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Sab, Apr

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Alle ore 7.20 (ora locale) del 28 giugno 2018, vigilia della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, è morto presso la Clínica Colombia di Bogotá (Colombia) il nostro fratello sacerdote

DON TOMMASO ARMANDO BRUNO
84 anni di età, 74 di vita paolina, 67 di professione e 59 di sacerdozio

Tommaso nasce l’11 luglio 1933 in diocesi di Alba, a Narzole (Italia), lo stesso paese che diede i natali al Beato Timoteo Giaccardo e a don Michelino Gagna, sacerdote paolino morto nel dicembre 1961 sotto un bombardamento a Lubumbashi (Congo) nel tentativo di mettere in salvo le specie eucaristiche.

La famiglia si compone di papà Giovanni, agricoltore, di mamma Margherita Alessandria, casalinga, e dei sei bambini nati dalla loro unione, due maschi e quattro femmine. Tommaso viene battezzato il 16 luglio 1933 nella parrocchia di Narzole intitolata a San Bernardo e, dopo aver completato la prima formazione cristiana, nella stessa chiesa il 18 ottobre 1940 riceve il sacramento della Confermazione.

A soli 10 anni e in piena guerra – siamo nell’agosto del 1943 –, il ragazzo fa il suo ingresso in Casa Madre ad Alba, dove negli anni successivi frequenta con buoni risultati i vari gradi della scuola, fino al completamento degli studi liceali. Il 7 settembre 1949 entra in noviziato ad Albano, dove l’8 settembre dell’anno successivo emette i primi voti, assumendo il nome religioso di Armando. Seguono gli studi filosofici ad Alba (1951-1954) e quelli teologici a Roma, presso il Collegio Teologico Internazionale (1954-1958).

Nel corso di questi primi anni di vita paolina Tommaso manifesta una salute molto cagionevole, che gli rende a volte difficoltosa la vita apostolica e comunitaria. Tuttavia l’impegno e un buono spirito religioso gli consentono di superare le difficoltà e di affrontare, al termine della formazione iniziale, il mare aperto della missione paolina. Viene, quindi, dapprima ammesso, con firma autografa di Don Alberione, alla professione perpetua (Roma, 8 settembre 1955) e, al termine degli studi, al presbiterato (Roma, 6 luglio 1958). Accede al Sacro Ordine per l’imposizione delle mani di Mons. Ettore Cunial insieme ad altri 7 compagni, alcuni dei quali saranno come lui missionari di lungo corso: tra questi don Fedele Brondino, don Paolo Marzilli e don Domenico Molino.

Appassionato di alcune materie come chimica, storia e filosofia, nei primi anni di sacerdozio sarà destinato, proprio per questa sua attitudine, a insegnare nel nostro liceo di Alba, dove rimane fino al 1963, quando l’obbedienza lo chiama all’agenzia genovese della San Paolo Film. Vi rimarrà poco, perché la Colombia ha bisogno di energie fresche e qualificate. Il 28 ottobre 1964 Don Alberione lo invia a Bogotá, dove continua nel suo ministero di insegnamento, dedicandosi anche alla ricerca pubblicitaria per la rivista Familia. Dal 1968 al 1971 lascia il paese sudamericano per trasferirsi prima a Genova (1968-1970), sempre nell’agenzia della San Paolo Film, e poi per un anno a Remscheid (Germania) come pastore nella locale Missione cattolica a servizio degli italiani lì residenti.

Nel 1971, richiesto da don Luigi Zanoni, torna a Bogotá. Qui fino al 1974 si dedica agli stessi ministeri della sua prima esperienza colombiana. Nel gennaio del 1975 viene trasferito a Medellín, dove per tre anni si spende per sviluppare la locale libreria. Vi rimarrà fino al 1978, quando gli viene concesso da don Tonni un tempo a Roma – alla fine saranno ben cinque anni – per contribuire ancora una volta alla missione della San Paolo Film. Il 9 settembre 1983 – fatti salvi solo sei mesi, a cavallo tra il 2000 e il 2001, in cui risiede nella Casa “Divin Maestro” di Ariccia – torna definitivamente a Bogotá, dove fino al febbraio del 2016 svolge ininterrottamente il suo apostolato nell’Ufficio Edizioni con varie mansioni. Dopo il suo ritiro dalla vita apostolica attiva don Tommaso si dedica, finché le forze glielo permetteranno, al ministero pastorale nella Parroquia de Cristo Resucitado del quartiere Esmeraldas di Bogotá.

Da qualche mese si era manifestato un progressivo calo di tono, che ha reso opportuno lo scorso 19 giugno il suo ricovero nella Clínica Colombia di Bogotá, dove il 28 successivo ha reso la sua anima a Dio per un blocco cardio-respiratorio.

Don Tommaso ha fatto parte di una schiera di molti Paolini che,  sulla parola del Fondatore, ha speso la sua vita in missione. Ora che la vocazione paolina si gioca sempre più sulle rotte dell’ambiente digitale, possa egli intercedere presso il Maestro Divino perché la Congregazione trovi soprattutto nei giovani i nuovi missionari di sentieri ancora inesplorati.

 

Roma, 30 giugno 2018                  

Don Stefano Stimamiglio, ssp
Segretario generale


Le esequie di don Tommaso si sono svolte oggi, 30 giugno 2018, alle ore 11 (ora locale) nella cappella della comunità della “Calle 170” a Bogotá. Il corpo è stato subito dopo tumulato nel Cementerio La Inmaculada della capitale colombiana.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


ITAESPENG

Agenda Paolina

04 Aprile 2020

Feria (viola)
S. Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa (è consentita la commemorazione)
Ez 37,21-28; Cant. Ger 31,10-13; Gv 11,45-56

04 Aprile 2020

* SSP: 1884 a San Lorenzo di Fossano (Italia) nasce Giacomo Alberione - 1988 a Quito (Ecuador) - 2013 a S. Paulo, Alice de Castro (Brasile) - 2015 a Eluru (India) - 2016 ad Asunción (Paraguay) • FSP: 1937 a Reggio Calabria (Italia) - 1985 a Dae Jeon (Corea) - 1990 a Kwangju (Corea) - 2005 a Yeo Ju (Corea) • PD: 1962 a Madrid (Spagna) - 1966 Casa DM a Czestochowa (Polonia) - 1984 a Daegu (Corea) - 1988 arrivo in Ecuador - 2006 arrivo nella Rep. Pop. del Congo.

04 Aprile 2020

SSP: D. Cecilio Ortiz Marroquín (2018) • PD: Sr. M. Amabilis Barbero (1962) • IGS: D. Zeno Zenobi (1994) - D. Angiolino Boccardo (2018) • ISF: Matteo Ruiu (2005) - Rosa Cerrito (2014) - Anna Maria Rondina Battisti (2018).

Pensieri del Fondatore

04 Aprile 2020

Tutto il suo (Don Alberione) fare e il suo dire dimostra l’uomo incentrato in Dio, l’uomo distaccato dal mondo e tutto incentrato in Dio: dal qual centro tutto pensa, muove, e giudica (Diario, 3 gennaio 1918).

04 Aprile 2020

Todas sus obras (del P. Alberione) y su decir muestra al hombre centrado en Dios, al hombre despegado del mundo y totalmente focalizado en Dios: desde ese centro lo piensa, mueve y juzga todo (Diario, 3 enero 1918).

04 Aprile 2020

Everything of his (Father Alberione) doing and of his saying proves the man to be centred in God, the man detached from the world and all centred in God: from that centre he thinks, he moves and he judges everything (Diario, January 3, 1918).