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Fra qualche giorno, il 18 maggio 2020, festeggeremo il Centenario della nascita di Papa San Giovanni Paolo II. Qualche giorno fa invece, il 7 maggio, a Wadowice in Polonia, la città nativa del Papa polacco, è iniziato il processo di canonizzazione dei suoi genitori Karol ed Emilia. Avvenimenti veramente belli, ma bastava poco perché non fossero realtà…

Karol Wojtyła senior e sua moglie Emilia Kaczorowski, abitanti di Wadowice, avevano già un figlio, Edmund, nato nel 1906. La figlia dei Wojtyła - Olga - era morta il 7 luglio 1914, il giorno stesso della nascita. La sua morte era il risultato di complicazioni postnatali. Nell'autunno del 1919, alcuni anni dopo la morte della figlia Olga, Emilia Wojtyła aspettava un altro bambino. Date le complicazioni per la nascita di Olga, questa gravidanza si era rivelata molto rischiosa per la salute della mamma.

Dal dottor Jan Moskała - un noto ginecologo e ostetrico di Wadowice - Emilia aveva ricevuto una diagnosi che sembrava una vera sentenza: non ci sono possibilità per dare alla luce un bambino vivo. E se il bambino nascerà, creerà seri problemi alla madre. Per salvare la propria vita Emilia doveva abortire.

Cosa fare? Emilia in quei giorni viveva di emozioni contrastanti. Aveva un figlio, Edmund di tredici anni, il quale dipendeva della madre. Come farà senza di lei? E suo marito? Lasciarlo solo? E tutti i progetti sognati insieme? Una vita è più importante di un'altra? Emilia era una donna credente e convinta che la vita viene data da Dio ed è dono di Dio. Capiva che se non avesse dato spazio alla vita non poteva ritenersi credente. Quindi la vita per la vita?

Il marito di Emilia conosceva bene un altro ginecologo di Wadowice, Samuel Taub, di origine ebrea. Infatti durante la Prima Guerra Mondiale faceva il suo servizio di medico nell’ospedale militare proprio a Wadowice. Dopo la guerra era rimasto in quella cittadina per il servizio medico alla locale comunità: ebraica e cattolica. Il dottor Taub godeva di buona fama. Karol Wojtyla senior, essendo anche lui ufficiale militare, gli chiese di aiutare sua moglie e di provvedere alla sua salute. E così ha fatto. Il dottor Taub era consapevole che mantenere in vita il bambino concepito poteva finire tragicamente, ma non insisteva sull'aborto. Si è assunto il rischio di accompagnare la gravidanza di Emilia su espressa richiesta di entrambi i coniugi e sotto la loro responsabilità.

Per fortuna - più per forza di volontà che per natura - Emilia Wojtyła è arrivata felicemente fino al nono mese di gravidanza. All’avvicinarsi del giorno del parto, il marito chiama a casa un'ostetrica. Dopodiché prende Edmund e con lui va in chiesa. Infatti, nei momenti importanti della vita si dedicava alla preghiera.

Quel giorno a Wadowice faceva un caldo eccezionale. La temperatura toccava i trenta gradi. Emilia era in salotto. Quando i dolori del parto si fecero sempre più forti, chiese all'ostetrica di aprire le finestre, perché aveva bisogno di più aria. La casa era proprio di fronte alla chiesa parrocchiale a una distanza, cioè, di soli 5 metri. Dunque, nella loro casa si sentiva molto bene quello che avveniva in chiesa. Alle 17.00 iniziarono le Litanie Lauretane. Infatti gli abitanti di Wadowice, ogni maggio, partecipano numerosi alla preghiera mariana. Proprio in quel momento, il 18 maggio 1920, dopo le 17.00, nasce il secondo figlio di Emilia, Karol. La mamma l'ha partorito ascoltando le Litanie Lauretane in onore della Madonna.

Emilia era veramente contenta, convinta che si trattasse di un miracolo, perché lei e il bambino erano vivi. Inoltre, al posto di un bambino magro vedeva un bambino eccezionalmente grande e forte. I genitori del piccolo Karol facevano fatica a credere in quello che era accaduto, perché dal punto di vista umano era impossibile. 58 anni dopo, il 16 ottobre 1978, più o meno alla stessa ora, tre le 17.00 e le 18.00, quel piccolo Karol che non doveva nascere, è diventato Papa Giovanni Paolo II. San Giovanni Paolo II, il Grande…

* Tomasz Lubas è l'Economo generale della Società San Paolo.

 

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