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Qui., Fev.

Le Scelte Programmatiche affidate dal Capitolo generale 1975 al Governo generale (così si chiamava il documento con le linee operative uscite dal III Capitolo generale). Sono 23 in totale. Quelle “circa il problema delle vocazioni e della loro formazione” sono cinque: dalla 7a alla 11a. Si riferiscono direttamente al tema vocazionale la n. 7, che indica come “urgente un’azione di animazione vocazionale generale”, e la n. 8 che suona così: “Perciò (il Capitolo Generale) stima urgente e vitale che tutti i paolini, individualmente e comunitariamente, si sentano impegnati a dare il loro entusiastico contributo al problema vocazionale con la preghiera, la testimonianza della vita e la promozione diretta. Quindi, ogni Provincia, per favorire la sensibilizzazione e la corresponsabilità di tutti i fratelli al problema delle vocazioni, curi la erezione di un efficiente Centro provinciale delle vocazioni (CPV), attento alle condizioni religiose e sociale del paese in cui si opera”. Dietro questa scelta capitolare, che potrebbe sembrare troppo schietta, c’è l’apporto denso e propositivo della commissione capitolare che si occupò della Formazione. Questa commissione partì da una costatazione: i punti di maggiore insistenza sulla formazione emergenti dalla consultazione della base, in preparazione al Capitolo Generale Speciale, furono: la situazione vocazionale, la scelta e formazione dei formatori e la formazione specifica; questi temi furono sottolineati nel 1973, nella Riunione Intercapitolare dei Superiori maggiori, e tornarono a galla nelle risposte al questionario precapitolare del 1975. La commissione concludeva: “È necessario riproporre delle scelte pratiche su questi stessi aspetti della formazione, che costituiscano dei punti di partenza molto limitati, ma concreti, controllabili a breve termine e che ci stimolino ad uscire da una certa rassegnata passività”. La scelta pratica proposta dalla commissione a proposito della promozione vocazionale è espressa in termini energici; dice, infatti, che dalla relazione del Superiore generale e dalla inchiesta sulla Congregazione, “risalta, con urgenza allarmante, il problema vocazionale”. Invita “ad una mobilitazione generale di tutte le nostre forze per offrire al grave problema vocazionale la testimonianza, la preghiera e l’opera promotrice”. Denuncia l’inopportunità di lasciare da soli i vocazionisti, scaricando su di loro la responsabilità, e mette in evidenza il bisogno di coinvolgere tutti i membri, “i singoli e le comunità, specialmente quelle apostoliche”. Fa notare la complessità del problema vocazionale e i cambiamenti che si stanno avverando: la promozione dei preadolescenti sempre più deludente e l’urgenza di avviare “almeno in forma parallela una programmata azione vocazionale per gli adolescenti e per i giovani adulti” . Come punto di partenza per un rinnovato impegno, propone la erezione e il funzionamento del Centro Provinciale delle Vocazioni (CPV), già suggerito dal Capitolo Generale Speciale (cf nn. 580-583 dei Documenti Capitolari). Al suddetto CPV, la commissione attribuisce questi compiti: - coordinare la promozione vocazionale provinciale; - studiare la situazione socio-religiosa locale; - elaborare forme di animazione vocazionale per la sensibilizzazione delle comunità (giornate di preghiera, incontri, ecc.); - cercare con i responsabili dei centri di apostolato il modo adatto con cui tali centri siano anche richiamo vocazionale, 4 - lavorare con le altre istituzioni della FP e con la Chiesa nella pastorale vocazionale. Per quanto riguarda la struttura del CPV, la commissione proponeva: che fosse presieduto dal Superiore maggiore; che ne facessero parte i promotori vocazionali della Circoscrizione, con possibilità di partecipazione anche per rappresentanti delle altre istituzioni della FP; che il CPV orientasse i propri programmi di azione partendo da un attento esame dell’ambiente; che si facessero delle verifiche almeno una volta all’anno; che il Superiore maggiore stabilisse un fondo comune per le attività a vantaggio del CPV. Continuazione: Terza Parte: la Formazione nel III Capitolo generale

Agenda Paulina

20 fevereiro 2020

Feria (verde)
Gc 2,1-9; Sal 33; Mc 8,27-33

20 fevereiro 2020

* FSP: 1894 a Castagnito d’Alba (Italia) nasce Teresa Merlo - 1994 a Guwahati (India) e Casa S. Tecla ad Antananarivo (Madagascar) - 1995 ad Abidjan (Costa d’Avorio) - 2001 Casa RA a Kinshasa (Rep. Dem. del Congo) - 2005 a Tulear (Madagascar).

20 fevereiro 2020

SSP: Fr. Luigi Toffoletto (1993) - Nov. Yves Zelo (2017) • FSP: Sr. Gregorina Baroni (1999) - Sr. Elena Ravotto (2004) • PD: Sr. M. Teresa Binello (1985) - Sr. M. Aurelia Colesso (1996) • IGS: D. Enrico Lazzarini (2008) - D. Marsilio Galli (2009) • IMSA: Palmira Teixeira Gonçalves (2001) - Giuseppina Galiano (2002) • ISF: Natalia Accattino (1984).