Salta al contenuto principale

Maggiorino e Carlo. Una santità giovane che interpella la nostra vocazione oggi

11 Apr

Maggiorino e Carlo. Una santità giovane che interpella la nostra vocazione oggi

Nel percorso fecondo della nostra storia, ci è stata consegnata una figura che forse rischiamo di ridurre a icona di inizio, a simbolo affettuoso di giovinezza paolina: Maggiorino Vigolungo. Ma la santità, specie quella giovane, non è mai retaggio da museo. È provocazione continua, domanda bruciante. E oggi – in un tempo in cui la nostra Famiglia vive processi di discernimento e ripensamento (cfr. il recente documento sulla Pastorale Vocazionale Paolina) – Maggiorino può tornare ad essere voce viva per noi.

La sua vita, segnata da un’intuizione fulminea e radicale del Vangelo comunicato con i mezzi del tempo, parla la stessa lingua spirituale di Carlo Acutis. Anche lui giovanissimo, anche lui capace di coniugare passione per la tecnologia e ardore eucaristico. Due traiettorie diverse, ma una medesima forza interiore: la convinzione che la santità non aspetta l’età adulta per prendere dimora.

E proprio Carlo – prossimo Santo – sta diventando oggi un riferimento forte per tanti adolescenti e giovani, in un tempo in cui la Chiesa si prepara a vivere i Giubilei dedicati a loro: quello degli adolescenti (aprile), dei missionari digitali (luglio), dei giovani (agosto). Non è un’agenda di eventi: è una chiamata, anche per noi Paolini, a risintonizzarci con la profezia originaria che ha dato vita al nostro carisma.

Il gruppo “Maggiorino” di Alba, guidato dal sacerdote albese don Maurizio Penna, nasce in questo orizzonte: far incontrare i ragazzi e i giovani con uno stile e una proposta, senza nostalgia, ma con una lucidità nuova. È segno che il seme gettato da don Alberione non ha smesso di generare, e che la figura di Maggiorino può ancora essere leva vocazionale, se sapremo restituirla non in modo agiografico, ma profetico.

Oggi, parlare di vocazione paolina non può prescindere dal linguaggio digitale, dalla sfida dell’annuncio incarnato nella cultura mediale e dalla capacità di ascoltare le domande profonde delle nuove generazioni. Maggiorino, come Carlo, non aveva paura delle novità: entrambi avevano un’intelligenza spirituale che li portava a intuire che il Vangelo non è mai fuori tempo, se chi lo vive lo fa con totalità.

Non ci serve dunque recuperare Maggiorino come mascotte identitaria, ma come profezia ancora da compiersi. Forse sarà proprio da una nuova generazione ispirata da lui – e da altri come Carlo – che potrà rinascere un entusiasmo apostolico e vocazionale capace di restituire alla nostra comunità il coraggio del futuro.

Non basta ricordarlo. Occorre ascoltarlo. Maggiorino ci guarda. E ci chiede: “Che cosa state facendo della vostra giovinezza spirituale, della vostra prima chiamata, della vostra missione nel mondo della comunicazione? Possiamo progredire ancora, un piccolo passo ogni giorno?”.

 

Contact info

Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.