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Gio, Ott

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Alle ore 15.30 di ieri, 13 luglio, è deceduto presso l’ospedale di Verduno (Cn), a motivo di una polmonite, in un quadro clinico aggravato dal morbo di Parkinson, il nostro confratello

FRATEL GESUALDO MARCO SANNA
89 anni di età, 68 di vita paolina, 62 di professione

Nasce il 16 novembre 1930 a Simala, un piccolo paese non molto lontano da Oristano, in una realtà, quella del dopoguerra, fatta di povertà, dove le famiglie devono faticare non poco per vivere. Papà Gabriele muore quando Gesualdo ha 11 anni e tocca a mamma Candida Pusceddu provvedere al necessario per i cinque figli. Viene battezzato il 24 novembre nella sua parrocchia di origine dedicata a San Nicolò.

A vent’anni entra nella comunità di Alba, il 20 agosto 1951, con il chiaro desiderio di essere Discepolo del Divin Maestro. Nella sua lettera di presentazione traspare la generosità e l’emozione nell’abbracciare la nostra vita: «Ho nel mio cuore un profondo desiderio di unirmi alla vostra Famiglia. Sono da molto tempo con questo piacere e quest’anno Iddio mi ha edotto proprio l’idea di scrivere queste poche righe. Scrivo con il cuore tremante...». Con lui arrivano in comunità altri due amici del paese.

Il 7 settembre 1955 inizia il noviziato ad Ostia (Roma) e l’8 settembre 1957, ad Albano Laziale, emette la prima professione, assumendo il nome di Marco. L’8 settembre 1962, a Roma, professa in perpetuo i voti religiosi.

La sua missione paolina s’incarna nella comunità di Torino, dal 1962 al 2019, soprattutto a servizio dei confratelli che operano nella Diffusione San Paolo. Quanti viaggi, quanti piccoli e costanti servizi, quanti piaceri ai confratelli e alla Famiglia Paolina. Il suo apostolato è stato vissuto con un animo colmo di generosità e umiltà, perché da persona buona e amica, trasformava l’ordinario in straor­dinario.

Fratel Marco ha percorso tutta l’Italia insieme a don Emilio Bettati per visitare le nostre librerie e fermandosi nelle comunità amava l’incontro con i confratelli. Per molti anni, ogni giorno, da Torino andava ad Alba per diverse commissioni, impegno nel quale viveva la sua fedeltà apostolica.

Una persona semplice di carattere e accogliente, egli che in tutto ha fatto proprio lo stile di vita di chi, per annunciare il Vangelo, si mette a disposizione della comunità e gioisce nel compiere il bene.

Coltivava la lettura, leggeva volentieri “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni… Aveva un cuore sensibile, dono che lo aiutava a vivere per gli altri e a incarnare la sua vocazione di Discepolo del Divin Maestro.

Già da qualche anno sopraggiungono i sintomi del morbo di Parkinson e nel 2019, lasciata la comunità di Torino, giunge nella comunità Divina Provvidenza di Alba per una maggiore assistenza.

È il Vangelo di Matteo proclamato nell’Eucarestia di ieri, giorno della sua morte, ad aiutarci a cogliere una qualità spirituale di fratel Marco. Ha scoperto che poteva vivere da apostolo paolino nell’accoglienza dei confratelli e delle loro esigenze di apostolato; proprio per questo motivo l’insegnamento del Maestro vale pienamente per lui: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato».

Per il 60° di professione religiosa, il Superiore generale, don Valdir José De Castro, così gli scrive: «Hai percorso molti chilometri nella tua vita, sempre disponibile e a servizio dei confratelli, pronto a partire… a portare con te la Parola-Gesù: è per essa, infatti, che hai lasciato tutto».

Ora è il Signore ad accoglierlo in Paradiso, insieme ai beati Giacomo e Timoteo, insieme al venerabile fratel Andrea M. Borello e alla Famiglia Paolina che vive in eterno la gioia di aver donato tutta la vita per il Risorto.

 

Roma, 14 luglio 2020                                        

Don Domenico Soliman, ssp


I funerali saranno celebrati domani, mercoledì 15 luglio, alle ore 9.30 nel Tempio San Paolo di Alba. La salma di fratel Marco verrà tumulata nel cimitero cittadino.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Agenda Paolina

21 Ottobre 2021

Feria (v)
Rm 6,19-23; Sal 1; Lc 12,49-53

21 Ottobre 2021

* SSP: 1932 in Francia • FSP: 1931 Comunità Divin Maestro a S. Paulo (Brasile).

21 Ottobre 2021

FSP: Sr. Amedea Rizzo (2001) - Sr. Bernadette De Castro (2012) • PD: Sr. Maria Rosso (1995) - Sr. M. Tereza Vazzoler (2010) - Sr. M. Agnese Menocchio (2018) • SJBP: Sr. Pierina Iope (2019).

Pensieri del Fondatore

21 Ottobre 2021

L’abnegazione non si restringe a obblighi gli uni verso gli altri, ma si allarga, e molto spesso occorre l’abnegazione nell’accettare uffici e prestarsi in molte necessità in servizio della Congregazione e della comunità. «Cor unum, anima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

La abnegación no se limita a las obligaciones de unos con otros, sino que va más allá, y frecuentemente hay que ser abnegados también para aceptar cargos y estar dispuestos en muchas necesidades a servir a la Congregación y a la comunidad. «Cor unum, ánima una» (UPS IV, 221).

21 Ottobre 2021

This self-denial is not confined to obligations towards one another but extends outwards. Self-denial is often a requisite for taking up an office and offering one’s services for the needs of the community and the Congregation. «One heart, one soul» (UPS IV, 221).