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Gio, Ott

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Alle ore 22 circa (ora locale) del 19 ottobre scorso è deceduto  all’ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno (Cuneo) il nostro fratello sacerdote

DON PIETRO LORENZO LINGUANOTTO
87 anni di età, 74 di vita paolina, 66 di professione e 59 di sacerdozio

Don Pietro soffriva da tempo di una cardiopatia genetica e di una incurabile calcificazione vertebrale, che ha causato una progressiva riduzione dell’afflusso di sangue al cervello con conseguenti e crescenti rischi di ischemia. Colpito proprio da un ictus cerebrale alcune settimane fa e ricoverato in una struttura ospedaliera vicino ad Alba, dopo qualche giorno di coma ha reso la sua anima a Dio.

Nasce il 1° maggio 1933 a Campomolino di Gaiarine, in provincia di Treviso, in una famiglia molto religiosa, come certifica il suo parroco qualche giorno prima di entrare in Casa, il 12 settembre 1946. Pietro e sua sorella gemella Stella sono i primogeniti. Seguiranno altri due fratelli, Giuseppe e Luciano, e un’altra sorella, Luciana. Negli anni dell’infanzia e della prima gioventù frequenta attivamente l’Azione Cattolica ed è sempre  presente alla Messa domenicale come “puer choralis” e ministrante.

Lo accoglie la comunità paolina di Sacile (Pordenone), che verrà chiusa solo qualche anno più tardi per trasferirsi a Vicenza. Dopo la primissima formazione entra in noviziato a Roma. Qui l’8 settembre 1954 emette i primi voti, assumendo come nome di professione Lorenzo. Dopo gli anni di studio nella Città Eterna, l’8 settembre 1958 professa in perpetuo la sua consacrazione a Dio nella Società San Paolo. Il 2 luglio 1961 riceve insieme ad altri 15 confratelli il dono dell’Ordinazione presbiterale dal vicegerente della diocesi di Roma, Mons. Ettore Cunial.

Dopo un anno trascorso a Roma per un’esperienza pastorale, si trasfe­risce a Cinisello Balsamo come Maestro dei ragazzi e insegnante di mate­matica. Coltiverà per tutta la vita la passione per i numeri, come dimostra­no le frequenti citazioni bibliche ripetute a memoria durante le sue omelie, circostanza che ha sempre colpito il suo uditorio. Ma spenderà per tutta la vita questo suo talento naturale soprattutto nel campo dell’amministrazio­ne e gestione del personale.

Infatti, dopo una breve esperienza (1968) a Lennep, in Germania, e un paio di anni trascorsi a Roma per una specializzazione in Teologia alla Pontificia Università Lateranense, comincia ad occuparsi stabilmente di contabilità e gestione del personale. Fino al 1982 lo troviamo così nella comunità di Milano, impegnato a tempo pieno alla Publiepi, la società che si occupa di raccolta pubblicitaria per i nostri periodici. Dopo si trasferisce a Cinisello Balsamo, dove rimane ininterrot­tamente fino al 2019, prima come responsabile dell’ufficio del personale di alcune società apostoliche e poi, una volta in pensione, delle situazioni fiscali e contributive dei confratelli in coordinamento con i nostri uffici di Roma. A don Pietro sono state sempre universalmente riconosciute capacità tecniche molto spiccate, che gli consentivano di risolvere ogni tipo di problema.

Per ben 50 anni, cioè fin dalla fondazione della parrocchia “Sacra Famiglia” di Cinisello Balsamo, ne è stato un assiduo e amato pastore di anime. La sua grande carica di umanità e un autentico desiderio di annunciare la buona notizia del Regno al popolo di Dio lo hanno portato non solo a farsi molto benvolere dai parrocchiani – tanto che al suo funerale ad Alba ne parteciperà una buona rappresentanza già organizzata con un autobus –, ma anche a sviluppare conoscenze personali molto ramificate, che tanto lo hanno aiutato nella quotidiana soluzione dei numerosi problemi tecnici che sempre sorgevano nel suo campo. Nella testimonianza dei confratelli, infatti, era sorprendente la quantità e la qualità di contatti esterni che aveva nei patronati, negli uffici pubblici, negli ospedali, nei negozi di Cinisello. Ne è la prova la reazione di profonda commozione provata dal suo cardiologo nel momento in cui gli è stata comunicata la notizia della morte.

Grazie a una invidiabile regolarità di vita – fatta di passeggiate quotidiane e di un’alimentazione sana, esemplare per noi religiosi – ha potuto giungere alla venerabile età di 87 anni. Don Pietro è stato sempre una persona signorile, affabile, disponibile a compiere il suo servizio in tutta umiltà. Ha continuato a fare apostolato fino a diversi mesi fa, quando il peggioramento delle sue condizioni di salute hanno consigliato di spostarlo nell’infermeria di Alba.

Affidiamo ora all’intercessione di questo apostolo, che in modo così sapiente ha saputo unire la dimensione apostolica paolina con quella più strettamente pastorale, il futuro della nostra missione in questo tempo di cambiamenti profondi della società.

 

Roma, 21 ottobre 2020                           

Don Stefano Stimamiglio, ssp
Segretario generale


Il funerale sarà celebrato nel Tempio di Alba giovedì 22 ottobre alle ore 10. La salma sarà poi trasportata a Campomolino di Gaiarine (Treviso), dove venerdì 23 alle ore 10,30 sarà celebrata una Messa di suffragio. La salma seguirà poi per la cappella di famiglia del locale cimitero.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Agenda Paolina

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* SSP: 1932 in Francia • FSP: 1931 Comunità Divin Maestro a S. Paulo (Brasile).

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FSP: Sr. Amedea Rizzo (2001) - Sr. Bernadette De Castro (2012) • PD: Sr. Maria Rosso (1995) - Sr. M. Tereza Vazzoler (2010) - Sr. M. Agnese Menocchio (2018) • SJBP: Sr. Pierina Iope (2019).

Pensieri del Fondatore

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L’abnegazione non si restringe a obblighi gli uni verso gli altri, ma si allarga, e molto spesso occorre l’abnegazione nell’accettare uffici e prestarsi in molte necessità in servizio della Congregazione e della comunità. «Cor unum, anima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

La abnegación no se limita a las obligaciones de unos con otros, sino que va más allá, y frecuentemente hay que ser abnegados también para aceptar cargos y estar dispuestos en muchas necesidades a servir a la Congregación y a la comunidad. «Cor unum, ánima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

This self-denial is not confined to obligations towards one another but extends outwards. Self-denial is often a requisite for taking up an office and offering one’s services for the needs of the community and the Congregation. «One heart, one soul» (UPS IV, 221).