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Cari fratelli e sorelle,

porgo a voi il mio personale saluto e quello di tutto il Governo generale, ringraziandovi per la vostra presenza a questo 2º Seminario Internazionale degli Editori Paolini, a cui partecipano rappresentanti di tutte le nostre Circoscrizioni sparse nel mondo, oltre ad alcuni membri della Famiglia Paolina. Benvenuti a tutti!

Siamo radunati a questo evento, anzitutto, come «apostoli comunicatori e come consacrati»[1] che, nella scia dell’apostolo Paolo, sono a servizio del Vangelo che è potenza di Dio e salvezza per tutta l’umanità (cfr. Rm 1,16). Anche noi abbiamo creduto e perciò vogliamo parlare (cfr. 2Cor 4,13) del Vangelo in un mondo sempre più globalizzato e plurale, servendoci – in qualità di Editori paolini – di tutti i linguaggi della comunicazione alla luce del carisma ereditato dal nostro Fondatore, il Beato Giacomo Alberione.

Come è stato illustrato nella Lettera di Convocazione dell’8 maggio scorso, questo Seminario è nato dalla riflessione fatta all’interno del Governo generale riguardo alla linea operativa 1.1.2, del X Capitolo generale, che ci chiedeva di aggiornare il documento Linee editoriali, contenuti, destinatari dell’apostolato paolino[2]. Riflettendo su questa richiesta, abbiamo ritenuto più propizio assolvere tale impegno facendolo precedere da uno studio più approfondito sulla realtà editoriale di oggi.

L’idea di realizzare questo Seminario – che già pure era stata pensata dal Governo generale precedente – è stata sostenuta non soltanto in vista del rinnovamento delle linee editoriali, ma anche perché vediamo come una vera urgenza per tutta la Congregazione capire in quale direzione va l’editoria, considerando i cambi che si sono prodotti nell’ambito della comunicazione, specialmente con l’avvento delle tecnologie digitali.

Queste sono le motivazioni che – dopo avere condiviso l’idea di questa iniziativa con i Superiori di Circoscrizione nell’incontro del giugno 2016 – ci hanno spinto a realizzare questo 2º Seminario Internazionale degli Editori Paolini, affidando la sua organizzazione al CTIA e convocando ad esso tutti i Direttori generali dell’apostolato e i Direttori editoriali delle nostre Circoscrizioni, insieme ad altri Paolini e membri della Famiglia Paolina che pure esercitano un’attività di tipo editoriale.

A titolo soltanto di introduzione generale a questo Seminario, voglio sottolineare quattro punti che vedo importanti per l’inizio dei nostri lavori.

  1. Un breve accenno storico: dal 1988 ad oggi

Il 1º Seminario Internazionale degli Editori Paolini, svoltosi ad Ariccia-Milano dal 17 settembre al 2 ottobre 1988, ha cercato di rispondere ad alcune domande riguardo all’editoria paolina[3]: chi è l’Editore paolino? Quali concrete scelte opera l’Editore paolino nella Chiesa e nella società in cui svolge la propria missione? A chi si rivolge? Come si può arrivare ai suoi destinatari?

Ricordiamo che quell’evento è stato celebrato alla soglia dei 75 anni dalla nascita della nostra Congregazione. Degli Atti prodotti allora voi avete già ricevuto la versione digitale con le relazioni e le proposte presentate nel Documento Finale dai gruppi di lavoro divisi in tre settori di apostolato: Periodici, Libri e Audiovisivi. Riguardo agli interventi, i relatori hanno cercato di presentare il percorso storico-carismatico dell’editoria paolina e di situare quel 1° Seminario nel contesto sociale, ecclesiale e mass-mediale dell’epoca. Essi, inoltre, sono entrati nel vivo di tematiche concernenti l’organizzazione e la gestione aziendale e lo studio del mercato, sempre  con l’obiettivo di dare nuovo impulso e maggior chiarezza all’editoria paolina, nel senso qualitativo, quantitativo e professionale, e in una prospettiva di cooperazione internazionale.

