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Italia: La Settimana e il Festival della Comunicazione per “custodire voci e volti umani”

15 May

Italia: La Settimana e il Festival della Comunicazione per “custodire voci e volti umani”

In occasione della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, le Paoline e i Paolini d’Italia organizzano ogni anno la Settimana della Comunicazione e il Festival della Comunicazione, giunti alla ventunesima edizione.

Due eventi che esprimono concretamente la missione paolina: vivere nella società contemporanea come apostoli del Vangelo nel mondo della comunicazione.

Il nostro Fondatore, il beato Giacomo Alberione ci ha insegnato che ogni mezzo di comunicazione ci offre nuove opportunità per comunicare il Vangelo, promuovere la verità, e favorire la crescita integrale della persona: mente, cuore, volontà.

Oggi questo insegnamento risuona con particolare forza. Nel Messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Leone XIV richiama infatti la necessità di custodire ciò che rende autenticamente umana la comunicazione, ricordandoci che «volto e voce sono sacri» e che la grande sfida dell’intelligenza artificiale non è anzitutto tecnica, ma antropologica.

In gioco, quindi, c’è il nostro modo di essere umani, di costruire relazioni autentiche, di far emergere la verità e dare senso alla comunicazione in un’epoca segnata dalla velocità, dalla sovrabbondanza di contenuti e dalle simulazioni digitali.

Il rischio di uno squilibrio tra progresso tecnico e maturazione umana è sempre più evidente.

Don Alberione parlava di «un mondo… sempre in corsa», che «progredisce un po’ in tutto», ma in «un progresso meccanico più che un progresso morale», con una «sproporzione fra quello che è il progresso tecnico e quello che è il progresso dell’uomo intero» (Alle Figlie di San Paolo 1956, p. 287).

Parole che, a distanza di anni, appaiono di straordinaria attualità.

Da questa urgenza – missionaria, culturale ed educativa – nascono la Settimana e il Festival della Comunicazione: spazi di incontro, dialogo e formazione per riflettere insieme su una comunicazione autenticamente umana, etica e responsabile.

La tecnologia, infatti, non può essere semplicemente accolta o rifiutata. Siamo chiamati piuttosto a comprenderla, abitarla con consapevolezza e orientarla al bene, riconoscendone i rischi e soprattutto le opportunità per la crescita delle persone e delle comunità.

È quindi una responsabilità educativa che si traduce in una concreta testimonianza di vita.

Don Alberione usa un’immagine molto semplice ma potente: non basta combattere il buio, ma bisogna accendere una luce.

Dice infatti: «Non si combina nulla se si vogliono cacciare le tenebre da una camera agitando o sbattendo la scopa o l’asciugatoio; introducetevi, invece, una lampada accesa e le tenebre scompariranno in un attimo» (Anima e corpo per il Vangelo, p. 99).

Di fronte al rumore e alla disinformazione non è sufficiente denunciare ciò che non funziona, ma siamo chiamati a generare luce, creare spazi di verità, coltivare pensiero critico, dialogo e formazione.

Questo ci richiama alla nostra vocazione di consacrati paolini, che oggi, nell’ambiente digitale, diventa la vocazione di tutti: essere artefici di una “buona comunicazione”, per “custodire voci e volti umani”.

 

Per informazioni:

Sito della Settimana della Comunicazione:

www.settimanadellacomunicazione.it

Numero speciale di Pagine Aperte:

https://settimanadellacomunicazione.it/pagine-aperte-custodire-voci-e-volti-umani/

Programma del Festival della Comunicazione:

https://www.diocesidialbano.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/05/Libretto-Festival-della-comunicazione_OK.pdf

Lettura del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (voce di Davide Avolio, scrittore e poeta):

https://www.youtube.com/playlist?list=PLzm-ZoQHqADfYH9eEvPWOgUE1lyhzgIgr

Contact info

Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.