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Lun, Jan

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Presbiteri IGS secondo il cuore di Cristo

Tutto quello che i presbiteri IGS sono e operano, si fonda sulla chiamata ed elezione di Dio, sul dono del ministero ricevuto per grazia e che ha come fine la crescita della santità personale nella comunità e un dinamico e fecondo zelo apostolico. E’ la stessa esperienza degli Apostoli e di Paolo: “chiamò a se quelli che volle perché stessero con Lui per rifarli e per inviarli…” (Mc 3,13-15)… “Ma quando Dio mi scelse fin dal seno di mia madre, mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me suo figlio perché lo annunziassi in mezzo alle genti, subito…” (Ga 1,15-17).

La stragrande maggioranza dei presbiteri IGS si impegnano ad accogliere e testimoniare il dono della santità, sperimentando pace vera e fecondità nel ministero. E sono vivamente consapevoli che la santità di vita non si realizza contando sulle loro forze ma nella docilità allo Spirito Santo. Questa visione soprannaturale della vita e del ministero li salva dal confidare in loro stessi e dal presumere che le comunità cristiane vadano avanti per merito delle loro opere. Cercano di vivere profondamente il motto scelto da don Alberione per tutta la Famiglia Paolina e inculcato dai vari animatori che si sono succeduti come responsabili:

  • Gloria a Dio: dare gloria al Padre seguendo e amando come unico Signore Cristo Via, Verità e Vita. Lui solo ascoltare e servire come Maestro sapendo che senza di Lui non possiamo fare nulla. Ogni battezzato, ogni ministro ordinato, lontano dalla grazia diviene «ridicolo e incapace» (don Alberione). Il cammino di conformazione a Gesù Sacerdote rende gloria al Padre più di ogni altra cosa.
  • Pace agli uomini: la vera felicità dell'uomo riposa nel farsi plasmare dallo Spirito ad immagine di Cristo Via, Verità e Vita. Saremo nella pace di Cristo quando capiremo e gusteremo profondamente che vale la pena vivere solo per la gloria di Dio. Questa gloria poi risplende nell'uomo nuovo, illuminando e consolando tutti coloro che si accostano al cristiano: «mi servirò di voi per illuminare» suggerì il Signore a don Alberione.

 

Il “di più” offerto da don Alberione

Il “di più” offerto da don Alberione ai presbiteri IGS, cioè la consacrazione, la professione dei Consigli evangelici nella spiritualità paolina, è anzitutto un carisma e un dono sublime. Perché non è tanto il prete che si consacra a Dio ma, al contrario, è Dio che lo consacra a sé, rivelando in lui l’immagine di Cristo Via, Verità e Vita. Seguendo il Maestro con mente, volontà e cuore integralmente coinvolti i preti IGS pensano di adempiere al grande comandamento della Scrittura che chiede di amare Dio con tutta la mente, le forze e il cuore. Questa visione cristocentrica totalizzante ispira anche il modo di evangelizzare: non si rivolgiamo solo ad un aspetto della vita delle persone, ma desiderano facilitare l'incontro diretto dell'intelligenza, della volontà e degli affetti con la persona di Gesù Maestro, in maniera graduale e proporzionata che rende liberi e fa vivere da figli di Dio.

 

L'Apostolo Paolo

Don Alberione invita a mantenere con San Paolo una continua comunione di mente e di cuore attraverso lo studio approfondito e continuo delle sue lettere, per interiorizzare meglio uno stile pastorale aperto, affabile e capace di rendere le persone libere nella carità. Nella frequentazione assidua di Paolo, i preti IGS imparano quanta gioia possa esserci nel fidarsi totalmente del Maestro. Lasciare che Cristo viva in noi è codice di santità per ogni membro della FP. I Preti IGS sono consapevoli che la Chiesa di oggi abbia bisogno di riscoprire i grandi temi della predicazione di Paolo, ossia l'annuncio della giustificazione per fede del peccatore, della libertà che Cristo ci ha conquistata, della carità che tutto sopporta, della speranza certa nella risurrezione della carne. Soprattutto la valorizzazione di tutti i mezzi più celeri ed efficaci per evangelizzare, per portare Cristo a tutti gli uomini coinvolgendo tutti: la sensibilità peculiare delle donne e la competenza dei laici. Per questo si impegnano a promuovere, nelle varie realtà locali, la conoscenza dell'Apostolo delle genti per la sua mistica, la sua universalità, il suo zelo apostolico.

 

Maria, Madre di ogni apostolo del Vangelo,

 “La Regina degli Apostoli è modello insostituibile dell'integralità di vita…” (Don Alberione). Ella ha concepito il Figlio nella sua mente accogliendo le parole misteriose dell'Angelo e meditandole continuamente; lo ha dato al mondo intero come Verbo incarnato (Edidit Verbum Dei); lo ha seguito fino al Calvario mettendo nelle sue mani ogni progetto e ogni moto della volontà, chiedendo anche a noi di imitarla con le parole che pronunciò a Cana: «Quello che vi dirà, fatelo». Infine, a Pentecoste, ha concepito nei suoi affetti lo stesso amore del Figlio verso i discepoli, divenendo madre spirituale della Chiesa di tutti i tempi. Per don Alberione Maria è dunque – proprio grazie a questo triplice e integrale concepimento – l'immagine vivente di quello che siamo chiamati a diventare.

