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Mon, Feb

Siamo ormai entrati nella Novena di Natale e le letture liturgiche paiono accelerare l’attesa della nascita del Salvatore, del Dio-con-noi. Ma è anche la tradizione, soprattutto con il presepe, che ci invita ad affrettare il nostro cuore verso quel luogo, verso quell’evento che davvero cambia la nostra vita se solo gli lasciamo spazio.

Papa Francesco, fedele alla sua forte sensibilità verso la pietà popolare, il 1° dicembre scorso ha pubblicato un breve e intenso testo, tecnicamente una Lettera apostolica, dal titolo Admirabile signum (“Il mirabile segno”), dedicato al presepe. In occasione di una visita a Greccio, la località ai confini tra Lazio e Umbria dove san Francesco nel 1223 “inventò” il primo presepe (vivente, non di statuine), all’inizio dell’Avvento egli ha inteso illustrare ai credenti il senso di quella sacra rappresentazione che viene riprodotta in tantissimi luoghi di vita: case, scuole, uffici.

Da buon Gesuita Francesco ci invita a calarci personalmente in quella realtà con animo contemplativo e ci accompagna a interpretare esistenzialmente ogni realtà presente nel presepe. Così, il cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte ci ricorda le nostre “notti”: le fatiche, i dubbi, le domande esistenziali, quelle ancora in attesa di risposta. Le case in rovina, che spesso costituiscono lo sfondo del presepe, rimandano a quell’umanità decaduta e senza ormai aspettative (come sembra talvolta la nostra) che, improvvisamente, viene abitata e ricostruita dal Dio-novità. E poi ci sono i pastori, «gente che non conosce altra abbondanza se non quella del cuore». Sono i poveri, i prediletti di Dio. E poi le tante statuine di personaggi tratti dalla vita concreta (fabbri, panettieri, calzolai, ecc.), che raffigurano la santità quotidiana, quella che non fa notizia.

Centrale nella scena, poi, la Sacra Famiglia: Maria, esempio di chi si abbandona nella fede alla volontà di Dio; Giuseppe, «il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia»; Gesù, il Bambino-Dio che tende le mani verso l’osservatore, l’uomo qualunque.  E, infine, i Magi, che ricordano come ogni cristiano, guardando la scena del presepe, è chiamato a interiorizzare quei ricchi significati per narrare agli altri la meraviglia di quella scena. Semplice ma assolutamente densa di significato.

Nel tempo che avvicina al Natale non sono rare le polemiche in alcune nazioni come l’Italia sull’opportunità o meno di allestire il presepe nei luoghi pubblici. Papa Francesco con questa meditazione ha voluto anticipare queste polemiche dicendo a tutti che il Natale è l’occasione per guardarsi dentro, credenti e non credenti, per avere speranza, per costruire un mondo migliore.

Agenda Paolina

February 23, 2020

VII del Tempo Ordinario (verde)
Lv 19,1-2.17-18; Sal 102; 1Cor 3,16-23; Mt 5,38-48

February 23, 2020

* SSP: 1982 a Campinas (Brasile).

February 23, 2020

SSP: D. Leo Sartor (2007) • FSP: Sr. M. Lilia Ranieri (1990) - Sr. M. Silvana Guerriero (1998) - Sr. Clelia Bianco (2000) - Sr. Concettina Borgogno (2003) - Sr. Stefanina Busso (2003) - Sr. Anna Maria Prandi (2010) • PD: Sr. M. Corradina Panella (1996) • IGS: D. Pietro Burgio (1999) - D. Nicola Rutzu (2005) • IMSA: Lina Conte (1983) • ISF: José Guadalupe Paredes (2008) - Maria Permunian (2015).