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Ter., Set.

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Penso che la priorità nella Congregazione in questo momento sia il recupero della spiritualità. Parlando di “spiritualità” non mi riferisco alla dimensione spirituale della vita, in contrapposizione alla materialità, ma piuttosto a quel colore, quello stile, quel modo di essere, nel nostro caso il modo “paolino”, che dovrebbe impregnare tutte le dimensioni della vita, dalle più materiali alle più spirituali. 

In ultimo termine potrebbe identificarsi con l’ideale proposto dal Fondatore ai primi: “Il desiderio di santità, di una altissima santità, per questo apostolato particolarmente difficile, ma assolutamente necessario alla santa Chiesa nei tempi moderni, dominava i pensieri di tutto il gruppo. Si viveva quasi librati in alto, in un’atmosfera di soprannaturale” (Un uomo, un’idea… p. 289). Ingenuamente negli anni successivi si è andato trascurando questo presupposto, puntando soprattutto alle opere, e pian piano queste si sono svuotate di energia salvifica, diventando opere, magari importanti, ma troppo umane.

Al di fuori di questa atmosfera ci può essere persino una preghiera senza spiritualità… A volte si sente parlare di preghiera “disincarnata”: vuol dire preghiera senza spiritualità apostolica.

Ci può essere uno studio, anche intenso e curato, ma che senza spiritualità diventa almeno inutile: “Vi sono quelli che, in questi studi, mirano piuttosto ad appagare la curiosità e la superbia, anziché a purificare il cuore ed a praticare la mortificazione e costruire l’edificio spirituale. L’orgoglio della mente è il più pericoloso e più difficile a guarire” (San Paolo 1955, p. 5).

Come ci può essere anche una povertà (donazione di sé stesso con la professione dei voti, vissuti in comunità) che senza spiritualità può divenire un semplice “modus vivendi” comodo e disimpegnato, all’ombra degli sforzi degli altri.

L’apostolato stesso, senza spiritualità, finisce con l’essere un lavoro magari molto importante, ben fatto, ben organizzato, che produce opere molto valide, ma per niente significative dal punto di vista apostolico. “Può capitare che, scemati i primi entusiasmi dell’apostolato, se non si è sostenute dall’ideale che ha il suo fulcro nella spiritualità paolina, ci si smarrisce lungo la via, ci si adagia e, senza forse avvedercene, si torna indietro” (San Paolo 1955, p. 5).

La spiritualità è l’anima di tutto. È la ragione ultima, il senso profondo, il motore dell’entusiasmo, la fonte della vitalità di tutte le dimensioni dell’esistenza. Senza spiritualità, andremmo sempre in discesa, vivendo dalle rendite dei nostri antenati, cercando di sopravvivere nelle attuali difficili circostanze, cercando di mettere toppe alle nuove sfide, ma senza trovare le vere risposte che le nuove realtà esigono e che noi, figli di Don Alberione, dovremmo dare.

 

Agenda Paulina

22 setembro 2020

Feria (verde)
Pr 21,1-6.10-13; Sal 118; Lc 8,19-21

22 setembro 2020

* PD: 1962 Casa DM a Boston (USA).

22 setembro 2020

SSP: D. Adriano Cornaglia (2016) • FSP: Sr. Mercede Migliardi (2007) - Sr. M. Letizia Britti (2008) - Sr. M. Annunziata Latini (2012) • PD: Sr. M. Riccarda Pasin (1970) • SJBP: Sr. Giuliana Bettega (2018) • IGS: D. Mario Volpini (1996) • IMSA: Teresa Cacciapaglia (2018).