 

Far conoscere la Spiritualità e le Devozioni paoline

Don Giacomo Alberione, ha sempre ribadito che, come Paolini e Famiglia paolina, abbiamo da svolgere, oltre l’attività apostolica di portare a tutti la Parola di Dio con tutti i mezzi, anche la missione di far conoscere e diffondere le nostre Devozioni (Cristo Divino Maestro Via, Verità e Vita, la Regina degli Apostoli, San Paolo Apostolo). Assieme ai membri della Santa Famiglia e degli altri Istituti Aggregati i preti IGS si stanno impegnando a svolgere questa dimensione importante della missione. Si tratta di una missione molto più importante e feconda di quanto si pensi, pur sperimentando una certa indifferenza-incomprensione da parte di molti paolini che sono portati ad intendere l’attività apostolica dei membri dei nostri Istituti quasi esclusivamente nella diffusione dei prodotti realizzati dalla San Paolo.

 

Una “catena di preghiere” nella Famiglia Paolina

Un’altra dimensione del dono che la professione dei Consigli Evangelici nell’IGS fa sperimentare ai presbiteri sono le preghiere e l’offerta di vita di tanti membri dei vari Istituti della Famiglia Paolina. Si tratta veramente di un potente parafulmine sulla nostra vita personale e sul nostro ministero che ci protegge dalle continue scariche del male, sempre molto attive soprattutto contro i sacerdoti. E’ bene ricordare che don Alberione ha voluto ardentemente gli Istituti Secolari paolini, perché aveva capito che la fedeltà dei paolini e delle paoline, di tutti i membri e soprattutto la fecondità della missione paolina, molto difficile, si fondava sulla grazia di Dio. E membri santi, con la loro preghiera e la loro offerta di vita, sarebbero diventati una grande risorsa di grazie, di benedizione e di fecondità apostolica.

Sono molto significative e forti le sue parole dopo essere stato guarito miracolosamente nel 1923: L’unico riferimento è al Divin Maestro: egli è la Via, la Verità e la Vita…Gli uomini non contano. Gli uomini non avrebbero fatto nulla. La Casa esce dalla volontà di Dio. Tolta la volontà di Dio, anche umanamente, è tolta ogni fecondità di vita. Nessuno deve contare quindi sugli uomini e sui patrimoni: l’unico patrimonio è il Signore, ed è infinito…” (UCBS, VII-8).

 

Riappropriarsi di tutti i mezzi di grazia

I presbiteri IGS si impegnano ad accogliere l'invito di Paolo e Alberione a dedicarci alla nostra salvezza con «timore e rispetto»: la vita spirituale è qualcosa di estremamente concreto e quotidiano per risultare fecondi nello svolgere il ministero. Don Alberione affermava che, se è vero che non esiste una vita nello Spirito dettagliatamente organizzata, non può nemmeno far frutto una interiorità lasciata al disordine. I Preti IGS desiderano realisticamente vivere un'esistenza interiore abbandonata alla grazia e intendono il loro impegno ascetico principalmente come un lasciare spazio allo Spirito, il quale desidera unire due esistenze – la nostra e quella di Gesù – in una vita sola, sempre a servizio del popolo di Dio valorizzando tutti i mezzi e tanti collaboratori per portare Cristo a tutti. Favoriremmo il passaggio da una religiosità di osservanza ad una religiosità di alleanza e di comunione con il Signore che rende liberi e liberanti. Nella FP non abbiamo molte formalità ma ci teniamo a custodire con premura la Liturgia, la meditazione quotidiana della Parola, la Celebrazione e l’adorazione Eucaristica, lo zelo apostolico, la lettura attenta dei segni dei tempi, sempre per evangelizzare e portare Cristo a tutti gli uomini con i mezzi più celeri ed efficaci.

 

Don Emilio CICCONI, Delegato IGS

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ESPENG

Agenda Paolina

18 janvier 2021

Feria (v)
Eb 5,1-10; Sal 109; Mc 2,18-22
18-25: Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani

18 janvier 2021

* Nessun evento particolare.

18 janvier 2021

SSP: Fr. Tito Della Bartola (1972) - D. Armando Gualandi (1982) - D. Armando Giovannini (1991) - D. Egidio Spagnoli (2014) - Fr. Carmelino Bison (2016) • FSP: Sr. Ida Mazzucato (2015) • PD: Sr. M. Luisa Fallado (2006) • IGS: D. Angelo Mazzia (2015) • IMSA: Vincenza Lionetti (2009) - María Librada González Rodríguez (2015) • ISF: Benito Filemón Villa (1996) - Mario Pietrofeso (2004).

Pensieri del Fondatore

18 janvier 2021

Per i principianti devono essere le predilezioni dell’apostolo, il quale ha come il divin Maestro, la missione di rivolgersi di preferenza ai poveri ed umili: «Mi hanno mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (AE, 154).

18 janvier 2021

Para los incipientes deben ser las predilecciones del apóstol, el cual tiene, como el divino Maestro, la misión de dirigirse preferentemente a los pobres y humildes: «He sido enviado a llevar la buena nueva a los pobres» (AE, 154).

18 janvier 2021

For beginners these must be the predilections of the Apostle, who, like the Divine Master, has the mission to address the poor and the humble with preference: «They have sent me to proclaim the good news to the poor» (AE, 154).