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Gio, Gen

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«Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore» (Sal 90,12). Con questa richiesta, ci rivolgiamo a Dio mentre terminiamo il 2021 e iniziamo il 2022. Ecco alcuni suggerimenti su come vivere bene un altro anno della nostra vita. Questi sono i pensieri del nostro Fondatore, il Beato Giacomo Alberione, pronunciati alle Pie Discepole nella Messa di inizio anno 1957.

«[…] Che cosa dobbiamo pensare di questo anno? Lo abbiamo incominciato, non sappiamo se lo termineremo. In ogni modo, o tutto o parte che abbiamo da riceverne, da percorrerne, che sia tutto per il Signore, per il paradiso. Tutte le cose per il Signore, per il paradiso. Ora, volendo noi passare questo anno santamente, abbiamo da guardare alcune cose e da domandare alcune grazie.

La prima grazia è sempre quella della volontà retta, cioè la retta intenzione: fare le cose per Dio, per il paradiso; sì. Questo è il vero amore al Signore: tutto, solo e sempre per il Signore e per il suo paradiso che è poi la stessa cosa, poiché il paradiso è tale perché c'è il Signore che è nostra eterna felicità. Retta intenzione. […]

Oh, allora, il patto con Dio: ogni respiro che daremo: per il Signore; ogni movimento del sangue, ogni battito del cuore: per Gesù; ogni atto di obbedienza, di osservanza degli orari e del compimento dei nostri doveri di ufficio: per il Signore; anche il riposo, anche il prendere il cibo: per il Signore; e per il Signore tutti i pensieri della mente; e per il Signore tutti i sentimenti del cuore; e per il Signore ogni parola, ogni passo; e per il Signore ogni azione. Che niente si prenda il demonio di noi, nulla abbia egli da impossessarsi di noi. Solo, sempre, in tutto: Dio, il paradiso.

In secondo luogo, oltre la retta intenzione: operare in grazia di Dio. In grazia di Dio, cioè, con l'anima bella, con l'anima pura, volendo corrispondere alla vostra bella vocazione […] Oh, operare in grazia di Dio, ma nello spirito di obbedienza, nello spirito di obbedienza che vuol dire in dipendenza da Dio, piegando innanzi a Dio, innanzi a Gesù, la nostra volontà, la nostra testa, in omaggio.

I Magi sono arrivati alla culla di Betlemme e hanno portato, al Bambino, i loro doni. I doni indicavano l'omaggio della mente, I'omaggio della volontà, l'omaggio del cuore. Omaggio significa sottomissione, significa ossequio. E l'omaggio che si fa a Dio, la sottomissione che si fa a Dio, è del nostro essere, cioè: uniformare il nostro giudizio a chi guida; è uniformare il nostro volere a chi guida; è seguire la volontà di Dio nei nostri vari uffici, come sono. Che nulla sia fatto di nostro proprio volere, perché quello non sarebbe ricompensato da Dio. Dio paga il lavoro che è eseguito secondo i suoi ordini, secondo il suo volere. Quando operiamo noi, fuori del volere di Dio, allora possiam fare anche delle cose che fanno impressione, che sembrano belle, ma i libri ascetici dicono: magni passus, sed extra viam, dei bei passi, ma fuori di strada. Fuori di strada e, se son fuori di strada, significa che non sono secondo la strada di Dio, il beneplacito di Dio; e allora noi lavoriamo, lavoriamo e non prendiam nulla. E potrebbe applicarsi, per spiegarci, non perché corrisponda nel senso: per totam noctem laboravimus et nihil cepimus (abbiamo lavorato tutta la notte e non abbiamo preso niente, Lc 5,5). […]

Terzo punto: progredire un tantino ogni giorno. Se noi continuamente facciamo il nostro lavoro spirituale, se apportiamo al lavoro spirituale le due condizioni di preghiera e di buona volontà, si progredirà e, nei 365 giorni, quanto andrete avanti nella virtù! Bisogna, però, sempre distinguere ciò che è difetto da ciò che è peccato. Difetti ne abbiamo sempre, il peccato è un'altra cosa e non c'è da spaventarsi del difetto, c'è da spaventarsi del peccato. Se noi abbiamo queste due condizioni: preghiera e buona volontà, del progresso se ne farà. […]

Non facciamo passività, cioè, un passo avanti e un passo indietro, perché se facciamo un passo avanti e un passo indietro, siam sempre allo stesso punto, non facciamo che muovere i piedi ci affatichiamo in far nulla, come dice il proverbio latino: In nihilo agendo occupatissimi (occupati nel nulla). Lavorano a far niente. Oh, progredire costantemente, con calma, un tantino, piccoli passi, ma costanti passi.

Oh, il Signore benedica questo anno. Dev'essere un anno di molta grazia, questo. Dovete cominciarlo con grande letizia. Dovete cantar spesso il Magnificat. Soprattutto: paradiso, paradiso, sempre. Ripeterla spesso quella lode del “Paradiso”» (APD57, pp. 13-18).

Buon Anno Nuovo, pieno di grazia e del nostro impegno per dare gloria a Dio e portare pace agli uomini!

 

Don Boguslaw Zeman, paolino

Agenda Paolina

20 Gennaio 2022

Feria (verde)
S. Fabiano, papa e martire
S. Sebastiano, martire
1Sam 18,6-9; 19,1-7; Sal 55; Mc 3,7-12

20 Gennaio 2022

* FSP: 1946 a Messina (Italia).

20 Gennaio 2022

SSP: Fr. Cirilo Peñas (2001) - D. Humberto Aguilar (2001) - Fr. Pablo Uriarte (2017) • FSP: Sr. Teresa María Hernández (1977) - Sr. Assunta Moyano (1978) - Sr. Panacea Bragliola (1993) - Sr. M. Edilma Franco Quitian (1999) • PD: Sr. M. Giuditta Benzo (1972) • SJBP: Sr. Claudia Piemonte (2021) • IMSA: Morena Landini (2015).