Non possiamo negare che la Congregazione in questi ultimi anni – ispirata non solo da questo Seminario ma anche rispondendo agli orientamenti dei vari Capitoli generali e Intercapitoli che si sono succeduti nel tempo – ha fatto un cammino significativo attraverso diverse iniziative ed eventi nonché l’elaborazione di documenti orientativi nel campo formativo, apostolico e organizzativo. Enumeriamo alcune delle iniziative che fanno parte della nostra storia come Editori paolini, organizzate in particolare nelle ultime tre decadi:

1988 (Ariccia-Milano, 17 settembre – 2 ottobre) – 1º Seminario Internazionale degli Editori Paolini.

1988 (14 novembre) – Costituzione del Comitato Tecnico Internazionale dell’Apostolato (CTIA).

1991 (29 novembre) – Nascita del CIDEP (Centro Ibero-americano degli Editori Paolini).

1992 (aprile) – Presentazione ufficiale del Marchio comune nel VI Capitolo generale.

1992 – Nascita del CAP-ESW e del Gruppo Europa (inclusi Canada e Congo);

1992 (Alba, 7–9 ottobre) – Seminario su Organizzazione Apostolica e Multimedialità.

1994 (Ariccia, 12–23 ottobre) – Seminario Internazionale sulla Formazione Paolina.

1995 (Assemblea Intercapitolare di Caracas 2–13 maggio) – Approvazione ad experimentum del Manuale dell’Autorità nella Società San Paolo.

1996 (Ariccia, 14–24 ottobre) – Seminario su Gesù, il Maestro: ieri, oggi e sempre. La spiritualità del Paolino comunicatore.

2000 (riunione del Consiglio generale del 3-8 aprile) – Approvazione della Guida Metodologica per l’elaborazione di Progetti Apostolici circoscrizionali (rivista nel Consiglio generale del 10 ottobre 2016).

2001 (Ariccia, 29 aprile-7 maggio) – 1º Incontro Internazionale dei Direttori generali dell’apostolato sul tema Editore Unico Multimediale Paolino.

2005 (16 novembre) – Approvazione delle Linee editoriali, contenuti, destinatari dell’apostolato paolino.

2007 (26 novembre) – È costituito il Segretariato Internazionale per la Pastorale Vocazionale e la Formazione (SIF).

2008 (Ariccia, 18 giugno - 3 luglio) – Seminario sull’Attualizzazione del carisma paolino nel terzo millennio: spiritualità e missione.

2008 (Ariccia, 14-21 settembre) – 1º Incontro Internazionale dei Coordinatori generali della Promozione Vocazionale e della Formazione.

2009 (Ariccia, 19-29 aprile) – Seminario Internazionale su San Paolo.

2012 (22 novembre) – Approvazione dei seguenti Documenti: Criteri per gli sviluppi multimediali San Paolo; Politiche, procedure e controllo amministrativo nelle Circoscrizioni della Società San Paolo; Protocollo etico della Società San Paolo; Guida per l’elaborazione del Direttorio etico della Società San Paolo; Normativa sulle risorse umane.

2013 (4 aprile) – Costituzione del Centro Biblico San Paolo.

2014 (Ariccia, 23-25 novembre) – Seminario su Don Alberione, Fondatore.

2017 (7 marzo) – Approvazione della versione aggiornata del Manuale di Applicazione del Marchio.

2017 (Cinisello Balsamo, 23-28 maggio) – 1ª Assemblea Internazionale dei Referenti dei Centri Biblici san Paolo/Paulus.

2017 (6 giugno) – Approvazione delle Linee di Identità Pedagogiche e Scelte Operative Fondamentali per i Centri Paolini di Studi in Comunicazione (CPSC).

2017 (Ariccia, 16-21 ottobre) – 2º Seminario Internazionale degli Editori Paolini.

  

  1. Fare tutto per il Vangelo come Editori paolini

Un cammino, dunque, è stato fatto. Se gli orientamenti man mano emersi sono stati messi in pratica e se, quindi, abbiamo fatto dei passi in avanti; o se, invece, ci siamo fermati riguardo a qualche aspetto; o, addirittura, se siamo andati indietro in altri, lasciamo che un giudizio lo esprima questo nostro Seminario. Comunque, considerando l’itinerario descritto e avendo presente il mondo in costante cambiamento, riproponiamo ancora oggi le domande essenziali che riguardano la nostra missione: chi è l’Editore paolino in una società in continua trasformazione, principalmente con l’avvento delle tecnologie digitale? Come si presenta l’editoria paolina oggi, messa a confronto con le altre editorie, religiose e laiche, in una cultura dove tutte le persone e le istituzioni sono dentro l’universo della comunicazione, in una realtà sempre più complessa, plurale e dinamica? A chi vogliamo arrivare? Come vogliamo arrivare? Come ci organizziamo per portare avanti la nostra missione? Com’è il nostro rapporto con i nostri collaboratori-laici e qual è la loro reale partecipazione al nostro apostolato?

