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2015: Agenda Paolina - Indirizzi Paolini

22 Nov

2015: Agenda Paolina - Indirizzi Paolini

AGENDA PAOLINA - INDIRIZZI PAOLINI

PRESENTAZIONE

Cinquant’anni fa, il 7 dicembre 1965, si chiudeva il Concilio ecumenico Vaticano II. La medicina della misericordia, auspicata per la Chiesa da papa Giovanni XXIII nel giorno di apertura (11 ottobre 1962), aveva pervaso l’Assise conciliare e si era dispiegata, fino a farne il paradigma spirituale, nell’antica storia del Samaritano chino con simpatia immensa sull’uo­mo contemporaneo, come rilevò Paolo VI nell’allocu­zione conclusiva.

Don Alberione visse il Concilio in prima persona, quale padre conciliare, e vi partecipò con il suo stile, che il gesuita p. Enrico Baragli descrisse così: “Lo vedo ancora nell’Aula conciliare, seconda tribuna a destra, sotto l’altoparlante. Pregare raccolto durante la Messa; ascoltare in silenzio, durante le discussioni; di tanto in tanto prendere qualche nota”. Non prese mai la parola, ma ne fu intensamente partecipe, come attestano i suoi contributi scritti (raccolti nel volume Don Alberione al Concilio Vaticano II di don Andrea Damino ssp) e l’esultanza per l’approvazione del decreto Inter Mirifica. Per il Concilio pregò e invitò a pregare; ne parlò con assiduità ai suoi figli e figlie, accentuandone l’aspetto pastorale; negli anni 1966-1968 riservò i pensieri del Calendario Paolino ai documenti conciliari, avvertendone la vitalità e la ricchezza.

 

A questo straordinario evento ecclesiale, additato da Giovanni Paolo II come “la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX” e “sicura bussola per orientarci nel cammino” (Novo Millennio ineunte, 57), si accosta l’Agenda Paolina. Brevi testi conciliari dettano le intenzioni di preghiera e orientano i pensieri del mese; qua e là, trapelano le impressioni, le premure e le attese del nostro fondatore che fu presente.

 

L’Anno dedicato alla Vita consacrata, pensato nel contesto delle celebrazioni per i 50 anni del Concilio Vaticano II, motiva ulteriormente questo “fare memoria” del grande appuntamento ecclesiale.

 

 

 

 

Contact info

Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.