregazione Paolina in Polonia anche con il terreno che compri a Czestochowa pochi mesi prima della sua morte. Il suo atteggiamento eroico di fedeltà alla vocazione scelta divenne un modello per le generazioni successive, per ogni persona che decide di seguire la stessa strada e non un'altra" - ha concluso Arcivescovo.

Dopo ogni Messa domenicale i Paolini vendevano un libretto su don Labedz intitolato "Fedele fino alla fine" e pubblicato nell’occasione del centenario della sua nascita.

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