Anche se ci sono stati dei mutamenti nel modo di operare nel campo dell’editoria, non possiamo dire, però, che la nostra identità di Editori paolini, chiamati a vivere e ad operare nella logica del Vangelo, sia per questo cambiata. Il mondo può cambiare, ma la sfida per noi continua a essere quella di dare Gesù Maestro Via, Verità e Vita (dogma, morale e culto) agli uomini e alle donne, con tutti i linguaggi della comunicazione via via disponibili: «Dare in primo luogo la dottrina che salva. Penetrare tutto il pensiero e sapere umano con il Vangelo. Non parlare solo di religione, ma di tutto parlare cristianamente»[4].

Riguardo all’identità dell’Editore paolino, è per noi di riferimento permanente l’apostolo Paolo, con il suo stile di evangelizzazione che siamo chiamati ad assumere. Come lui, non possiamo accontentarci di ricevere e di trasmettere meccanicamente quanto abbiamo ricevuto dalla tradizione cristiana. Occorre reinterpretare e rielaborare. Come lui, anche noi siamo chiamati a usare la creatività per coniugare il fondamentale dato evangelico con le concrete situazioni culturali e vitali dei vari ambienti umani ed ecclesiali[5], aspetti che saranno approfonditi nel corso di questo Seminario.

Il X Capitolo generale ha sintetizzato, nel suo Obiettivo generale, verso dove la Congregazione vuole andare nei prossimi anni riguardo alla vita comunitaria, alla spiritualità, alla formazione e alla sua missione evangelizzatrice. Tutti aspetti che questo Seminario deve prendere in considerazione: «”Tutto faccio per il Vangelo” (1Cor 9,23). Attenti ai segni dei tempi, rinnovare lo slancio della nostra azione apostolica convertendo noi stessi, le nostre comunità e le nostre strutture apostoliche per arrivare a tutti, specialmente alle periferie, servendosi anche dei nuovi linguaggi della comunicazione»[6]

  1. Tutto faccio per il Vangelo” (1Cor 9,23). Il Vangelo, prima di tutto, è Gesù stesso, che «è luce, è novità, è energia, è rinascita, è salvezza»[7]. È il punto di partenza della nostra missione.
  2. Scrutare i segni dei tempi”, che sono quei grandi fatti, avvenimenti, atteggiamenti o relazioni, che caratterizzano la nostra epoca[8], per agire profeticamente nella storia.
  3. Rinnovare lo slancio della nostra missione”: non agire sempre nello stesso modo, ma adattarsi ad ogni realtà e periodo storico.
  4. Conversione” di noi stessi, delle nostre comunità e delle nostre strutture apostoliche”: senza “conversione” non c’è “rinnovamento”.
  5. Arrivare a tutti, specialmente nelle periferie”: avere anche presenti nelle nostre preoccupazioni e nelle nostre edizioni i poveri, gli emarginati, tutti coloro che vivono nelle periferie esistenziali, così come erano presenti nel cuore di Cristo, dell’apostolo Paolo, di Don Alberione. Questo aspetto è una componente essenziale della nostra missione, che è veramente “pastorale”.
  6. Servirsi anche dei nuovi linguaggi della comunicazione”: cioè assumere con coraggio e audacia l’evangelizzazione nell’ambiente delle reti digitali.

Invitiamo tutti a entrare in questa prospettiva, a lasciarsi illuminare dalla logica del Vangelo, avendo presente che «ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale»[9].

