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Italia: + Fratel Lorenzo Rodolfo Mantovani

19 Jan

Italia: + Fratel Lorenzo Rodolfo Mantovani

Alle ore 8.00 (ora locale) di venerdì 16 gennaio 2026 è deceduto all’ospe­dale Sant’Eugenio di Roma a causa di un arresto cardio-circolatorio

FRATEL LORENZO RODOLFO MANTOVANI
86 anni di età, 75 di vita paolina, 66 di professione

Lorenzo nasce a Michellorie (Verona) il 9 agosto 1939, primo di otto figli, 4 fratelli (di cui uno discepolo paolino, Fratel Daniele, deceduto l’8 agosto 2001) e 4 sorelle, dai genitori Elia e Maria Milanese. Entra nella comunità di Cinisello Balsamo il 16 settembre 1950, inizia il Noviziato il 7 settembre 1957 ed emette la Prima professione religiosa l’8 settembre 1959 ad Ostia (Roma), assumendo il nome di Rodolfo. Si consacra definitivamente con la Professione perpetua l’8 settembre del 1964 a Roma.

Fratel Lorenzo è nominato Responsabile della impaginazione delle riviste già dal 1964 a Roma. Nel 1968 viene trasferito in Australia dove diventa Responsabile della Tipografia. Nel 1982 è a Roma per un corso di aggiornamento e nel 1983 riparte in missione per il Canada dove rimarrà fino al 1995 impegnato nella Fotocomposizione, con una parentesi nel 1990 per un po’ di mesi in Congo. Nel 1995 rientra in Italia, a Roma, impegnato nella Tipolitografia e legatoria. Nel 2002 passa nel Magazzino libri della Diffusione San Paolo fino al 2022, quando si trasferirà in Infermeria fino alla chiamata definitiva del Signore.

«Uno dei confratelli che incontrai per primo e che mi accolse – racconta un confratello che era stato inviato in missione in Canada – fu Fratel Lorenzo, che si faceva chiamare Frère Larry. Mi accolse dicendomi subito: “Dai, vieni, che qui c’è da lavorare”. Era in tipografia alla confezione di un volume contenente tutti i discorsi che Giovanni Paolo II aveva pronunciato nella sua visita in Canada qualche mese prima. Fu quello l’inizio di un cammino insieme non solo come confratello, ma soprattutto come amico. Un cammino che è durato 11 anni». Fratel Lorenzo aveva la «capacità di mantenere un’amicizia nel tempo – continua lo stesso confratello – e lo ha fatto con me e con tutti gli amici italiani che aveva conosciuto nel corso dei suoi anni vissuti in Australia e in Canada. Anche dopo essere andato via da queste due nazioni, egli sentiva regolarmente per telefono questi amici e ogni anno li andava a trovare, fino a quando la salute glielo ha permesso. Seppur avesse un carattere energico, la sua era una bella compagnia. Un amico con cui si stava volentieri insieme».

In una lettera del 1981, l’allora Superiore generale don Renato Perino così scriveva a Fratel Lorenzo che allora era in Australia: «Ti ho sempre detto, e lo ripeto, che tu sei di una generosità straordinaria e di una fedeltà paolina sulla quale non vi sono dubbi. Per questo ti voglio bene e so di poter contare su di te, in qualsiasi posto occorra la tua opera».

Quando nel maggio del 2022 Fratel Lorenzo venne ricoverato in infermeria, non ne volle più uscire e diceva: «Oramai sono malato e in infermeria».

Un confratello racconta: «La sera prima che venisse trasferito in ospedale io continuavo a chiamarlo “Direttore” e lui aprì gli occhi. Io gli dissi di pensare alla mamma, che gli voleva bene, e di ricordare il fratello Daniele. L’infer­miera mi disse: “Guarda, ha capito, sta piangendo”. E infatti due lacrime scendevano dai suoi occhi».

Il Signore accolga questo nostro fratello e gli doni la gioia del suo Regno, mentre chiediamo a lui di intercedere per numerose e sante vocazioni di fratelli Discepoli del Divin Maestro nella nostra Congregazione.

 

Roma, 18 gennaio 2026                                    

Don Vito Spagnolo, ssp


Il funerale verrà celebrato lunedì 19 gennaio alle ore 10.00 nella Sottocripta della Basilica Regina degli Apostoli. La salma sarà tumulata a Michellorie, frazione di Albaredo d’Adige (Verona).  

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


 ITAESPENG

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I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.