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Seg., Fev.

«La missione paolina è universale, rispetto agli uomini [...], in quanto ai mezzi tecnici [...], quanto ai tempi [...], quanto all’oggetto, poiché si tratta di tutto cristianizzare» (UPS I, 372- 373). Questo comporta una complessità tale che esige, come condizione imprescindibile per raggiungere gli obiettivi prestabiliti, «la coordinazione di tutte le persone, le iniziative e le opere» (Doc. Cap. n. 241).

Il coordinamento tra settori e la collaborazione tra le persone sono due elementi indispensabili e insostituibili che dovrebbero caratterizzare il nostro apostolato. “...lo sviluppo della multimedialità impongono alla Congregazione una opportuna coordinazione delle sue attività apostoliche……”  La vera sfida apostolica della nostra Congregazione oggi è quella di aggiornare il sistema attuale del nostro coordinamento e renderlo funzionale nello spirito del nostro ultimo Capitolo generale: “Attenti ai segni dei tempi, rinnovare lo slancio della nostra azione apostolica convertendo noi stessi, le nostre comunità e le nostre strutture apostoliche per arrivare a tutti….”, pienamente consapevoli della situazione in rapida e continua evoluzione sia all’interno della Congregazione che fuori di essa. Una revisione onesta del nostro attuale sistema di coordinamento e organizzazione delle strutture nell’area del nostro apostolato ci farà comprendere che questi sistemi sono stati introdotti decenni fa e che si adattavano a quei tempi della nostra storia. Rinnovare e aggiornare il sistema di coordinamento esistente e introdurre nuove forme dello stesso per rendere il nostro apostolato efficace e pertinente ai nostri tempi dovrebbe essere la preoccupazione comune di tutti noi.

Lo stesso si può dire della collaborazione apostolica tra di noi, tra le nostre comunità e le nostre Circoscrizioni e nella stessa Famiglia Paolina. Mentre sperimentiamo in qualche modo un declino nel numero dei Paolini che possono contribuire attivamente all’apostolato a causa della riduzione del numero di tipologie di lavori e dell’invecchiamento dei membri, la necessità di migliorare la qualità della nostra collaborazione è diventata una necessità apostolica. Il bisogno è tale che qualsiasi ritardo nel riconoscerlo come tale e nel trattarlo in modo creativo possa, almeno in alcune parti del mondo, cominciare a minacciare l’esistenza stessa di alcuni dei nostri impegni apostolici. Mentre ci sono diversi livelli e forme di collaborazione apostolica tra noi Paolini, una delle forme più fondamentali di collaborazione è una comunicazione efficace e tempestiva. Sebbene giorno dopo giorno viviamo e assistiamo a un’esplosione dei mezzi e dei metodi di comunicazione, la triste realtà è che molto poco questi sono usati per aumentare la qualità della nostra collaborazione al servizio del nostro apostolato. Il bisogno dell’ora presente è convinzione, coraggio e impegno per rinnovare lo slancio della nostra azione apostolica convertendo noi stessi, le nostre comunità e le nostre strutture apostoliche per arrivare a tutti...


* Jose Pottayil, Consigliere generale, è il Presidente del CTIA.