 

  1. Con i diversi linguaggi della comunicazione

Nel 1° Seminario degli Editori Paolini, Don Renato Perino ricordava che «siamo nati dalla tipografia; siamo subito passati all’editoria della carta stampata. Ma, nonostante gli impulsi spesso audaci del Fondatore verso l’utilizzazione di tutti gli altri mezzi di comunicazione in una prospettiva di massa e di carattere audiovisivo (quotidiani, produzione cinematografica, emittenza radio e televisiva, dischi, ecc.), dobbiamo ammettere che, salvo contate eccezioni, non ci siamo granché spostati dai libri e dalle pubblicazioni periodiche»[10].

Oggi, dove siamo? Senza dubbio, l’editoria della carta stampata, in modo generale, è ancora la base del nostro apostolato, un mezzo di comunicazione che ci fa arrivare con il nostro messaggio a tante persone e che, per quasi tutte le nostre Circoscrizioni, continua ad essere la principale fonte di sostegno economico. Evidentemente, è un apostolato a cui dobbiamo continuare a dare attenzione e a proseguire con creatività e qualità, anche se ci da a pensare la domanda se, in questo ambito, noi siamo veri  editori o semplici stampatori.

In ogni caso, il nostro carisma è aperto, come avvertiva il nostro Fondatore che, elencando i mezzi del suo tempo, affermava: «Col nome “edizione” non intendiamo soltanto un libro: noi intendiamo altre cose. La parola edizione ha molte applicazioni: edizione del periodico, edizione di chi prepara il copione per la pellicola, di chi prepara il programma per la televisione, di chi prepara le cose da comunicare per mezzo della radio»[11].

La nostra vocazione e la nostra missione non si esauriscono né si identificano con alcun mezzo particolare, ma sono aperti ad ogni cambiamento della storia della comunicazione[12]. In questo senso bisogna affrontare con coraggio la realtà digitale che già da qualche tempo ci provoca a rivedere l’editoria paolina e ci invita a dare delle risposte concrete, per arrivare con il nostro messaggio a tutti quanti abitano questo ambiente. Solo per dare un’idea, «si calcola che nel 2016, su una popolazione mondiale di circa 7,3 miliardi di persone, ci siano 3,4 miliardi di utenti Internet, 2,3 miliardi dei quali attivi sui social e quasi 2 miliardi attraverso devices mobili (in crescita del 17% sull’anno precedente)»[13].

Oltre alla realtà dell’editoria, non possiamo dimenticare che la Congregazione – nell’ambito della sua missione docente e, specialmente, sulla spinta dei due ultimi Capitoli generali – si è aperta ai progetti dei Centri di studi sulla Bibbia e sulla Comunicazione. Riguardo al primo, già ci sono iniziative in atto che offrono ai nostri destinatari strumenti utili allo studio e all’approfondimento della Parola di Dio. In merito all’impegno pedagogico nella comunicazione, che integra a pieno titolo il nostro carisma[14], abbiamo ad oggi quattro Centri di Studi in Comunicazione nella Congregazione (Brasile, Filippine, India e Messico), e altri ancora in fase di progettazione, che devono diventare per l’Editore paolino non solo il luogo per lo sviluppo delle attività accademiche in vista della formazione di professionisti della comunicazione, ma anche dei veri e propri spazi di ricerca e di produzione di pensiero.

Altre iniziative che ci aprono a nuove forme di penetrazione nella società sono i Centri Culturali, gli eventi intorno alla Parola di Dio (Festival Biblico e Bible Quizz) e anche le librerie, che puntano ad essere non soltanto dei punti di vendita di prodotti, ma anche dei veri e propri centri culturali multimediali. Tutte queste espressioni, che devono integrare i singoli Progetti Apostolici, sono una grande opportunità per un contatto sempre più profondo con coloro che già sono i nostri destinatari ma anche per arrivare ad altre persone e altre realtà dove ancora non siamo presenti.

 

  1. Il contesto di una Chiesa in uscita. A chi vogliamo arrivare?

Il Vangelo, il carisma e la Chiesa sono tre realtà che devono camminare insieme. Infatti, «un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del Popolo santo di Dio per il bene di tutti. Un’autentica novità suscitata dallo Spirito non ha bisogno di gettare ombre sopra altre spiritualità e doni per affermare se stessa. Quanto più un carisma volgerà il suo sguardo al cuore del Vangelo, tanto più il suo esercizio sarà ecclesiale»[15].

