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Canada: Salone del Libro di Montréal

25 Nov

Canada: Salone del Libro di Montréal

Dal 1950, a metà novembre e per una settimana, Montréal vive al ritmo del Salone del Libro, il grande evento culturale annuale della città e il punto di riferimento dell’edizione in lingua francese nel continente nordamericano. Il periodo coincide con l’arrivo dei primi fiocchi di neve, anticipando la magia del Natale e il desiderio di una buona lettura nel caldo di casa.
​Nell’ultima edizione, 120 000 visitatori, 880 espositori, 2 500 autori/autrici hanno confermato la vitalità di quest'appuntamento. Le ragioni sono molteplici, ma due in particolare meritano attenzione: in passato, la tenace resistenza del Québec alla supremazia della lingua inglese con una politica di salvaguardia del francese attraverso la rete delle scuole cattoliche e delle parrocchie. E a partire dagli anni ’50, il fenomeno della rivoluzione tranquilla, cioè la presa di coscienza di un’identità territoriale, sociale, culturale, artistica autonoma e propria al Québec. La rivoluzione avrà un influsso determinante nel campo della letteratura e delle arti e vedrà sorgere un’industria culturale in opposizione anche all’invadenza della letteratura francese che considerava il Québec come un territorio d’oltremare (“quattro acri di neve” secondo Voltaire). L’illustrazione di questa fioritura culturale si riscontra in un dato importante: i membri dell’ANEL (Association nationale des éditeurs de livres) sono piu di 100, con un’ampia diversificazione che tocca tutte le discipline etutti i settori della creazione artistica.
​Allo sviluppo dell’editoria nazionale ha contribuito in maniera significativa anche Médiaspaul, in particolare nel campo della letteratura giovanile con il periodico Vidéo-Presse, le collane di romanzi, di album illustrati, di sussidi scolastici. Significativo inoltre il ruolo di Médiaspaul come editore dei testi dell’Ufficio catechistico del Québec.
​Gli editori che al Salone del libro propongono un nutrito catalogo di letteratura religiosa sono due: Médiaspaul e Novalis. La nostra casa editrice è apprezzata e conosciuta dal pubblico e stimata dalla Chiesa locale. Anche quest’anno siamo presenti con le novità dell’anno e i titoli più rappresentativi e popolari del nostro catalogo. In sintonia con il clima natalizio, presentiamo due originali album illustrati che raccontano il Natale, l’uno immerso nel mondo eschimese, l’altro innovativo per quanto riguarda l’iconografia tradizionale e l’approccio pastorale.
​Nella ricca varietà delle parole umane offerte all’intelligenza e al cuore dei lettori durante questi giorni, Médiaspaul offre il suo generoso contributo con la proposta di una Parola, declinata in mille modi, portatrice di verità e di vita.

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Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.