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Sab, Apr

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Alle ore 11.00 circa (ora locale) di domenica 16 febbraio 2020 è deceduto presso la clinica Hakuaikai di Fukuoka (Giappone), a causa di un arresto cardiaco, il nostro fratello

DON PIETRO GIOVANNI BOSCO NOBORU FUTSUKI
76 anni di età, 64 di vita paolina, 55 di professione, 48 di sacerdozio

La sua vita inizia il 22 febbraio del 1943, a Nagasaki, secondogenito di quattro figli di una famiglia cattolica. Proprio questa città, due anni dopo, diventerà teatro di uno dei fatti più gravi della Seconda Guerra Mondiale, quando cioè venne colpita dagli Stati Uniti con la bomba atomica. Una città molto industrializzata ma anche ricca di fede già dal XVI secolo, quando il cristianesimo venne accolto ufficialmente dalla famiglia che governava la regione. Fu però anche terra di martirio quando verso la fine del medesimo secolo, l’imperatore fece uccidere 26 cristiani e tra questi Paolo Miki, canonizzati nel 1862 da Papa Pio IX.

Dodicenne, il 26 aprile del 1955 don Pietro entra nella Comunità di Fukuoka e il 9 aprile 1964 emette la prima professione religiosa a Tokyo assumendo anche il nome di Giovanni Bosco.

Successivamente parte per Roma per gli studi di teologia. È in questo periodo che si innamora della fotografia, passione che allo stesso tempo è il suo ambito apostolico. Si dimostra una persona cordiale e aperta, attenta ai bisogni della gente. A Roma farà la professione perpetua l’8 settembre 1970, sarà ordinato diacono il 2 maggio 1971 e presbitero il 29 giugno dello stesso anno da mons. Dino Trabalzini.

Terminato il periodo romano parte per Londra, dove per un anno studierà la lingua inglese (1974-1975).

Ritornato in Giappone, nel 1975, si occuperà per un po’ di tempo della formazione degli juniores nella Comunità di Hachioji. Inizierà poi un lungo impegno nel servizio dell’autorità come superiore di comunità (1976-1981 a Fukuoka; 2006-2007 a Tokyo) e superiore di circoscrizione (1993-1997 e 1999-2007). È anche coordinatore provinciale della formazione (1988-1991) e direttore generale dell’apostolato dal 1991 al 1993. Insieme a questi impegni, va segnalata la sua collaborazione con la chiesa locale, prima a Tokyo (1981-1986) e dal 2010 al 2013 a Fukuoka inserito nella parrocchia di Rouji. Dal marzo del 2013 è il responsabile del Centro Biblico San Paolo della Provincia del Giappone a Fukuoka.

Proprio in questa Comunità don Pietro ha dovuto affrontare una seria malattia, quando l’8 dicembre scorso è stato colpito da un aneurisma dell’aorta. Per intensificare la riabilitazione si era trasferito nella clinica Hakuakai, dove ieri improvvisamente è morto.

A questo nostro fratello affidiamo l’ultimo Capitolo della Provincia Giappone, conclusosi solo alcuni giorni fa. Con lui presentiamo al Divin Maestro i nuovi progetti apostolici, soprattutto in campo biblico, e la missione verso i non cristiani. Chiediamo allo Spirito Santo di far crescere e consolidare la presenza paolina in Vietnam.

Con don Pietro rinnoviamo la nostra fede in Gesù Maestro, in colui che ci dona il suo amore in modo sovrabbondante, secondo le parole ricordate dall’Apostolo e ascoltate nella Liturgia di ieri: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1Cor 2,6-10).

 

Roma, 17 febbraio 2020                                    

Don Domenico Soliman, ssp


I funerali si svolgeranno mercoledì 19 febbraio, alle ore 13.00, nella Cattedrale di Fukuoka.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


ITAESPENG

Agenda Paolina

03 Aprile 2020

Feria (viola)
Ger 20,10-13; Sal 17; Gv 10,31-42

03 Aprile 2020

* FSP: 1978 a Nürnberg (Germania).

03 Aprile 2020

SSP: Fr. Vittorio Cristofori (2016) • FSP: Sr. M. Claudia Borrano (2018) • PD: Sr. Giuseppina Favato (1933) - Sr. M. Annunziata Micca (1977).

Pensieri del Fondatore

03 Aprile 2020

Nella speranza noi dirigiamo i nostri desideri verso il cielo, i beni eterni, i beni spirituali e allora l’anima, tesa verso i beni spirituali, il paradiso, rinuncia a tutto, ecco, fa il voto di povertà, cioè distaccarsi dalla terra perché con le sue ali possa librarsi ed elevarsi di più ai beni celesti. Dio solo mi basta, allora. Deus meus et omnia (APD57, 242).

03 Aprile 2020

Con la esperanza dirigimos nuestros deseos al cielo, a los bienes eternos, los bienes espirituales, y entonces el alma en tensión hacia esos bienes espirituales, hacia el paraíso, renuncia a todo, y hace el voto de pobreza, es decir decide soltarse de la tierra para poder aletear y elevarse cada vez más a los bienes celestes. Solo Dio basta: Deus meus et omnia (APD57, 242).

03 Aprile 2020

In hope we direct our desires to heaven, the eternal goods, the spiritual goods, and then the soul, stretched out towards spiritual goods, paradise, renounces everything. So here, one makes the vow of poverty, that is to be detached from the earth so that with its wings one can soar and rise more to the heavenly goods. God alone is enough, then. Deus meus et omnia (APD57, 242).