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Jue, Feb

Casa Generalizia

Il 6 giugno scorso, il Papa ha ricevuto in speciale udienza nella sala Clementina del palazzo apostolico in Vaticano, il Governo generale della SSP e quanti prestano la loro collaborazione presso il Servizio dei Telefoni, affidato 70 anni fa da papa Pio XII alla nostra Congregazione, e presso il Servizio delle Poste, voluto nel 1929 dal papa Pio XI e attualmente affidato ai Padri Orionini. Si tratta di due Servizi che, insieme al più recente Provider Servizi Internet, compongono la Direzione delle Telecomunicazioni Vaticane e sono preposti ad alcuni essenziali compiti che garantiscono il funzionamento di ogni Stato compreso quello territorialmente minuscolo della Città del Vaticano.

All’udienza erano presenti con i dipendenti e il loro famigliari, il Card. Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ha rivolto il saluto iniziale al Santo Padre e il Vescovo Fernando Vergez Alzaga, L.C., Segretario generale del medesimo Governatorato. Era pure presente il Superiore Generale degli Orionini e il nostro Superiore Generale, don Valdir José De Castro con il Consiglio.

Nel suo breve discorso il Papa, dopo aver espresso ai due Istituti il suo “vivo apprezzamento per la loro generosità e fedeltà”, ha ringraziato i due Capi Servizio, compreso fratel Andrea Mellini che riveste l’ufficio di responsabile del Servizio dei Telefoni. Nella sua allocuzione il Papa ha  offerto alcuni spunti degni di riflessione sul servizio specifico reso dai citati Servizi Vaticani che possono interessare anche la nostra missione e che, pertanto, sarebbe opportuno leggere con attenzione rintracciandolo nel sito: vatican.va. Il Papa in particolare ha riconosciuto l’importante funzione dei mezzi di comunicazione che consentono al Successore di Pietro  “libertà di comunicazione e di espressione” e a numerose persone di raggiungere il papa e al Papa di raggiungere tanta gente. In tal modo  “si creano ponti tra culture, religioni e società diverse tra di loro e si facilitano scambi non solo di merci, ma soprattutto di valori spirituali e culturali”. Così facendo “i servizi postale e telefonico favoriscono la diffusione del messaggio cristiano”.

Il Papa infine ha ricordato ai Presenti come “il fatto di lavorare in Vaticano costituisce un impegno in più a coltivare la propria fede” per poter offrire a quanti vengono avvicinati a motivo di lavoro “una semplice ma incisiva testimonianza cristiana”. Al termine del suo discorso il Papa, dopo aver impartito la benedizione, ha voluto salutare singolarmente gli oltre duecento partecipanti all’Udienza e infine ha posato per una foto che li ritraesse tutti accanto a Lui.

Nel pomeriggio di venerdì 17 gennaio 2020 hanno fatto visita al Governo generale i 19 partecipanti del XXIII Corso sul Carisma, insieme alla coordinatrice, sr. Josefa Soares dos Santos fsp. Dopo un primo momento di preghiera nella cappella di Casa generalizia e la spiegazione della storia e significato del luogo, a cura di fratel Giuseppe Galli, il gruppo, insieme al Postulatore della Famiglia Paolina, don Domenico Soliman, ha visitato le stanze del “Museo Don Alberione”. L’incontro è poi proseguito nell’adiacente Sala “Don Giacomo Alberione”. Il Superiore generale, don Valdir José De Castro ha ricordato che quel luogo, oggi adibito a spazio per conferenze e incontri, era un tempo la sala di studio della comunità juniores, dove spesso il Primo Maestro si recava per incoraggiare i futuri missionari paolini. Don Valdir ha anche ribadito l’importanza del Corso come luogo privilegiato per lo studio del carisma e per lo sviluppo di una ermeneutica – sempre più necessaria – che sappia toccare la complessa realtà antropologica, sociale e culturale odierna. Egli ha, quindi, sottolineato uno dei capisaldi del suo magistero: l’importanza della persona e della sua capacità relazionale come elementi indissociabili e coessenziali con l’annuncio del Vangelo. Il secondo (l’annuncio), senza la prima (la persona-in-relazione), non sortisce effetti per carenza di testimonianza, determinante nell’attuale contesto comunicazionale. Il Vicario generale, don Vito Fracchiolla, infine, ha sollecitato i corsisti a rinvigorire il fuoco del carisma per animare, una volta rientrati nelle proprie circoscrizioni, i confratelli e le consorelle. Ha concluso l’incontro, come di consueto, un allegro buffet conviviale, seguito dagli auguri per un fecondo tempo di formazione.

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