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Brasile: + Don Vittorio Pio Saraceno

18 Aug

Brasile: + Don Vittorio Pio Saraceno

Alle ore 18.23 (ora locale) di sabato 16 agosto 2025 è deceduto nella residenza per anziani “Garden Ville” a São Paulo (Brasile)

DON VITTORIO PIO SARACENO
90 anni di età, 78 di vita paolina, 68 di professione e 63 di sacerdozio

Vittorio nasce a Ripacandida (Potenza-Italia) il 18 settembre 1934, quinto di sette figli, tre sorelle e quattro fratelli, dai genitori Michele e Antonietta Musto. Entra come aspirante nella Società San Paolo a Roma il 15 settembre 1946, fa l’ingresso in Noviziato ad Albano Laziale (Roma) il 7 settembre 1954, emette la Prima professione religiosa ad Alba (Cuneo) l’8 settembre 1956, si consacra definitivamente con la Professione perpetua a Roma l’8 settembre 1959 ed è ordinato presbitero il 1° luglio 1962.

La sua vita apostolica è stata intensa, soprattutto come missionario. Dopo un breve periodo nella tipografia di Roma, nel 1963 viene trasferito a Pescara come direttore della tipografia. Nel 1966 parte per São Paulo in Brasile, nella comunità “Cidade Paulina”, dove ha nuovamente ricoperto l’incarico di direttore della tipografia. Dal 1973 al 1981 accompagna nel suo inizio la Comunità “Divin Mestre” (Jardim Boa Vista, SP). Dal 1982 al 1983 è Superiore della Comunità di Rio de Janeiro e Direttore della Libreria. Dal 1983 è a Lisbona (Portogallo) come Superiore regionale. Nel 1986 passa in Venezuela, nella Comunità di El Hatillo, prima come direttore della tipografia e dal 1989 al 1992 come Superiore regionale. Nell’agosto del 1992 ritorna a Roma per un anno di aggiornamento presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 1993 torna in Brasile, nella sede provinciale, svolgendo successivamente vari incarichi: attività nel campo editoriale, bibliotecario della Provincia, poi dal 2004 al 2017 rimane nella comunità “Cidade Paulina” come Delegato provinciale per gli Istituti Paolini di Vita Consacrata Secolare. Dal 2019 la sua attività si ridimensiona in quanto si dedica prevalentemente al ministero sacerdotale e, come egli stesso scrisse nei suoi ricordi, compie quel requiescite pusillum (“riposatevi un poco”) che Gesù ha concesso ai suoi discepoli.

Nei suoi ultimi anni, don Vittorio lottò coraggiosamente per la vita. Con la salute che peggiorava, non rinunciò mai a fare tutto il possibile per guarire da tutti i mali che lo affliggevano. Non perse mai la speranza. Il suo ultimo ricovero all'Ospedale Santa Catarina avvenne il 3 agosto 2025. Il 13 agosto fu trasferito al Garden Ville, una casa di riposo per anziani, a São Paolo, dove, a causa di un arresto cardiorespiratorio e di una leucemia mieloide acuta, morì alla vigilia della Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria.

Nel 2023 don Vittorio pubblicò la terza edizione, riveduta e ampliata, della sua autobiografia intitolata "Memorie di un pellegrino", in portoghese e italiano. Come a giustificare l'opera, cita uno scrittore italiano, Primo Levi, quando afferma: «È un venir meno al dovere non trasmettere la propria memoria».

Un confratello dal cuore universale, davvero dedito all’apostolato paolino, presente là dove c’era bisogno di aiuto e di una presenza tenace. I segni di questo suo amore alla vita paolina li troviamo anche nella relazione per la vestizione religiosa avvenuta il 24 maggio 1953: «Saraceno Vittorio: nella pietà fedelissimo ad ogni pratica. Nello studio si impegna moltissimo e ha compiuto progressi ammirevoli. L’apostolato lo compie con amore e generosità, mostrando assai interesse per le opere della Congregazione».

Nella ricorrenza del 60° di Ordinazione presbiterale, il Superiore generale, don Domenico Soliman, gli scrisse: «Ringraziamo Dio con te per questi 60 anni di vita sacerdotale, per la tua presenza nella nostra Congregazione, alla sequela di Gesù Maestro Via, Verità e Vita, con la missione di annunciarlo al mondo con tutti i mezzi, i più moderni e i più efficaci… Possiamo dire che la tua vita è stata spesa con vero spirito missionario. Caro don Vittorio, dobbiamo riconoscere che la chiamata alla sequela del Maestro è un vero dono».

Il Signore fecondi tutto il bene seminato da questo nostro confratello e gli doni il premio eterno, mentre chiediamo a lui di intercedere per numerose e sante vocazioni nella nostra Congregazione e tutta la Famiglia Paolina.

 

Roma, 18 agosto 2025                                                         

Don Paolo Lanzoni, ssp
Segretario generale


Il funerale è stato celebrato il 17 agosto alle ore 15.00 nella Cappella del cimitero della Confraternita del Santissimo Sacramento (São Paulo) e tumulato nella tomba della Famiglia Paolina ivi presente. 

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


 ITAESPENG

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Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.