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Sabato 24 ottobre, nei primi vespri della solennità di Gesù Divino Maestro, nella chiesa di San Martino di Cinisello Balsamo (MI), Giuseppe Lacerenza è stato ordinato Diacono per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Paolo Martinelli Ofm Cap, Vescovo Ausiliare di Milano.

Alla presenza dei genitori e di un numero limitato di invitati a causa delle norme Anticovid – tra cui i confratelli delle comunità di Cinisello Balsamo, Milano e Alba, delle consorelle Figlie di San Paolo e Pie Discepole, di alcuni rappresentanti dell’Istituto Santa Famiglia, dei Gabrielini e delle Annunziatine e infine di alcuni amici – Giuseppe ha espresso la sua volontà di essere ministro di Cristo nella Chiesa, dedicando la sua vita, in umiltà e amore, al servizio del popolo cristiano, secondo la missione specifica della Società San Paolo sintetizzata nell’invito di don Alberione che il neo diacono ha scelto di inserire nell’immagine ricordo dell’Ordinazione Diaconale: “L’apostolo delle edizioni deve comunicare la verità che salva”.

Nella sua omelia mons. Martinelli ha messo in evidenza che il dono di questo nuovo diacono è segno che Dio cammina con noi: “è una luce e un segno di speranza che ci sostiene in questi giorni di preoccupazione e di ansia per la situazione della pandemia, che porta a smarrimento e incertezza”. Ha inoltre ricordato a Giuseppe che per servire i fratelli e le sorelle, affinché possano accogliere il Vangelo, servono “persone che siano consacrate nella verità, che si lascino afferrare dall’amore e partecipino così alla stessa missione di Gesù”.

Il Superiore Provinciale, don Gerardo Curto, nella lettera di auguri inviata fa notare che nel Vangelo l’unico paramento di cui si è rivestito il Divino Maestro è stato il “grembiule” del servizio; per cui ha augurato a don Giuseppe di essere, nell’esercizio della vita comune e dell’apostolato, “segno” ai fratelli che Dio metterà sul suo cammino della carità espressa “dalla persona divina del Maestro a cui tutti aspiriamo conformarci”.

Il Superiore Generale, don Valdir José De Castro, nella sua lettera di auguri scrive che il modo di servire del Paolino è la comunicazione, “cioè un modo di amare nel concreto” che nasce dal nostro “modo di rapportarci con Gesù Parola del Padre e con Gesù Pane di vita nuova” e che ci porta a prenderci cura dell’altro, a cercarlo, ad essergli vicino e intessere relazioni profonde.

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