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Dottorato: L'identità religiosa e tragedia sui social media

03 May

Dottorato: L'identità religiosa e tragedia sui social media

Il 20 aprile 2015, alla presenza di P. Valdir José de Castro (Superiore generale SSP), Sr Marina Beretti (Superiora generale AP), di un bel numero di membri della Famiglia Paolina nonché di professori, dottorandi ed amici, P. Norman Peña ha difeso la sua dissertazione dottorale presso l'Università Pontificia Salesiana. Il titolo della dissertazione è: "L'identità religiosa e tragedia sui social media: uno studio analitico delle risposte testuali narrative del "September 11 2001 Video" sul YouTube. 

Ispirata alle parole di Don Alberione, "non parlare solo di religione ma parlare di tutto cristianamente", la ricerca empirico-socio-psicologica sottolinea la rappresentazione della la presenza e/o assenza di Dio letteralmente sui nuovi media e gli elementi dell'identità religiosa in essi, specialmente negli eventi della tragedia in un triplice intreccio: emozioni e dolore, simbolismo testuale e interazioni narrative rituali, religione e violenza e memoria collettiva e l'identità culturale. Nella presentazione sono stati affermati i suddetti termini, ratificandoli nelle risposte alle diverse domande: anche se non è possibile controllare i commenti delle persone sui social media, è possibile suggerire le tematiche in essi affrontate; l'incontro tra la teologia e i social media si evidenzia non nei termini letterali di ambedue i campi, ma sul loro significato; la sfida stà nel non fermarsi solo alla creazione dei contenuti caricandoli sui social media ma nell'aiutarsi delle interpretazioni e applicazioni in essi contenuti a partire della vita reale.

I membri della commissione della difesa composta dai Prof. Tadeusz Lewicki (relatore), Prof. Emiro Cepeda e Prof.ssa Maria Paola Piccini (correlatori) e Prof. Mauro Mantovanni (presidente) hanno dato un voto pieno per la dissertazione. Alla fine dell'atto i membri della Famiglia Paolina hanno cantato lo "Scio cui credidi". E' seguito poi un rinfresco offerto dalla comunità filippina a Roma.

 

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Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.