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Mon, Feb

Un giovane sognatore, desideroso di fare qualcosa per gli altri, piantò un piccolo seme, convinto che col tempo sarebbe diventato un grande albero, capace di produrre frutti abbondanti a favore di tanta gente…

Condivise con i suoi figli e figlie il suo ideale e si attorniò di collaboratori generosi che misero le proprie risorse a servizio della pianta. Tutti erano convinti della bontà dell’ideale del giovane sognatore e ne favorirono in tutti i modi la nascita e la crescita. I grandi sacrifici di ogni genere che dovettero soffrire non riuscirono a scoraggiarli dall’ideale del grande albero che doveva crescere per il bene dell’umanità.

Dopo alcuni anni, il seme cominciò a spuntare come un bell’arbusto. In alcuni rami c’erano fiori bellissimi; alcuni marcirono e col tempo caddero per terra, ma la pianta diventò un albero di dieci grandi rami, pieni di foglie, di fiori e non pochi frutti.

Intanto, quell’uomo aveva terminato il suo compito, sempre guidato dalla grazia di Dio, e furono i figli e le figlie a prendersi cura dell’albero ereditato dal padre. In alcuni momenti questi vollero scoprire e adoperare nuove risorse per far crescere l’albero e produrre i migliori frutti: e a ragione, perché il mondo offriva nuove possibilità che il padre non aveva conosciuto… Alcuni fecero grandi sforzi per far produrre nuovi frutti e per abbellire alcuni dei prodotti precedenti.

A un certo punto, però, anche a causa dei molteplici e rapidissimi cambiamenti delle condizioni ambientali, l’albero si vide danneggiato; e gli eredi di quell’uomo, molto preoccupati dei frutti, cominciarono a trascurare un po’ un incarico fondamentale tramandato dal padre. Curarono molto le foglie e i frutti, a volte con grandi sforzi e accurati programmi, a volte con dei bei frutti, ma l’albero smise di crescere. Pian piano i rami diventavano sempre più vecchi, si sentivano persino sterili. I frutti cominciarono a scarseggiare…

I figli raddoppiarono gli sforzi, ma l’albero sembrava aver raggiunto il suo massimo sviluppo e cominciò a ripiegarsi su sé stesso. Non mancarono sforzi da parte di alcuni per andare alle radici dell’albero, però spesso trovavano diffidenze, a volte rifiuti, da parte dei fratelli più grandi… Era il momento della rassegnazione: alcuni arrivarono a pensare che forse l’albero aveva già compiuto la sua missione ed era arrivato il momento di prepararsi a morire…

Dopo tanti tentativi a vuoto per far rifiorire i rami, dopo tanti sforzi, a volte inutili, per abbellire i frutti ancora presenti, i figli di quell’uomo capirono che la vera soluzione era quella di prendere sul serio il problema fondamentale, e prestare più attenzione alle radici…

Uno sforzo sicuramente nascosto, molto più lungo e faticoso, ma sicuramente l’unico capace di far rivivere il grande albero ereditato dal padre.