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Gio, Ott

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Alle ore 15.00 di ieri, 18 luglio, è deceduto nella comunità di Caracas, a causa di un tumore ai polmoni, il nostro confratello

DON ACHILLE ANGELO VAGNONI
92 anni di età, 77 di vita paolina, 70 di professione, 63 di sacerdozio

Achille nasce il 30 giugno 1928 a Castignano, un paesino a pochi chilometri da Ascoli Piceno, da papà Giovanni e mamma Angela Amadio, ultimo di otto figli. Una famiglia contadina “buona e religiosa”, come testimonia il parroco, la quale deve affrontare anche la perdita del padre, quando Achille ha dieci anni. A mamma Angela, chiamata da tutti “Cina”, dedica un grazioso spillato per i 90 anni di vita, dove ripercorre velocemente i fatti più importanti di tutta la famiglia.

Il 9 settembre 1942, in piena Seconda guerra mondiale, lascia il paese natio e inizia la vita paolina. L’8 settembre 1948 entra in noviziato ad Albano Laziale, terminato il quale, l’8 settembre dell’anno successivo, emette la prima professione religiosa accogliendo da Don Alberione il nome di Angelo: da quel giorno diventa il nome conosciuto da tutti. L’8 settembre 1953 rinnova in perpetuo i voti religiosi. Il 15 giugno 1957 è ordinato diacono e alcune settimane dopo, il 7 luglio, riceve l’ordine presbiterale per l’imposizione delle mani di mons. Ettore Cunial.

Per un anno don Angelo è impegnato nell’archivio fotografico di Roma, prima di partire per la missione. Infatti, ciò che caratterizza la sua vita paolina sono i molti anni passati in Venezuela, quasi 60 anni, pieni di vitalità apostolica, di iniziative che gli permettono di donarsi con entusiasmo e con tutte le energie, imparando ad amare questa terra e portando nel cuore le giovani generazioni.

Eppure doveva partire per l’India. Altre esigenze, però, motivano Don Alberione a inviare don Angelo a Cuba. Vi rimane quattro anni (1958-1962) dedito alla Sampaolofilm e alla libreria. A causa della rivoluzione e del nuovo regime di Fidel Castro, deve abbandonare l’isola; viene perciò destinato ad aiutare i confratelli in Venezuela: era il 1962.

I primi anni (1962-1969) sono di totale dedizione all’apostolato, dove non mancano i grandi sogni per la missione paolina in Venezuela. Sostiene la Chiesa venezuelana nella riforma liturgica con molteplici pubblicazioni in spagnolo. Nel 1966 inizia la stampa di “El Domingo” e nel 1981 ne diventa direttore. Nel 1986 gli è affidata anche la direzione delle Edizioni San Paolo, incarico che terminerà nel 2005. Tra le sue produzioni editoriali, in un periodo di vent’anni, possiamo citare due collane dalla portata internazionale: “Vitamine per il cuore” e l’“Educazione religiosa scolastica”. Prima di lasciare la casa editrice progetta “La mia Bibbia”, libro rivolto ai bambini. Nel 1992 dà inizio al messalino mensile “Pane quotidiano della Parola” e promuove due periodici: la versione per bambini di “El Domingo”, intitolata “Mi Hojita de El Domingo”, e “Prega con la Chiesa”.

Va anche ricordato che il primo impegno di don Angelo in Venezuela è la formazione poiché è maestro dei “giovani paolini”, come ama chiamarli. Questa responsabilità fa nascere in lui il desiderio di aggiornarsi nella pedagogia e con questa motivazione ritorna a Roma per un anno di studio al Pontificio Ateneo Salesiano (1969-1970). A Caracas, nel 1972, coordina la redazione paolina, composta anche dalle Figlie di San Paolo, e dà vita a una rivista molto audace rivolta ai giovani, intitolata “Protesta”. Nel 1981 promuove la nascita di “Famiglia Cristiana”.

Tra i suoi impegni ricordiamo anche quello di superiore delle comunità di El Hatillo (1974-1977) e Caracas (1989-1992), e l’incarico di vicario regionale per due mandati (1998-2004).

Da Paolino, don Vagnoni ha contribuito a mantenere viva la memoria storica e carismatica della Congregazione con alcune pubblicazioni. Amava ricordare ai giovani le origini della Famiglia Paolina in Venezuela, «affinché, conoscendo le nostre origini, possano vivere meglio il presente e possano protendersi nel futuro», scrive nel libro commemorativo del 50° di fondazione della Società San Paolo in Venezuela. Preoccupato della necessità di aggiornare il carisma paolino, si dedica a pubblicazioni sull’Apostolo Paolo e sul Primo Maestro.

Don Angelo è attento ai problemi ecclesiali, visti nel contesto storico, sociale e politico delle nazioni latino-americane. È un assiduo lettore dei documenti della Congregazione, valorizzandoli secondo la chiave interpretativa dell’inculturazione.

Una persona che ha amato la missione paolina e che proprio per questo era in continuo dialogo con i Superiori generali, per affrontare problemi, offrire idee, porre domande...

Ora il Signore lo ha chiamato a sé, unendolo ai Beati Giacomo e Timoteo, alla «moltitudine di testimoni» (Eb 12,1) della Famiglia Paolina in Paradiso. A questo nostro confratello affidiamo la Regione Venezuela e la non facile situazione socio-politica che il Paese sta attraversando. Le nuove generazioni paoline di questa terra possano «vivere e dare al mondo Gesù Maestro Via, Verità e Vita» con l’intensità di vita testimoniata da don Angelo.

 

Roma, 19 luglio 2020                                        

Don Domenico Soliman, ssp


I funerali sono stati celebrati questa mattina. La salma di don Angelo verrà tumulata nel cimitero di Este en la Guairita di Caracas.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Agenda Paolina

21 Ottobre 2021

Feria (v)
Rm 6,19-23; Sal 1; Lc 12,49-53

21 Ottobre 2021

* SSP: 1932 in Francia • FSP: 1931 Comunità Divin Maestro a S. Paulo (Brasile).

21 Ottobre 2021

FSP: Sr. Amedea Rizzo (2001) - Sr. Bernadette De Castro (2012) • PD: Sr. Maria Rosso (1995) - Sr. M. Tereza Vazzoler (2010) - Sr. M. Agnese Menocchio (2018) • SJBP: Sr. Pierina Iope (2019).

Pensieri del Fondatore

21 Ottobre 2021

L’abnegazione non si restringe a obblighi gli uni verso gli altri, ma si allarga, e molto spesso occorre l’abnegazione nell’accettare uffici e prestarsi in molte necessità in servizio della Congregazione e della comunità. «Cor unum, anima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

La abnegación no se limita a las obligaciones de unos con otros, sino que va más allá, y frecuentemente hay que ser abnegados también para aceptar cargos y estar dispuestos en muchas necesidades a servir a la Congregación y a la comunidad. «Cor unum, ánima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

This self-denial is not confined to obligations towards one another but extends outwards. Self-denial is often a requisite for taking up an office and offering one’s services for the needs of the community and the Congregation. «One heart, one soul» (UPS IV, 221).