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Sab, Apr

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 Alle ore 2,45 di martedì 23 gennaio 2018 presso l’ospedale di Tokyo è deceduto a causa di una polmonite

Fr. Tadaharu Ignazio Agostino Makiyama
83 anni di età, 67 di vita paolina e 63 di professione

Tadaharu nasce, secondo l’anagrafe civile, il 29 novembre 1934 in un villaggio dell’isola di Madara (prefettura di Saga), ma la data del suo Battesimo (31 luglio 1934, giorno in cui gli viene dato il nome cristiano di Ignazio) rivela che la sua venuta al mondo è di qualche mese antecedente. La grande isola che vede i suoi natali, collocata nella parte più meridionale del Giappone, è la zona in cui l’evangelizzazione iniziata nel XVI secolo ha maggiormente attecchito e dove, quindi, per oltre due secoli e mezzo (dal 1614 al 1865) più forte ha battuto il vento della persecuzione anticristiana, inaugurata dallo shogun Toyotomi Hideyoshi. Dei “kakure kirishitan”, i cristiani nascosti, ha fatto parte per secoli anche la famiglia Makiyama. Quinto di sei figli, Tadaharu nasce da una coppia che vive la sua fede in modo autentico e profondo: i suoi genitori si chiamano Giuseppe Chujiro e Maria Itsu.

Battezzato, come detto, il 31 luglio 1934 nella chiesa di Madarajima, sempre qui il 12 agosto 1948 riceve il sacramento della Confermazione. A 16 anni, il 3 aprile 1950, entra nella Società San Paolo, accolto dalla comunità di Fukuoka che ha aperto i battenti appena sei mesi prima. Vive il noviziato presso la casa di Tokyo-Akasaka, dove il 9 aprile 1954 emette la prima professione religiosa, assumendo il nome di Agostino. Sempre qui, esattamente sei anni dopo, professa in perpetuo i voti religiosi.

Fratel Agostino vive da subito con gioia e passione la sua vocazione, impegnato fin dall’aspirantato a vari compiti in tipografia, felice di dare il suo contributo alla moltiplicazione e diffusione del Vangelo nella sua terra natale. I primi anni da professo perpetuo sono tutti dedicati a questo apostolato, duro ma fecondo: dal 1960 al 1971 lo troviamo, infatti, a Tokyo-Akasaka come linotipista e dal 1971 al 1976 è proto della tipografia di Tokyo-Hachioji. Da quell’anno fratel Agostino deve riconvertirsi per qualche tempo a compiti più redazionali: dal 1976 al 1982 è impegnato nella redazione libri della comunità di Tokyo-Wakaba. Dal 1982 al 1988, sempre in quella casa, ricopre il ruolo di Direttore generale dell’apostolato e di responsabile dell’editoriale Chuo-shuppansha. Seguono due anni come vice proto a Tokyo-Hachioji (1988-1990), due in libreria a Tokyo-Wakaba (1990-1992) e due come responsabile del settore vendita (1992-1994). Fratel Agostino ricopre nel tempo anche compiti più istituzionali: dal 1991 al 1993 è Consigliere provinciale, dal 1997 al 1999 Economo provinciale e dal 2003 al 2007 Delegato per la comunità di Fukuoka (e responsabile delle edizioni di quella comunità). Dal 2009 fino alla morte vive nella comunità di Tokyo-Wakaba.

Come si vede la vita di fratel Makiyama si è dipanata lungo gli anni negli apostolati e nei ruoli più disparati, segno di un eclettismo e una capacità di adattamento che ne hanno fatto uno dei punti di riferimento della Provincia Giappone. Lo si può definire, nelle parole dei fratelli che gli sono stati a fianco, uno dei pionieri paolini di quella terra. Molto robusto fisicamente, essenziale di carattere, di poche parole ma allo stesso tempo socievole, capace di assumersi grandi responsabilità nonostante la scarsa formazione avuta nel periodo fondazionale, ha sempre accolto tutti gli incarichi affidati con fede nel Maestro Divino.

Fin da giovane soffriva ai polmoni, circostanza che lo ha costretto in sanatorio per alcuni mesi durante gli anni di juniorato. Lo scorso marzo gli era stato prognosticato un brutto tumore al pancreas. Dopo l’intervento chirurgico era ritornato in Comunità, ma all’inizio di gennaio il quadro clinico ha cominciato a peggiorare. Il 19 gennaio è stato ricoverato in ospedale a Tokyo, dove è deceduto nella notte del 23 gennaio.

Fratel Agostino ha offerto tutto se stesso con generosità per la missione paolina. Fedele sino alla fine alla partecipazione della Messa comunitaria e alla visita eucaristica, è anche grazie al suo esempio vivo che in Giappone sono nate tante vocazioni di Discepoli paolini. Alla sua intercessione affidiamo il buon esito del prossimo Intercapitolo di Aparecida (Brasile).

 

Roma, 25 gennaio 2018                                   

Don Stefano Stimamiglio, ssp
Segretario generale


Le esequie saranno celebrate alle ore 13.30 del 26 gennaio 2018 presso la cappella della Comunità paolina di Tokyo-Wakaba. Lo stesso giorno il corpo di fratel Agostino sarà cremato. La sepoltura nella nostra cappella del cimitero cattolico di Fuchu (Tokyo) avverrà, secondo le tradizioni locali, fra circa 2 mesi.

 I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


ITAESPENG

Agenda Paolina

04 Aprile 2020

Feria (viola)
S. Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa (è consentita la commemorazione)
Ez 37,21-28; Cant. Ger 31,10-13; Gv 11,45-56

04 Aprile 2020

* SSP: 1884 a San Lorenzo di Fossano (Italia) nasce Giacomo Alberione - 1988 a Quito (Ecuador) - 2013 a S. Paulo, Alice de Castro (Brasile) - 2015 a Eluru (India) - 2016 ad Asunción (Paraguay) • FSP: 1937 a Reggio Calabria (Italia) - 1985 a Dae Jeon (Corea) - 1990 a Kwangju (Corea) - 2005 a Yeo Ju (Corea) • PD: 1962 a Madrid (Spagna) - 1966 Casa DM a Czestochowa (Polonia) - 1984 a Daegu (Corea) - 1988 arrivo in Ecuador - 2006 arrivo nella Rep. Pop. del Congo.

04 Aprile 2020

SSP: D. Cecilio Ortiz Marroquín (2018) • PD: Sr. M. Amabilis Barbero (1962) • IGS: D. Zeno Zenobi (1994) - D. Angiolino Boccardo (2018) • ISF: Matteo Ruiu (2005) - Rosa Cerrito (2014) - Anna Maria Rondina Battisti (2018).

Pensieri del Fondatore

04 Aprile 2020

Tutto il suo (Don Alberione) fare e il suo dire dimostra l’uomo incentrato in Dio, l’uomo distaccato dal mondo e tutto incentrato in Dio: dal qual centro tutto pensa, muove, e giudica (Diario, 3 gennaio 1918).

04 Aprile 2020

Todas sus obras (del P. Alberione) y su decir muestra al hombre centrado en Dios, al hombre despegado del mundo y totalmente focalizado en Dios: desde ese centro lo piensa, mueve y juzga todo (Diario, 3 enero 1918).

04 Aprile 2020

Everything of his (Father Alberione) doing and of his saying proves the man to be centred in God, the man detached from the world and all centred in God: from that centre he thinks, he moves and he judges everything (Diario, January 3, 1918).