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Ter., Fev.

Alle ore 22,05 del 20 agosto 2019, dies natalis della Famiglia Paolina, è deceduto presso la Clínica Nuestra Señora de América di Madrid (Spagna) il Discepolo del Divin Maestro                                                                     

FRATEL JOSÉ ANTONIO JAVIER CAÑO MARTÍNEZ
79 anni di età, 67 di vita paolina e 59 di professione religiosa

José Antonio nasce il 1° novembre 1939 a Zuñeda, a 60 chilometri da Burgos, nel nord della Penisola iberica, da papà Efigenio e mamma Natividad. La sua famiglia è semplice, umile e laboriosa e i genitori, come molti a quei tempi, si dedicano al lavoro nei campi e ad allevare i cinque figli. José Antonio, infatti, ha due fratelli e due sorelle, con cui si esercita fin da piccolo alle gioie e pene della vita in comune, buon esercizio per il suo lungo futuro di religioso paolino.

Battezzato cinque giorni dopo la nascita, riceve la Confermazione all’età di tre anni, il 26 ottobre 1942. Il ragazzo, cresciuto in un contesto molto religioso, sente già in età molto giovane la sua chiamata a seguire il Signore nella vita consacrata. A soli 12 anni, il 18 settembre 1951, entra così nella nostra casa di Zalla (Bilbao). Qui vive tutta la prima formazione, che lo vede impegnato, secondo i crismi della formazione paolina, nello studio e nell’apostolato.

Inizia il noviziato nel 1957 nella comunità di Coslada, cittadina nei sobborghi di Madrid. Qui, dopo due anni, l’8 settembre 1959 emette la prima professione religiosa nelle mani del Superiore provinciale, don Desiderio Costa, prendendo il nome religioso di Javier. Esattamente dopo altri cinque anni, l’8 settembre 1964, ancora a Coslada vive con grande gioia il momento della professione perpetua. Da allora in poi ha inizio la sua lunga vita apostolica, che si alterna fra Spagna e Venezuela.

Dal 1964 lo troviamo impegnato a tempo pieno nella tipografia di Coslada, sezione fotomeccanica. Sono anni in cui fratel Javier accumula una notevole esperienza nel suo campo. Dopo oltre 10 anni di esperienza, nel 1975, infatti, grazie alle competenze acquisite e alla sua disponibilità a lasciare la patria di origine, viene invitato dal Superiore generale dell’epoca a trasferirsi a Caracas, in Venezuela, dove assume lo stesso incarico apostolico. Qui rimane per sei anni, fino al 1981, quando torna in Spagna per essere assegnato alla comunità di Zalla, quella dove era entrato trent’anni prima, con compiti questa volta legati alla locale libreria e al magazzino.

Nel 1989 l’obbedienza lo chiama, però, un’altra volta ancora a Caracas, dove riprende l’antico apostolato tipografico. Vi rimane questa volta solo tre anni, fino al 1992. In quell’anno fa ritorno in Spagna, nella comunità di Las Rozas, vicino a Madrid, per occuparsi di vari servizi comunitari. Ma è subito dopo destinato alla comunità di Madrid-Resina, recentemente chiusa. Qui rende per molti anni, fino a ottobre 2018, il suo prezioso ministero presso il magazzino di quella comunità. Dall’ottobre del 2018, infine, viene trasferito nella comunità di Siviglia.

Come si può vedere da queste poche note, questo caro Discepolo è stato fin da giovane disponibile a cambiare comunità di appartenenza e nazione e pronto a dare una mano a chiunque ne facesse richiesta. Sempre disponibile a dedicarsi ai compiti apostolici assegnatili con generosità, è stato molto amante dello sport e della natura, godendo anche di un carattere gioviale, anche se talvolta un po’ riservato.

Circa un anno fa sono iniziati alcuni disturbi alla sua salute, che sono sfociati in un tumore al rene, che, pur rimosso con un’operazione chirurgica, non si sono fermati a causa di una metastasi che si è molto estesa negli ultimi mesi, fino a rendere la sua fine inevitabile.

Molte sono le testimonianze di Paolini e nostri laici collaboratori, che attestano il buon esempio di fratel Javier nel vivere una vita paolina esemplare in termini di laboriosità e disponibilità. La sua vita comunitaria e quella spirituale sono state sempre di esempio a tutti. La sua generosità e il suo senso dell’umorismo hanno più che compensato la sua occasionale riservatezza.

Preghiamo ora perché, dopo tanto lavorare per il Regno di Dio in terra, questo nostro fratello riceva ora dal Maestro Divino il premio eterno in cielo. Alla sua intercessione, unita a quella di san Paolo e della Regina degli Apostoli, affidiamo i tanti frutti che attendiamo nell’Anno vocazionale di Famiglia Paolina, che stiamo vivendo. 

 

Roma, 21 agosto 2019  

                             

Don Stefano Stimamiglio, ssp
Segretario generale 


Il funerale avrà luogo oggi, 21 agosto 2019, alle ore 18 nella Cappella della comunità di Casa provinciale (Madrid, Protasio Gómez). Le sue ceneri saranno successivamente custodite nella cappella paolina del cimitero di Las Rozas (Madrid).

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


ITAESPENG

Agenda Paulina

18 fevereiro 2020

Feria (verde)
Gc 1,12-18; Sal 93; Mc 8,14-21

18 fevereiro 2020

* PD: 2017 a Codajás (Brasile) • SJBP: 2007 a Londrina (Brasile).

18 fevereiro 2020

SSP: Nov. Ildebrando Pelliccia (1935) - D. Giovanni Battista Di Cesare (2011) - Fr. Amorino Remelli (2014) - Fr. Vicente Ramón Hernández Muñoz (2019) • FSP: Sr. M. Cecilia Calabresi (1999) - Sr. Maria de Lourdes Belém (2009) - Sr. M. Assunta Cantone (2015) • PD: Sr. M. Auxilia Fernández (2011).

Pensamentos

18 fevereiro 2020

La povertà è la tendenza a ciò che è più povero, più semplice. È il distacco da quelle cose che formano la comodità, l’agiatezza, il benessere della vita presente. È virtù che inclina il cuore, la volontà verso quello che è più povero. Notate che vi è la povertà di effetto e la povertà di affetto. La prima è quella di chi non ha; la seconda è quella di chi ha ma è distaccato (FSP46, p. 144).

18 fevereiro 2020

La pobreza es la tendencia a lo que es más pobre, más sencillo. Es el desapego de las cosas que conforman la comodidad, el confort, el bienestar de la vida presente. Es una virtud que inclina el corazón y la voluntad hacia lo que es más pobre. Notad que hay una pobreza efectiva y una pobreza afectiva. La primera es la de quien no tiene; la segunda es la de quien tiene pero se muestra desprendido (FSP46, p. 144).

18 fevereiro 2020

Poverty is the tendency to what is poorest, simplest. It is the detachment from those things that form the comfort, the well-being of the present life. It is a virtue that inclines the heart, the will towards the poorest. Note that there is the poverty of effect and poverty of affection. The first is that of those who do not have it; the second is that of those who have it but are detached (FSP46, p. 144).