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Jue, May

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INCONTRO DEI RESPONSABILI DEI CENTRI DI SPIRITUALITÀ PAOLINA SALUTO DEL SUPERIORE GENERALE


 

Carissimi fratelli,

porgo il mio ringraziamento, anche a nome del Governo generale, a ognuno di voi per la presenza a questo incontro che, anzitutto, risponde a uno degli obiettivi del Centro di Spiritualità Paolina con sede nella Casa generalizia, e cioè  «l’animazione e il coordinamento dell’attività dei vari centri di spiritualità paolina, dialogando e interagendo con il Direttore dei CSP di ogni circoscrizione»[1].

Anche se, come sappiamo, non tutte le vostre Circoscrizioni hanno un Centro di Spiritualità formalmente costituito e, di conseguenza, non tutti voi avete una nomina ufficiale come direttore di un “Centro di Spiritualità”, la vostra presenza in questo incontro è molto opportuna. Siete stati scelti dai vostri Superiori Maggiori per partecipare a questo incontro perché, oltre ad essere animatori spirituali nelle vostre Circoscrizioni, siete anche in grado di contribuire ad arricchire questa riunione.

Come già sapete, tale incontro nasce della necessità di riflettere sul nostro impegno di coltivare il patrimonio carismatico trasmessoci dal Beato Giacomo Alberione e di diffonderlo (tra le nostre Comunità e in ogni realtà ecclesiale), così come condividere le esperienze in questo campo. Sono tanti i temi che saranno oggetto della vostra riflessione in questi giorni, a partire dal programma che avete ricevuto. Personalmente vorrei sottolineare alcuni punti e in particolare:

  1. Ricordiamo, anzitutto, che questo è un incontro che ha come tema l’approfondimento della “spiritualità” la cui realtà specifica, nell’orizzonte cristiano, si riferisce a una vita che si lascia guidare dallo Spirito di Gesù, quel Gesù che per noi è il Maestro, Via, Verità e Vita. In questa prospettiva, “spiritualità paolina” è una forma concreta, mossa dallo Spirito santo, di vivere il Vangelo, sui passi dell’Apostolo Paolo, alla luce del carisma che abbiamo ereditato dal nostro Fondatore.

    Lasciandoci guidare dallo Spirito di Gesù – nell’unità e nella varietà di doni – possiamo cercare insieme – sinodalmente – il cammino che meglio favorisce una conoscenza sempre più profonda del nostro carisma paolino, nelle sue varie dimensioni: biblica, teologica, ecclesiale, storica, culturale, pastorale, ecc.
  1. Vivere da persone spirituali è vivere la totalità della nostra vita illuminata e interpretata non da se stessa, ma dal mistero di Dio, dalla sua piena rivelazione in Gesù Cristo e dalle grandi figure spirituali, per noi in modo particolare dal nostro Fondatore.

    Il Centro di Spiritualità Paolina ha giustamente come uno dei suoi obiettivi quello di promuovere, nell’ambito della Società San Paolo, della Famiglia Paolina e della Chiesa, la conoscenza storica dell’eredità carismatica del Beato Giacomo Alberione. In questo senso, è fondamentale continuare a recuperare i suoi scritti, le sue dichiarazioni e altri documenti ancora non pubblicati perché, aggiunti a quelli che già conosciamo, siano oggetto di studio in modo da aiutarci ad approfondire il suo pensiero, che è la base per la concretizzazione del carisma paolino nelle diverse realtà in cui viviamo. Speriamo che da questo incontro possano nascere suggerimenti per come dare continuità al lavoro di aggiornamento dell’Opera omnia.
  1. Ovviamente, non basta la conoscenza e lo studio del pensiero del nostro Fondatore. È necessaria anche la ricerca ermeneutica e l’applicazione apostolica della eredità carismatica che ci ha lasciato.

    Dal punto di vista della nostra missione specifica, possiamo dire che la spiritualità di Gesù Maestro Via, Verità e Vita è stata vissuta ed elaborata da Don Alberione per l’apostolato della comunicazione. Noi Paolini, nell’impegno di una fedeltà creativa, abbiamo il dovere di comprendere a fondo, di vivere e di adattare alla nostra epoca storica tale spiritualità ricevuta dal Fondatore.

