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Sex., Set.

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Il carisma paolino ha origine nella “notte di luce”, da una maggior comprensione dell’invito di Gesù: «Venite a me voi tutti…». Illuminato dell’eucaristia, il giovane Giacomo Alberione sente il desiderio di «far qualcosa per il Signore e gli uomini del nuovo secolo» (apostolato). Da questa ansia nasce l’obbligo profondo di “prepararsi” (cf. AD 15) e «sviluppare tutta la personalità umana» (cf. AD 22) (studio). Per garantire unità, stabilità, continuità e soprannaturalità all’apostolato, dal 1910, in una maggior luce, vede che alla base della nuova Fondazione devono esserci “religiosi e religiose”, cioè persone consacrate che vivono in comunità (povertà). Ma nulla sarà possibile senza un intimo rapporto con Dio (pietà): «Egli aveva appreso a trasformare tutto in oggetto di meditazione e di preghiera presso il Maestro divino» (cf. AD 68).

L’ideale del paolino è il pieno «sviluppo della personalità; naturale, soprannaturale, apostolica», la realizzazione massima ed equilibrata di tutte le dimensioni essenziali: le “quattro ruote”. Ma deve essere chiaro che non tutte e quattro sono allo stesso livello: l’apostolato (per la missione) è il fine; lo studio (per la formazione), la povertà (come consacrazione e vita di comunione fraterna) e la pietà (vita di comunione con Dio) sono i mezzi. Per cui nessuno di essi (studio, vita religiosa, preghiera…) può diventare fine a se stesso, ma tutti sono finalizzati alla missione. «Nella Famiglia Paolina sono ben determinati i fini, sono indicati ed abbondanti i mezzi, specialmente il tempo in cui l’anima nell’ora di adorazione entra in comunicazione con Dio, e matura e assimila ed applica quanto ha appreso» (AD 146). Nessuna delle quattro ruote in sé rende la persona santa. Tutte e quattro hanno bisogno di essere vissute in armonia e animate dallo Spirito, secondo l’ideale paolino riassunto così dal Fondatore: «Vivere e dare Gesù Cristo Via, Verità e Vita, nello spirito di san Paolo sotto lo sguardo di Maria, Regina degli Apostoli».

Quindi, la santità paolina s’identifica con l’esperienza armonica delle quattro dimensioni, nei vari livelli, colorata dalla spiritualità specifica; è la vita paolina in pienezza, la felicità per una vita piena. L’ostacolo per raggiungerla è la frammentazione, vivere la vita a modo di compartimenti stagni. Dire “santità” è dire “spiritualità paolina”, integralità, carisma vissuto con “passione”, avvalorato dalla testimonianza della vita e comunicato con tutti i linguaggi e le forme della comunicazione.

Si capisce allora perché per il beato Giacomo Alberione la santità non è uno tra i tanti elementi del carisma, ma l’obbiettivo principale, la meta proposta a tutti i suoi figli e figlie. Egli afferma tassativamente: «I santi sono la prima ragione d’essere di ogni Congregazione, sono il miglior collaudo del suo spirito, delle sue Costituzioni, del suo sistema pedagogico-formativo». E ancora: «La Congregazione in tanto cresce in quanto ha dei santi» (Vadem. 214).

Grande responsabilità per tutti! La santità è la sfida e l’ideale più alto e più esigente che siamo chiamati a realizzare; è il dono più prezioso che possiamo offrire ai nostri fratelli e sorelle e anche ai destinatari della nostra missione; ed è pure il traguardo che dobbiamo avere il coraggio di proporre a tutti, in particolare ai giovani, che sempre attendono grandi ideali nei quali coinvolgere la propria vita.

Agenda Paulina

25 setembro 2020

Feria (verde)
Qo 3,1-11; Sal 143; Lc 9,18-22

25 setembro 2020

* FSP: 1979 Casa Alberione a S. Paulo (Brasile) • SJBP: 1965 a Sestri Levante (Italia).

25 setembro 2020

FSP: Sr. Rosa M. Onofre (1989) - Sr. M. Giovanna Nicosia (1993) - Sr. Emiliana Miserere (2008) - Sr. M. Carmine Kumaki (2014) • IMSA: Maria Concetta Citarda (1974) - Gloria García Sanchez (2015) • ISF: Paolo Bacci (2016) - Gino Eriani (2017).