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Italia: + Don Bruno Pietro Simonetto

18 Jun

Italia: + Don Bruno Pietro Simonetto

Alle ore 19.20 (ora locale) di martedì 16 giugno 2026 è deceduto al l’Hospice Villa Ardeatina di Roma a causa di un arresto cardiocircolatorio

DON BRUNO PIETRO SIMONETTO
86 anni di età, 74 di vita paolina, 66 di professione e 59 di sacerdozio

Bruno nasce a Galliera Veneta (Padova) l’8 novembre 1939, ultimo di sei figli, una sorella e cinque fratelli, dai genitori Antonio e Amabile Ber-no. Entra nella comunità di Alba il 18 agosto 1951, inizia il Noviziato il 7 settembre 1958, emette la Prima professione religiosa l’8 settembre 1959, assumendo il nome di Pietro, si consacra definitivamente con la Professione perpetua l’8 settembre 1965 e riceve l’ordinazione presbite-rale il 30 giugno 1966. Quest’anno avrebbe celebrato il 60° di sacerdozio.

Don Bruno inizia il suo apostolato nell’attività redazionale a Roma, ma viene subito trasferito nella comunità di Cinisello Balsamo (MI) per occuparsi dell’insegnamento delle materie letterarie ai paolini. Nel 1978 lo troviamo a Roma, impegnato nella Redazione e nella collaborazione Tecnica con la Sampaolo Film. Nel 1982 è eletto Consigliere e svolge anche il servizio di Segretario provinciale. Nel 1985 diventa Preside della “Scuola San Paolo” a Roma e nel 1988 viene trasferito ad Albano Laziale per occuparsi del settore Discografico/Musicale. Nel 1990 è a Firenze, dove nel 1993 riceve l’incarico di Delegato per la vita consacrata, carica che manterrà fino al 1999. Nel 2000 comincia la sua esperienza alla rivi-sta “Madre di Dio”, dapprima come redattore e dal 2001 come Direttore responsabile. Nel 2006 torna a Firenze, viene di nuovo incaricato dell’Ufficio di Delegato per la vita consacrata. Nel 2023 viene trasferito in infermeria per motivi di salute, e vi rimarrà fino alla chiamata definitiva del Signore.

Dotato di vasta cultura, don Bruno ha saputo porla al servizio della missione paolina all’interno della Congregazione, impegnandosi nella scuola come preside e nell’apostolato specifico, operando nella Sampaolo film e nel settore delle nostre riviste come direttore di “Madre di Dio”. Ha saputo metterla anche al servizio della Chiesa locale, soprattutto nel periodo di permanenza nella comunità di Firenze. Nella diocesi fiorentina ha, infatti, operato a lungo in qualità di “Delegato per la vita consacrata” e di Direttore dell’«Ufficio comunicazioni». Ha goduto della fiducia e del-la stima dei Vescovi che si sono succeduti e ha tracciato un percorso di vita paolina ed ecclesiale, illuminato dalle parole dell’apostolo Paolo: “Tutto io faccio per il Vangelo” (1Cor 9,23).

Ricorda un confratello: «I ricordi degli ultimi mesi di don Simonetto sono legati alla sua grande serenità e gioia quando andavo a trovarlo in infermeria. Si mostrava sempre contento, con i suoi libri aperti sul tavolo, sempre alla ricerca di qualche cosa. Poche parole, ma di comunione. Poi all’ospedale di San Giovanni Addolorata abbiamo avuto momenti di forte vicinanza, la mano nella mano, e momenti di tristezza, quando non mi riconosceva più, e non rispondeva più alla stretta della mano. Sono con-tento di essere stato l’ultimo a vederlo sul letto di morte all’Hospice di Villa Ardeatina e di avergli fatto l’ultimo segno di croce… Forse era quel-lo che anche lui desiderava da me. Direi che nella sua vita ha certamente realizzato l’ideale del sacerdote-scrittore di don Alberione. Oltre alla direzione della rivista “Madre di Dio”, alla quale l’aveva posto don Giovanni Perego, don Bruno ha incarnato l’ideale di sacerdote-scrittore di don Alberione in parecchi scritti: Il Magnificat di don Alberione (2004), Misteri del rosario illustrati (2005), Santuari mariani d’Italia (2007), oltre al fortunato libro I dodici in cammino, edito con don Attilio Monge e che ha avuto diverse edizioni».

Il Signore accolga questo nostro fratello e gli doni il premio eterno, mentre chiediamo a lui di intercedere per numerose e sante vocazioni per la nostra Congregazione e la Famiglia Paolina.

Roma, 18 giugno 2026  

Don Vito Spagnolo, ssp


Il funerale verrà celebrato giovedì 18 giugno alle ore 16.00 nella Sottocripta della Basilica Regina degli Apostoli. La salma sarà tumulata nel cimitero Laurentino (Roma).

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.