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Lun, Jan

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ESPENGPOR

Inseriti pienamente quale “ramo” vivo e vitale del grande albero della Famiglia paolina, i Cooperatori sono chiamati a valorizzare continuamente la inestimabile ricchezza della vita spirituale che a questa Famiglia, quale singolare e ineffabile dono di grazia è stata pensata voluta e amorevolmente offerta dal Beato Giacomo Alberione.

Il Concilio Vaticano II nel Documento Apostolicam Actuositatem al numero 4 così recita: “i laici che, seguendo la propria particolare vocazione, sono iscritti a qualche associazione o istituto approvato dalla Chiesa, si sforzino di assimilare fedelmente la spiritualità peculiare dei medesimi”.

Questo punto, da parte dei Cooperatori Paolini, viene opportunamente coniugato con la finalità spirituale ed apostolica della intera Famiglia religiosa fondata da don Alberione, la quale annuncia la verità che libera attraverso l’evangelizzazione con gli strumenti della comunicazione sociale e con, per citare sempre il Primo Maestro, “tutte le invenzioni che il progresso umano fornisce e le necessità e le condizioni dei tempi richiedono”.

Perché questo possa realmente inverarsi nella vita e nell’esperienza concreta dei Cooperatori, il vigente Statuto dell’Associazione ha voluto con precisione indicare di quali contenuti debba sostanziarsi la vita spirituale e apostolica dei membri della nostra Associazione e quali siano i percorsi che essi sono chiamati a intraprendere per vivere pienamente questo dono di grazia.

Questi contenuti costituiscono un vero e proprio processo formativo carismatico spirituale che se costantemente e progressivamente vissuto darà come risultato un autentico “laico Paolino integrale”.

Detto processo si compie attraverso una specifica successione di punti che qui vorrei riportare:

  • la lettura, lo studio e la meditazione della Sacra Scrittura specialmente il Vangelo, gli Atti degli Apostoli e le Lettere di San Paolo;
  • l’impegno per costruirsi una spiritualità che ponga al suo centro e abbia come fondamento Gesù Maestro Via, Verità e Vita, il Cristo integrale come lo ha conosciuto San Paolo che vede in Lui il compimento delle Sacre Scritture (cf AD 159-160);
  • la capacità di affidarsi a Maria Regina degli Apostoli e a San Paolo apostolo, modello di ogni paolino, e guida nel processo di cristificazione: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20);
  • il nutrirsi quotidiano alla mensa della Parola, la meditazione e la lettura spirituale;
  • un maturo discepolato che si lascia guidare da Cristo Maestro nel corso dell’anno liturgico. Non c’è migliore scuola per la formazione spirituale di ciascun paolino che la partecipazione alla vita di grazia che la liturgia dona;
  • la partecipazione “piena, attiva e fruttuosa” all’Eucaristia “per essere tutto in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche.” “Tutto: natura, grazia, vocazione, per l’apostolato. Un carro che corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà“ (AD 100; cf CISP 10);
  • una coscienza sempre più solida che la pietà paolina è eucaristica: Tutto sgorga dalla fonte vitale che è il Maestro eucaristico (cf AD 16-19, 82, 95, 155). Dalla Visita eucaristica impara a trarre nutrimento per la sua vita spirituale e l’apostolato;
  • l’esame di coscienza quotidiano attuato secondo il pensiero della Chiesa e del Fondatore: cor poenitens tenete. In questo modo apprende quanto sia importante ripristinare la corretta relazione con Dio, con se stessi e col prossimo e il valore del Sacramento della Riconciliazione, e tiene nella giusta considerazione la necessità della direzione spirituale come un mezzo indispensabile per camminare con sicurezza nella vita cristiana (cf AD 158);
  • la preghiera della Liturgia delle Ore o parte di essa, specialmente le Lodi ed i Vespri. In questo modo il Cooperatore impara a santificare il tempo partecipando alla comune ed ufficiale preghiera della Chiesa;
  • l’armonizzazione degli esercizi di pietà con la sacra liturgia (cf SC 13). In particolare, con l’attenta e meditata preghiera del santo Rosario impara a crescere nella devozione alla Regina degli Apostoli. Il Cooperatore avrà nelle sue mani uno strumento importante: Le Preghiere della Famiglia Paolina, che gli è consegnato durante il rito della Promessa e che, oltre alle preghiere, contiene le introduzioni scritte dallo stesso Don Alberione;
  • la partecipazione agli incontri, riunioni, ritiri che sono espressamente promossi dall’Associazione e che gli consentono la conoscenza dell’eredità spirituale della Famiglia Paolina;
  • la lettura e lo studio del pensiero del beato Alberione e dei documenti che la Società San Paolo e la stessa Famiglia Paolina provvede;
  • la partecipazione agli incontri spirituali e formativi promossi dal gruppo di cui è membro, per una maggiore comunione tra i membri e per una progressiva conoscenza del carisma paolino.

Se tutti i Cooperatori Paolini gustano e vivono, facendone sintesi della propria vita, questa spiritualità, allargheranno l’animo alle necessità del mondo contemporaneo, saranno autentici apostoli che vivono, sentono, operano con lo stesso cuore dell’Apostolo Paolo, e dunque con lo stesso cuore del Maestro Divino.

 

Don Guido Colombo ssp
Delegato dei Cooperatori della Società San Paolo per la Provincia Italia
Coordinatore della Direzione Esecutiva Nazionale per l’Italia dell’Unione Cooperatori Paolini

Agenda Paolina

18 janvier 2021

Feria (v)
Eb 5,1-10; Sal 109; Mc 2,18-22
18-25: Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani

18 janvier 2021

* Nessun evento particolare.

18 janvier 2021

SSP: Fr. Tito Della Bartola (1972) - D. Armando Gualandi (1982) - D. Armando Giovannini (1991) - D. Egidio Spagnoli (2014) - Fr. Carmelino Bison (2016) • FSP: Sr. Ida Mazzucato (2015) • PD: Sr. M. Luisa Fallado (2006) • IGS: D. Angelo Mazzia (2015) • IMSA: Vincenza Lionetti (2009) - María Librada González Rodríguez (2015) • ISF: Benito Filemón Villa (1996) - Mario Pietrofeso (2004).

Pensieri del Fondatore

18 janvier 2021

Per i principianti devono essere le predilezioni dell’apostolo, il quale ha come il divin Maestro, la missione di rivolgersi di preferenza ai poveri ed umili: «Mi hanno mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (AE, 154).

18 janvier 2021

Para los incipientes deben ser las predilecciones del apóstol, el cual tiene, como el divino Maestro, la misión de dirigirse preferentemente a los pobres y humildes: «He sido enviado a llevar la buena nueva a los pobres» (AE, 154).

18 janvier 2021

For beginners these must be the predilections of the Apostle, who, like the Divine Master, has the mission to address the poor and the humble with preference: «They have sent me to proclaim the good news to the poor» (AE, 154).