Una Chiesa evangelizzatrice è una Chiesa in uscita, in movimento. È lo stesso che parlare di una Chiesa segnata da uno stile missionario, che prende atto dell’urgenza di una “nuova evangelizzazione”, espressione che per noi Paolini ha un colore tutto speciale[16]. La Chiesa deve pensarsi “in uscita” perché è missionaria e perché il cuore e il fine della missione è l’annuncio del Vangelo.

La Dichiarazione dell’ultimo Capitolo generale ha affermato che siamo Chiesa e con la Chiesa vogliamo essere una Congregazione in uscita[17]. Con altre parole il nostro Fondatore parlava proprio di questo quando insisteva sulla necessità della Famiglia Paolina di avere una grande apertura verso il mondo, quando faceva riferimento alle edizioni che dovrebbero prendere in considerazione le necessità reali della gente: «La Famiglia Paolina ha una larga apertura verso tutto il mondo. Le edizioni devono essere indirizzate a tutte le categorie di persone; tutti i problemi e tutti i fatti vanno giudicati alla luce del Vangelo. [...] Nell’unico apostolato di far conoscere Gesù Cristo si deve illuminare e sostenere ogni apostolato e ogni opera di bene; si deve portare Cristo nel cuore di tutti i popoli; si deve far sentire la presenza della Chiesa in ogni problema con spirito di adattamento e comprensione per tutte le necessità pubbliche e private»[18].

Evidentemente, parlare di una Congregazione “in uscita” non significa che ognuno deve andare dove vuole. L’“uscire” deve avere alla sua base un progetto chiaro di evangelizzazione, che sia rivolto alle persone concrete del nostro tempo, con una struttura e una metodologia di lavoro ispirate ai valori cristiani, con Paolini e laici-collaboratori consapevoli che senza un autentico spirito evangelico qualsiasi nuova struttura si corrompe in poco tempo[19].

Anche se dobbiamo essere attenti alla legge del commercio, dell’industria e dell’amministrazione, così come a quella di una gestione economica sempre più professionale, non possiamo però ridurci a semplici managers. Siamo apostoli. Come avvertiva il nostro Fondatore, «non c’era bisogno di un istituto religioso per fare dell’industria! Non occorrono persone consacrate a Dio per fare del commercio!»[20].

Un altro dato importante è che noi Paolini non siamo nella Chiesa per essere soltanto dei trasmettitori, anche se di contenuti edificanti. Siamo chiamati pure ad “essere Chiesa”. Infatti, quando papa Francesco chiede ai cristiani di tutte le comunità del mondo una testimonianza di comunione fraterna che diventi «attraente e luminosa»[21], una «comunione nelle differenze»[22], interroga, evidentemente, anche noi Editori paolini.

A noi Paolini non può bastare arrivare a tutti con il messaggio della Chiesa. Parlando più concretamente, non ha senso promuovere, attraverso i nostri mezzi, una Chiesa-comunione, sensibile ai poveri e agli emarginati, come ci chiede il magistero pontificio, se al nostro interno viviamo uno stile di vita e di lavoro individualistico, piramidale, senza partecipazione, senza ascolto.

Non possiamo dimenticare che «ad ogni ecclesiologia corrisponde una specifica comunicazione editoriale»[23], ma pure un modo di essere e di lavorare. In questo senso, una ecclesiologia di comunione e di partecipazione, aspetti intrinseci anche nel lavoro pastorale dell’apostolo Paolo, ci richiede oggi una comunicazione interattiva, imprescindibile per vivere e lavorare in sinergia. 

Questi aspetti ci inducono anche a pensare al nostro rapporto con la Famiglia Paolina e a vedere fino a che punto c’è oggi effettiva collaborazione nel campo dell’apostolato, in particolare con le Figlie di san Paolo, che hanno il nostro stesso apostolato, e cosa stiamo facendo concretamente a questo riguardo.

