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Fri, Aug

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Nei giorni 2 e 3 luglio la comunità della Diocesi di Brindisi – con il vescovo mons. Domenico Caliandro, insieme a parenti ed amici e ad alcune sorelle dell’Istituto Maria Santissima Annunziata con il Superiore Generale della Società San Paolo don Domenico Soliman, il Superiore Provinciale don Gerardo Curto e il Delegato delle Annunziatine – si è radunata presso la sua Cattedrale per partecipare alla Cerimonia di chiusura del processo diocesano sulla vita, le virtù e la fama di santità della serva di Dio Antonia Cosima Guadalupi conosciuta da tutti come Antonietta, consacrata laica nell’Istituto Maria Santissima Annunziata (Annunziatine).

Antonietta ha trascorso tutta la sua breve vita durata solo 53 anni (è morta il 30 luglio 2001) a servizio degli altri, mettendo in particolare a disposizione la sua competenza di assistente sanitaria per 25 anni presso l’istituto nazionale dei tumori a Milano. Un medico, in particolare, ne ha lodato “la rara professionalità, sostenuta da grande sensibilità umana e da convinzioni personali molto radicate”. Queste convinzioni avevano punto centrale di riferimento in Gesù da lei amato profondamente come sposo e Signore.

Le persone che hanno avuto il dono di incontrarla e frequentarla ne hanno sperimentato la piena accoglienza e disponibilità, sempre accompagnate da un radioso sorriso capace di esprimere in pieno l’amore del Signore per i suoi figli.

Proprio per questo motivo in tutte le celebrazioni che si sono svolte in questi due giorni, la Veglia di preghiera alla vigilia del processo presso la parrocchia San Vito Martire la sera del 2 luglio alle 20:00, il Rosario meditato la mattina del 3 alle 10:00 presso la parrocchia Cuore Immacolato di Maria, con riflessioni scritte da Antonietta e la sera della stessa domenica alle 18:00 la Cerimonia di chiusura del processo seguita dalla Santa Messa di ringraziamento presso la basilica cattedrale, è stato esposto un quadro tratto da una foto di Antonietta che la ritrae in tutta la luminosa bellezza di un’anima piena di Dio.

 

La Veglia della sera, davanti al Santissimo esposto, animata dal coro della parrocchia, è stata vissuta in tre momenti: la chiamata dono del Signore che ringraziamo per le meraviglie di grazia che egli ha operato in Antonietta, l’offerta che Antonietta ha fatto pienamente al Signore della sua vita per gli altri e infine le testimonianze scritte di alcune persone che l’hanno conosciuta beneficiando del suo aiuto.

Il Rosario del mattino con i misteri della gioia, guidato da una nostra sorella, ci ha dato la possibilità di entrare nel cuore di Antonietta visitata tutta la vita dal dolore, prima tra i suoi familiari e poi tra i pazienti dell’ospedale presso cui lavorava; una sofferenza vissuta e ogni giorno offerta e che l’amore al suo Gesù trasformava in serena pace.

La Cerimonia di Chiusura del processo diocesano è stata presenziata dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, monsignor don Domenico Caliandro, dal postulatore don Domenico Soliman (neo eletto ottavo Superiore generale della società San Paolo), dal Cancelliere arcivescovile don Claudio Cenacchi, dal Giudice delegato episcopale don Pietro Tunno, dal Promotore di giustizia don Cosimo Schena e dal Notaio attuario dottoressa Antonella Calò.

Dopo una bella presentazione della persona e della vita di Antonietta fatta dal Postulatore (il Superiore generale don Domenico Soliman), il notaio ha dato lettura del verbale di quest’ultima sessione del processo. Questa ha compreso l’autenticazione delle firme e dei timbri dell’arcivescovo e dei membri del Tribunale Diocesano, il giuramento della postulatrice che viene incaricata di trasmettere gli atti a Roma e la chiusura dei plichi contenenti gli originali degli atti processuali. Ultimo atto è stata la lettura del documento con il quale si è dichiarato chiuso il processo. Come riferito in una intervista, da don Domenico Soliman, tocca ora alla Congregazione dei santi iniziare la seconda fase chiamata fase romana; la Congregazione aprirà, leggerà tutti i documenti depositati. Nascerà pertanto un periodo di studio, di approfondimento della vita, delle opere, della fama di santità di Antonietta a conclusione del quale potrà essere dichiarata venerabile.

La Celebrazione eucaristica presenziata dall’arcivescovo insieme a sacerdoti concelebranti e animata dal bel canto del coro, è stata lo splendido coronamento della giornata vissuta in un clima di fraterna gioia e profonda gratitudine:

  • al Signore prima di tutto, per averci donato una sorella di esempio edificante per tutti noi.
  • ad Antonietta per il dono totale della sua vita a Dio che è diventato dono per tutti i fratelli.
  • ai sacerdoti, alle sorelle dell’istituto Maria SS.ma Annunziata e a tutte le persone che nei modi più disparati hanno contribuito con tanto lavoro e alcuni anche con l’offerta della propria sofferenza, a far conoscere alla Chiesa e al mondo questa nuova meraviglia dell’amore di Dio. 

 

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