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Seg., Fev.

La frase riportata come titolo di questo scritto è citata da Papa Francesco nella lettera inviata al cardinale Marc Ouellet, presidente della Pontificia commissione per l’America latina, il 19 marzo 2016 ed esprime bene lo stato di tale realtà ecclesiale oggi. Dal Concilio ecumenico Vaticano II in poi si è parlato e si parla tutt’oggi molto dei laici. Ma se l’orologio si è fermato vuol dire che pur essendo il tema molto importante non si è riusciti ancora a sviluppare pensiero e linee di azione su tale realtà. Potrebbe essere già un passo avanti se tutti avessimo la convinzione che è un tema importante e urgente da affrontare e sviluppare, senza averne paura e senza equivoci o travisamenti. E lo dobbiamo urgentemente affrontare non tanto perché abbiamo bisogno dei laici e che, quindi, per il futuro essi avranno un ruolo sempre più allargato nella Chiesa. La ragione e la visione che dobbiamo avere sono molto più profonde.

Dice Papa Francesco, sempre nella lettera citata: “Guardare al Popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo sacramento, quello che sugella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il battesimo. Attraverso di esso e con l’unzione dello Spirito Santo, (i fedeli) “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” (Lumen gentium, n. 10). La nostra prima e fondamentale consacrazione affonda le sue radici nel nostro battesimo. Nessuno è stato battezzato prete né vescovo. Ci hanno battezzati laici ed è il segno indelebile che nessuno potrà mai cancellare. Ci fa bene ricordare che la Chiesa non è una élite dei sacerdoti, dei consacrati, dei vescovi, ma che tutti formano il Santo Popolo fedele di Dio. Dimenticarci di ciò comporta vari rischi e deformazioni nella nostra stessa esperienza, sia personale sia comunitaria, del ministero che la Chiesa ci ha affidato.”

Siamo tutti entrati mediante il Battesimo nella Chiesa con la dignità di laici e tutti, laici, vescovi, consacrati e sacerdoti formiamo “il santo popolo fedele di Dio”. E’ questo il punto di partenza di ogni riflessione sui laici. E’ da qui che deve partire ogni sviluppo di pensiero sul laicato; è da questo principio/presupposto che devono derivare le scelte operative, i cammini e le linee di azione, le modalità associative, le collaborazioni, le richieste formative o corsi di formazione ed è su questo che costantemente ne va verificato il percorso. Non siamo noi preti a dare una identità, un riconoscimento e un valore ai laici. Essi godono di per sé di una propria identità facendo parte del Popolo di Dio con il Battesimo. Non siamo noi benignamente a dovergliela concedere.

Siccome i laici sono sempre stati accanto a noi paolini, o come laici cooperatori (dal 1917 ad oggi) o come laici collaboratori, il mio intento è di verificare se la Società San Paolo ha sviluppato, lungo gli anni, un pensiero su questo tema e se c’è, qual è questo pensiero.

Per cominciare ad avvicinarmi a questa realtà, ho preso in esame tutti gli Atti e relativi Documenti finali dei nostri Capitoli generali, a cominciare da quello speciale del 1971 fino all’ultimo del 2015. E’ un primo step di una possibile ricerca, non senza aver prima chiarito che nei nostri Documenti, principalmente in quelli del Capitolo speciale del 1971, si parla indistintamente di “laici cooperatori” e “laici collaboratori”. La distinzione, pur rivolgendosi a identità diverse, potremmo dire che è solo strumentale/funzionale, ma la matrice è la stessa: il laicato. Nei Capitoli generali successivi non viene più menzionata questa distinzione e si parla solo di collaboratori laici, laici e, a volte, di laicato.

Questa potrebbe essere una introduzione al tema in oggetto che verrà sviluppato in successive puntate. Chi volesse intervenire su questo tema o avesse del materiale utile può indicarmelo o farmelo pervenire. Lo ringrazio fin da ora. 


Don Vito Fracchiolla, Vicario generale, è il Delegato generale per gli Istituti Paolini di Vita Secolare Consacrata e i Cooperatori Paolini

La sezione "In Dialogo" vuole essere uno spazio di formazione, dialogo e interazione tra i membri della Famiglia Paolina di tutto il mondo. Invitiamo, quindi, tutti voi a commentare gli articoli qui pubblicati e anche, per chi se la sente, a inviare un testo da pubblicare. Questi contributi saranno sempre benvenuti per arricchire il nostro... dialogo!

 

Agenda Paulina

23 fevereiro 2020

VII del Tempo Ordinario (verde)
Lv 19,1-2.17-18; Sal 102; 1Cor 3,16-23; Mt 5,38-48

23 fevereiro 2020

* SSP: 1982 a Campinas (Brasile).

23 fevereiro 2020

SSP: D. Leo Sartor (2007) • FSP: Sr. M. Lilia Ranieri (1990) - Sr. M. Silvana Guerriero (1998) - Sr. Clelia Bianco (2000) - Sr. Concettina Borgogno (2003) - Sr. Stefanina Busso (2003) - Sr. Anna Maria Prandi (2010) • PD: Sr. M. Corradina Panella (1996) • IGS: D. Pietro Burgio (1999) - D. Nicola Rutzu (2005) • IMSA: Lina Conte (1983) • ISF: José Guadalupe Paredes (2008) - Maria Permunian (2015).