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A mezzogiorno circa (ora locale) di giovedì 17 settembre 2020, è deceduto presso la Clínica de la Moncloa di Madrid (Spagna) in conseguenza del Covid-19 il nostro fratello sacerdote

DON HORACIO AGUSTÍN SOLÍS IGLESIAS
79 anni di età, 64 di vita paolina, 58 di professione, 51 di sacerdozio

Horacio nasce il 18 novembre 1940 nel piccolo villaggio di Valdepolo, a una quarantina di chilometri dalla città di León, nel nord della Spagna. Viene battezzato, come era consue­tudine a quel tempo, quattro giorni dopo la sua nascita e poi cresimato in tenerissima età, a soli tre anni, in occasione di una delle rare visite del vescovo locale in quella zona rurale. La sua famiglia, semplice e animata da una profonda fede in Dio, vive con semplicità, ben radicata nella terra secondo i ritmi naturali delle stagioni. I suoi genitori, Faustino e Anastasia, contadini, danno vita a una famiglia numerosa di sei figli, quattro maschi e due femmine, una delle quali muore in età molto giovane.

Il 5 ottobre 1955, a soli 14 anni, Horacio entra nella nostra comunità di Zalla, cittadina spagnola situata nella comunità autonoma dei Paesi Baschi, nel nord della Spagna. Qui veste l’abito religioso (7 maggio 1961) e frequenta le scuole superiori. Nel settembre del 1961 entra in noviziato a Coslada (Madrid), dove un anno dopo, l’8 settembre 1962, emette la prima Professione religiosa, assumendo il nome religioso di Agustín. Tornato a Zalla, frequenta e termina la filosofia ed è assistente degli aspiranti. Nel 1965 viene trasferito a Roma, dove fino al 1969 studia presso il Collegio Teologico Internazionale ed è impegnato in legatoria. L’8 settembre 1967 nella Città Eterna emette la Professione perpetua e, sempre a Roma, il 30 giugno 1969 viene ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani di Mons. Ettore Cunial.

Una volta tornato in Spagna, vive due anni come formatore degli aspiranti nella comunità di Madrid - S. Fernando. Dal 1972 al 1977 si trasfe­risce prima a Madrid - El Pinar per svolgere l’apostolato nella libreria della capitale spagnola e, poi, a Siviglia, dove per 4 anni contribuisce alla crescita della locale libreria (1977-1981). Dal 1981 al 1991 lo ritroviamo ancora a Zalla, la sua prima comunità nei Paesi Baschi, prima impegnato nella vicina libreria di Bilbao e, poi, dal 1984 come Superiore locale e Delegato per i Cooperatori Paolini.

Don Horacio ha sempre associato sapientemente il suo apostolato paolino ad esperienze di pastorale parrocchiale. Dal 1991 al 1992 lo ritroviamo a Madrid, impegnato nel settore promozionale e marketing delle Ediciones Paulinas. Dopo altri due anni nella comunità di Las Rozas (Madrid) ritorna a Siviglia fino al 2008, dove è a turno libraio, Superiore locale, animatore vocazionale e responsabile della locale stazione radio Onda San Pablo. Don Horacio ha creduto molto nell’apostolato radiofonico, dedicandovi molte ore di lavoro e vivendo, come succede non di rado all’apostolo paolino, anche una non piccola delusione quando le autorità andaluse non concessero la licenza per continuare le trasmissioni, costringendolo a chiudere lui stesso l’emittente.

Nel 2009, come momento prolungato di sintesi personale di tanti e intensi anni di apostolato, frequenta il Corso del carisma a Roma. Al suo ritorno, fino al 2012 viene inviato ancora nella sua amata Siviglia, dove vive il suo impegno in libreria, con il locale gruppo di Cooperatori Paolini, e nel ministero parrocchiale. Nel 2013, infine, viene trasferito nella comunità madrilena di Vizconde de los Asilos, dove, già malato, presta comunque aiuto ai confratelli dell’infermeria e aiuta nel ministero alla Famiglia Paolina.

Don Horacio aveva un carattere aperto, comunicativo e gioioso. Era solito usare una certa ironia nei colloqui informali, ma era sempre pronto a collaborare per qualsiasi necessità della comunità. Il suo lascito nel campo della formazione è legato a due libri: Encuentro, yo, tú, nosotros (Edizioni AFA) e La persona, fiesta sin fin, pubblicata dalle nostre edizioni.

Alla fine dei suoi giorni la sua personale cristificazione prima dell’incon­tro definitivo con il Maestro è passata per due pesanti croci: la leucemia, che lo ha allontanato dalla vita attiva, e, negli ultimi giorni, l’infezione da Covid-19, che lo ha accomunato nella sorte a tanti uomini e donne che in tutto il mondo muoiono e soffrono per questa terribile pandemia. I fratelli dalla Spagna ci assicurano che don Horacio ha concluso i suoi giorni con ammirevole serenità e pace. Le sue esequie verranno tenute appena possibile.

Ringraziamo oggi il Signore per tutto il bene fatto da questo nostro fratello in tanti anni di vita paolina e per la sua testimonianza di fede in mezzo a noi. Alla sua preghiera e intercessione affidiamo ora tutte le necessità presenti e future dell’amata Provincia Spagna.

 

Roma, 18 settembre 2020                       

Don Stefano Stimamiglio, ssp
Segretario generale


I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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* SSP: 1932 in Francia • FSP: 1931 Comunità Divin Maestro a S. Paulo (Brasile).

21 Octubre 2021

FSP: Sr. Amedea Rizzo (2001) - Sr. Bernadette De Castro (2012) • PD: Sr. Maria Rosso (1995) - Sr. M. Tereza Vazzoler (2010) - Sr. M. Agnese Menocchio (2018) • SJBP: Sr. Pierina Iope (2019).

Pensamentos

21 Octubre 2021

L’abnegazione non si restringe a obblighi gli uni verso gli altri, ma si allarga, e molto spesso occorre l’abnegazione nell’accettare uffici e prestarsi in molte necessità in servizio della Congregazione e della comunità. «Cor unum, anima una» (UPS IV, 221).

21 Octubre 2021

La abnegación no se limita a las obligaciones de unos con otros, sino que va más allá, y frecuentemente hay que ser abnegados también para aceptar cargos y estar dispuestos en muchas necesidades a servir a la Congregación y a la comunidad. «Cor unum, ánima una» (UPS IV, 221).

21 Octubre 2021

This self-denial is not confined to obligations towards one another but extends outwards. Self-denial is often a requisite for taking up an office and offering one’s services for the needs of the community and the Congregation. «One heart, one soul» (UPS IV, 221).