    Tra le sfide, in questo senso, ecco quella de «la attualizzazione della spiritualità paolina, in sintonia con la cultura della comunicazione e anche in vista del nostro servizio alla Chiesa per una “pastorale dei mezzi di comunicazione sociale” (cf San Paolo, ottobre 1971)»[2]. In questa prospettiva, va presa in considerazione la comunicazione interpersonale e la comunicazione strumentale, sia con i mezzi tecnici tradizionali, sia con la rete, nell’ambiente digitale.

    Purtroppo, ci rendiamo conto che ancora manca una più efficace connessione tra la vita spirituale e la vita apostolica. In questo cammino di integrazione, è imprescindibile valorizzare la persona, cioè, il “paolino uomo di comunicazione” (con Dio, con gli altri, con se stesso), perché è soltanto a partire da lui che sarà possibile rendere migliori le relazioni umane e, di conseguenza, la vita comunitaria e la vita apostolica.
  1. Un’altra sfida da sottolineare riguarda la necessità di portare la nostra spiritualità al di là delle mura istituzionali, considerando che la spiritualità paolina è una ricchezza non solo per la nostra Congregazione e per la Famiglia Paolina, ma per tutta la Chiesa, come già abbiamo sottolineato. Le parole di Papa Francesco esprimono bene ciò che vogliamo dire, quando afferma: «Un carisma non è un pezzo da museo, che rimane intatto in una vetrina, da contemplare e nient'altro. La fedeltà, mantenendo puro il carisma, non lo racchiude in alcun modo in una bottiglia sigillata, come se fosse acqua distillata, in modo da non contaminarsi con l'esterno. No, il carisma non si conserva mantenendolo; devi aprirlo e farlo uscire, in modo che entri in contatto con la realtà, con le persone, con le loro preoccupazioni e problemi. E così, in questo fruttuoso incontro con la realtà, il carisma cresce, si rinnova e anche la realtà si trasforma, è trasfigurata dalla forza spirituale che quel carisma porta con sé»[3].

 

  1. Infine, un ultimo elemento importante e strettamente collegato agli altri, è quello di integrare carisma e Vangelo, perché il carisma diventi sempre più ecclesiale. Infatti, «un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del Popolo santo di Dio per il bene di tutti. Un’autentica novità suscitata dallo Spirito non ha bisogno di gettare ombre sopra altre spiritualità e doni per affermare se stessa. Quanto più un carisma volgerà il suo sguardo al cuore del Vangelo, tanto più il suo esercizio sarà ecclesiale»[4]. Considerando il nostro carisma specifico, certamente lo sguardo deve anche rivolgersi, con attenzione speciale, alle Lettere di san Paolo affinché la nostra spiritualità abbia veramente il “colore paolino”.

Carissimi fratelli, contiamo sulla vostra collaborazione per nuovi suggerimenti circa l’attività del nostro Centro di Spiritualità Paolina presso la Casa generalizia. Cosa si può fare per un suo efficace servizio svolto a favore della nostra Congregazione e della Famiglia Paolina? In questa prospettiva, cosa si può fare insieme, in forma integrata tra i Centri di Spiritualità delle diverse Circoscrizioni? Come coinvolgere, in questo cammino, le altre istituzioni della Famiglia Paolina, sia a livello internazionale sia a livello locale?

Grazie per la vostra collaborazione nella riflessione e nella formulazione delle proposte. Un grazie anche a don Boguslaw Zeman e alla Équipe di Spiritualità, che hanno preparato questo desiderato incontro, così come a don Celso Godilano, referente del Governo generale per il Centro di Spiritualità Paolina.

Grazie a tutti e buon lavoro!

 

Roma, 14 settembre 2019

 

Don Valdir José De Castro
Superiore generale

 

                                                          

[1] Statuto del Centro di Spiritualità Paolina, 2.2.5.

[2] Statuto del Centro di Spiritualità Paolina, 2.2.4.

[3] Discorso di Papa Francesco ai partecipanti all'udienza del V Capitolo Generale dei Padri di Schonstatt, 3 settembre 2015.

[4] Papa Francesco, Evangelii gaudium, n. 130.