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La comunicazione tra arte e cultura: il Giubileo degli Artisti e il carisma paolino

13 Feb

La comunicazione tra arte e cultura: il Giubileo degli Artisti e il carisma paolino

Il Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura (15-18 febbraio), inserito nel contesto dell’Anno Santo 2025, offre un’opportunità preziosa per riflettere sul rapporto tra la comunicazione e le arti, un tema centrale nella missione della Società San Paolo. Come Don Alberione intuì fin dagli inizi della sua fondazione, l’annuncio evangelico non può prescindere dal confronto con la cultura e con i linguaggi artistici del proprio tempo.

Nel suo percorso formativo e nell’elaborazione della sua opera, Don Alberione comprese la necessità di utilizzare i mezzi di comunicazione per diffondere il Vangelo in modo efficace. Tale intuizione nasceva da una lettura attenta del suo tempo: un’epoca segnata dall’emergere della stampa periodica, delle prime forme di comunicazione di massa e dal crescente influsso delle arti sulla società. Alberione non si limitò a considerare i mezzi come strumenti neutri, ma ne colse la valenza culturale e spirituale, comprendendo che la comunicazione doveva essere inserita in un dialogo costante con le espressioni artistiche e intellettuali.

Il suo riferimento a San Paolo era chiaro: l’Apostolo delle Genti sapeva adattare il messaggio evangelico alle diverse culture con cui entrava in contatto, senza tradirne l’essenza. Egli raccolse questa lezione e la applicò al mondo moderno, pensando la Famiglia Paolina come una realtà capace di interagire con i linguaggi culturali contemporanei per annunciare Cristo Maestro, Via, Verità e Vita.

Oggi, nel contesto dell’evangelizzazione, la lezione alberioniana è più attuale che mai. Il Giubileo degli Artisti non è da vedere solo come una celebrazione del talento e della creatività, ma un invito a riconoscere il ruolo dell’arte come veicolo di verità, di bellezza e di speranza. La Società San Paolo, con il suo impegno editoriale e mediatico, è chiamata a promuovere un’interazione feconda tra la comunicazione e le arti, valorizzando il contributo degli artisti e dei pensatori nella costruzione di una cultura permeata dai valori evangelici.

L’opera di Don Alberione ci ricorda che la comunicazione non è unidirezionale: non si tratta solo di diffondere un messaggio, ma di creare spazi di confronto, di dialogo e di ascolto. Il mondo dell’arte e della cultura non è un semplice destinatario della comunicazione cristiana, ma un interlocutore prezioso, con cui è necessario interagire per comprendere le inquietudini e le domande profonde dell’uomo contemporaneo.

Seguendo l’intuizione del Fondatore, la Società San Paolo è chiamata oggi a rinnovare il proprio impegno culturale, non solo attraverso l’attività editoriale, ma anche attraverso progetti che favoriscano la contaminazione tra i diversi linguaggi artistici e comunicativi. Il confronto con il mondo della cultura non è un’opzione, ma una necessità per un apostolato che voglia essere incisivo e autentico.

Il Giubileo degli Artisti ci offre dunque l’occasione per riscoprire questa missione: essere comunicatori del Vangelo non significa solo trasmettere contenuti, ma anche saper ascoltare e dialogare con chi, attraverso l’arte e il pensiero, cerca la verità e la bellezza. In questo, Don Alberione resta un modello imprescindibile per tutti coloro che operano nel campo della comunicazione e dell’evangelizzazione.

Un esempio concreto di questo impegno è l’esperienza del Centro Culturale San Paolo, che da anni opera per favorire il dialogo tra cultura e fede attraverso eventi e iniziative di formazione, cercando di incarnare lo spirito paolino dell’incontro con il mondo della cultura, offrendo uno spazio di riflessione aperto alle nuove sfide della comunicazione e dell’arte.

 

Contact info

Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.