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Si è aperto oggi ad Ariccia il secondo Seminario internazionale degli editori paolini (SIEP), con circa 60 partecipanti provenienti dalle 18 Circoscrizioni Paoline e dagli altri Istituti della Famiglia Paolina. Dal primo SIEP, che si è tenuto nel 1988, sono passati quasi trent’anni. Nel frattempo il mondo è molto cambiato e noi paolini siamo chiamati a nuove sfide apostoliche.

L’ha messo in rilievo il Superiore generale don Valdir José De Castro nella sua relazione introduttiva. In questi anni sono stati fatti molti passi avanti, ma rimangono alcune domande fondamentali a cui dare risposta: «Chi è l’Editore paolino in una società in continua trasformazione, principalmente con l’avvento delle tecnologie digitali? Come si presenta l’editoria paolina oggi, messa a confronto con le altre editorie, religiose e laiche, in una realtà sempre più complessa, plurale e dinamica? A chi vogliamo arrivare? Come vogliamo arrivare? Come ci organizziamo per portare avanti la nostra missione?». Senza dimenticare che «il mondo può cambiare, ma la sfida per noi continua a essere quella di dare Gesù Maestro Via, Verità e Vita (dogma, morale e culto) agli uomini e alle donne, con tutti i linguaggi della comunicazione via via disponibili».

Nella prima giornata i lavori del Seminario si sono focalizzati sulla comprensione della società attuale, con l’aiuto di studiosi ed esperti. In primo luogo il professor Massimo di Felice, docente di comunicazione presso la Universidade de São Paulo (ECA-USP), in Brasile, che ha tenuto due conferenze. Una su “L'era digitale: caratteristiche principali di una società in continua trasformazione”; l’altra, nel pomeriggio, sui nuovi paradigmi della comunicazione.

Altri contributi alla riflessione sono venuti dai partecipanti a una tavola rotonda sull’impatto del digitale nella società contemporanea. La psicologa Michela Pensavalli, docente presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, ha messo in rilievo gli aspetti pedagogici e psicologici; don Paolo Benanti, docente associato di Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha presentato gli aspetti etici e antropologici (il suo intervento è giunto attraverso un video); infine don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Cei, ha analizzato gli aspetti religiosi. Tanta carne al fuoco, dunque, nella prima giornata dei lavori. Tante provocazioni. Che hanno stimolato la riflessione dei sette gruppi di studio, per individuare le sfide e le opportunità che la società odierna impone all’apostolato paolino.