Italia: La Settimana e il Festival della Comunicazione per “custodire voci e volti umani”
In occasione della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, le Paoline e i Paolini d’Italia organizzano ogni anno la Settimana della Comunicazione e il Festival della Comunicazione, giunti alla ventunesima edizione.
Due eventi che esprimono concretamente la missione paolina: vivere nella società contemporanea come apostoli del Vangelo nel mondo della comunicazione.
Il nostro Fondatore, il beato Giacomo Alberione ci ha insegnato che ogni mezzo di comunicazione ci offre nuove opportunità per comunicare il Vangelo, promuovere la verità, e favorire la crescita integrale della persona: mente, cuore, volontà.
Oggi questo insegnamento risuona con particolare forza. Nel Messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Leone XIV richiama infatti la necessità di custodire ciò che rende autenticamente umana la comunicazione, ricordandoci che «volto e voce sono sacri» e che la grande sfida dell’intelligenza artificiale non è anzitutto tecnica, ma antropologica.
In gioco, quindi, c’è il nostro modo di essere umani, di costruire relazioni autentiche, di far emergere la verità e dare senso alla comunicazione in un’epoca segnata dalla velocità, dalla sovrabbondanza di contenuti e dalle simulazioni digitali.
Il rischio di uno squilibrio tra progresso tecnico e maturazione umana è sempre più evidente.
Don Alberione parlava di «un mondo… sempre in corsa», che «progredisce un po’ in tutto», ma in «un progresso meccanico più che un progresso morale», con una «sproporzione fra quello che è il progresso tecnico e quello che è il progresso dell’uomo intero» (Alle Figlie di San Paolo 1956, p. 287).
Parole che, a distanza di anni, appaiono di straordinaria attualità.
Da questa urgenza – missionaria, culturale ed educativa – nascono la Settimana e il Festival della Comunicazione: spazi di incontro, dialogo e formazione per riflettere insieme su una comunicazione autenticamente umana, etica e responsabile.
La tecnologia, infatti, non può essere semplicemente accolta o rifiutata. Siamo chiamati piuttosto a comprenderla, abitarla con consapevolezza e orientarla al bene, riconoscendone i rischi e soprattutto le opportunità per la crescita delle persone e delle comunità.
È quindi una responsabilità educativa che si traduce in una concreta testimonianza di vita.
Don Alberione usa un’immagine molto semplice ma potente: non basta combattere il buio, ma bisogna accendere una luce.
Dice infatti: «Non si combina nulla se si vogliono cacciare le tenebre da una camera agitando o sbattendo la scopa o l’asciugatoio; introducetevi, invece, una lampada accesa e le tenebre scompariranno in un attimo» (Anima e corpo per il Vangelo, p. 99).
Di fronte al rumore e alla disinformazione non è sufficiente denunciare ciò che non funziona, ma siamo chiamati a generare luce, creare spazi di verità, coltivare pensiero critico, dialogo e formazione.
Questo ci richiama alla nostra vocazione di consacrati paolini, che oggi, nell’ambiente digitale, diventa la vocazione di tutti: essere artefici di una “buona comunicazione”, per “custodire voci e volti umani”.
Per informazioni:
Sito della Settimana della Comunicazione:
www.settimanadellacomunicazione.it
Numero speciale di Pagine Aperte:
https://settimanadellacomunicazione.it/pagine-aperte-custodire-voci-e-volti-umani/
Programma del Festival della Comunicazione:
Lettura del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (voce di Davide Avolio, scrittore e poeta):
https://www.youtube.com/playlist?list=PLzm-ZoQHqADfYH9eEvPWOgUE1lyhzgIgr