 

Carissimi partecipanti a questo 2° Seminario Internazionale degli Editori Paolini, la metodologia di questo incontro è stata pensata in modo che la vostra presenza non sia limitata a quella di semplici uditori, ma che possiate anche dare la vostra attiva collaborazione condividendo le vostre conoscenze e la vostra esperienza. Vogliamo, in verità, fare un lavoro di squadra che ci aiuti a pensare l’editoria oggi in chiave paolina. Come già vi siete resi conto, questo Seminario sarà più breve del primo anche perché alcuni temi, specialmente riguardo all’organizzazione e all’amministrazione, già sono stati largamente discussi e alcuni passi sono stati già fatti in questo senso, come abbiamo sopra accennato.

Speriamo di arrivare al termine del Seminario con qualche indicazione che ci aiuti a rivedere e ad aggiornare le linee editoriali della Congregazione. Tuttavia, oso dire che, anche se alla fine dovessimo avere più domande che risposte, almeno questo ci mostrerà dove realmente siamo, ci darà quella giusta consapevolezza che certamente ci aiuterà a fare dei passi in avanti. Quello che non possiamo fare è, invece, di restare con le braccia incrociate, assistendo come meri spettatori a un mondo che va sempre più avanti.

Gesù, il Maestro, illumini con il suo Spirito il nostro cammino e ci aiuti a svolgere i nostri lavori con lo stesso zelo apostolico dell’apostolo Paolo e del Beato Alberione.

Buon seminario a tutti!

  

Ariccia, 16 ottobre 2017

 

Don Valdir José De Castro

Superiore generale

 

 


 

[1] X Capitolo Generale, Dichiarazione capitolare Evangelizzare oggi nella gioia come apostoli comunicatori e come consacrati.

[2] Cfr. X Capitolo Generale, Linea Operativa 1.1.2.

[3] Renato Perino, Introduzione al Seminario Internazionale per gli Editori della Società San Paolo, in Atti del Seminario Internazionale Editori Paolini, Ariccia-Milano, 17 settembre-2 ottobre 1998, pp. 13-14.

[4] Giacomo Alberione, AD 87.

[5] Cfr. Romano Penna, Essere cristiani secondo Paolo, Marietti, Casale Monferrato, 1979, p. 14-15.

[6] X Capitolo generale, Obiettivo 2015-2021.

[7] Papa Paolo VI, Ecclesiam Suam, n. 61.

[8] Cfr. Papa Paolo VI, Ecclesiam Suam, n. 52.

[9] Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 11.

[10] Don Renato Perino. Introduzione al Seminario Internazionale, op. cit., p. 19.

[11] Giacomo Alberione, Pr 1954, 137.

[12] Cfr. Silvio Sassi, Unico Editore Multimediale Paolino. Incontro mondiale dei Direttori generali delle attività apostoliche, Ariccia, 30 aprile-5 maggio 2001, p. 1.

[13] Vittorio Meloni, Il crepuscolo dei media. Informazione, tecnologia e mercato, Laterza, Bari, 2017, p. 83.

[14] Cfr. Costituzioni e Direttorio, art. 74.

[15] Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 130.

[16] «Capitolo dopo capitolo, la lettura di AS fa assaporare la “novità” del carisma paolino che viene descritto come una “nuova forma di evangelizzazione” poiché, con i cambiamenti storici dell’epoca, la missione della parrocchia territoriale e del parroco con i suoi fedeli, non era più sufficiente per raggiungere le masse lontane dalla fede. In questa visione apostolica, la stampa è “vera” evangelizzazione, completa e di pari dignità con l’evangelizzazione del ministero parrocchiale: “la predicazione scritta accanto alla predicazione orale» (Silvio Sassi, Lettera del Superiore generale “Evangelizzare nella comunicazione con la comunicazione”, Bollettino San Paolo, n. 446, novembre 2014, p. 3).

[17] X Capitolo Generale, Dichiarazione Capitolare: Evangelizzare oggi nella gioia come apostoli comunicatori e come consacrati.

[18] Giacomo Alberione, lo sono con voi, pp. 17ss, in Mi protendo in avanti, pp. 42ss.

[19] Cfr. Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 26.

[20] Giacomo Alberione, Haec Meditare II, 1948, pp. 173-174.

[21] Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 99.

[22] Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 228.

[23] Silvio Sassi, Contesto comunicativo mediale e presenza Cristiana, in Atti del Seminario Internazionale degli Editori Paolini, Ariccia-Milano 17 settembre-2 ottobre 1988, p. 92.