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Sab, Feb

Alle 16,45 (ora locale) del 22 settembre 2016, presso l’Hospital del Sagrado Corazón de Jesús di Guadalajara (Messico), ha raggiunto la vita eterna il nostro fratello sacerdote

DON CLEMENTE ADRIÁN CORNAGLIA
87 anni di età, 73 di vita paolina, 68 di professione religiosa e 59 di sacerdozio

Con la dipartita di don Cornaglia si è compiuto definitivamente il passaggio del testimone tra le prime generazioni di Paolini italiani, che hanno fondato la Provincia Messico-Cuba, e i loro “figli”, che hanno continuato lo sviluppo delle attività apostoliche e l’espansione del carisma paolino. Il Messico perde in don Adrián un padre, che ha donato il meglio della sua vita per il bene delle anime in quella porzione del continente americano.

Nato il 4 febbraio 1929 a Santa Vittoria D’Alba in Piemonte (Italia) da Giovanni Battista e Alfonsina, primogenito di cinque figli (aveva infatti tre fratelli e una sorella), Clemente entra in Casa ad Alba il 15 febbraio 1943. Emette la prima professione religiosa l’8 settembre 1948, aggiungendo il nome di Adriano (poi adattato in Adrián in lingua spagnola), e la professione perpetua esattamente cinque anni più tardi, l’8 settembre 1953. Il 25 gennaio 1957 viene ordinato sacerdote a Roma per l’imposizione delle mani di Mons. Ettore Cunial.

Particolarmente intelligente, come emerge dalle relazioni dei formatori, e di buona pietà, manifesta fin da giovane una grande generosità, accompagnata da un carattere un po’ “brontolone”, come ammetterà egli stesso nella sua fitta corrispondenza con i vari Superiori generali che si susseguono.

Appena ordinato, il Primo Maestro lo invia in Messico. Nel mese di agosto del 1957 lascia Genova su una nave diretta a Veracruz, una delle maggiori città portuali di quella nazione, con tappa a L’Avana. Nella capitale cubana incontra don Ugo Zecchin, fondatore della missione paolina in Messico, che gli chiede di sbarcare e di aiutare per un paio di mesi don Alvise Luigi Soppelsa nei non facili inizi della nostra storia a Cuba. Vi rimarrà, contribuendo all’apostolato cinematografico e formativo, fino a metà del 1958, vivendo in prima persona la vigilia di quegli straordinari e drammatici eventi bellici che, dalla storica “Battaglia di Santa Clara” (30 dicembre 1958), porteranno Fidel Castro e il comunismo al potere a Cuba (8 gennaio 1959).

Giunto in Messico, inizia la lunga storia del contributo di don Adrián alla vigorosa crescita dell’apostolato paolino in quella nazione. È nell’ordine: Maestro degli aspiranti (1958-1963) e Maestro dei novizi (1963-1971) a Città del Messico (e dal 1968 a Guadalajara), Superiore a Taxqueña (1973-1976), collaboratore di Edilux, società produttrice di musicassette e minimedia (1976-1983). Successivamente, a Guadalajara, ricopre il ruolo di Superiore (1983-1986), coordinatore dell’apostolato (1986-1996), Economo e responsabile della diffusione (dal 1996). A lui, in particolare, si deve uno sforzo notevole nel seguire con perizia i lavori di costruzione di alcune nostre storiche case in Messico, come, appunto, quella di Guadalajara (1968). Impegni notevoli che gli sono costati, analogamente a molti fratelli della sua epoca, tanta fatica e anche un malessere di tipo psicologico, poi positivamente rientrato.

«Il cuore di don Adrián, senza mai perdere le sue radici piemontesi», scrivono con gratitudine e affetto i fratelli messicani ricordando la sua figura, «è diventato messicano». Essi amano ricordarlo nei suoi migliori anni, tra un impegno apostolico e l’altro, posare per una foto con il sombrero in testa e a cavalcioni di un cavallo, sempre animato da «un coraggio ostinato e uno spirito imprenditoriale sostenuto da un temperamento da leader».

Intervistato nel libro “Primavera paolina messicana”, ebbe modo di dire: «Il messaggio più chiaro lo abbiamo nelle nostre cappelle: “Non temete”, “Io sono con voi. Da qui voglio illuminare”. “Abbiate il dolore dei peccati”. La nostra è un’opera di Dio e dobbiamo avere fiducia. I tempi cambiano ma l’ideale, che è da aggiornare continuamente, rimane sempre. I mezzi di comunicazione si evolvono e noi con coraggio dobbiamo cogliere le nuove opportunità per compiere la nostra missione di evangelizzare la società di oggi».

Dal 2010 don Cornaglia si trovava ricoverato nella nostra infermeria presso la comunità di Guadalajara, dedicata a “Santa María di Guadalupe”. Qui si è preparato per sei lunghi anni all’incontro definitivo col Maestro Divino. Lo scorso 20 settembre è stato ricoverato in ospedale a causa di un malessere, che dopo alcuni accertamenti si è rivelato essere tireotossicosi, diagnosticata insieme a un grosso tumore maligno intratoracico, che ha poi scatenato la fatale infezione polmonare.

A questo apostolo della Primavera paolina messicana affidiamo ora l’intercessione per la Provincia dove ha speso tutta la sua vita, perché essa sappia procedere con fede e coraggio lungo il cammino che, inaugurato con l’Assemblea dello scorso agosto, proseguirà con il Capitolo straordinario del 21-25 novembre prossimi.

Roma, 24 settembre 2016
Don Stefano Stimamiglio


I funerali si sono svolti sabato 24 settembre alle ore 10 (ora locale) nella comunità di Guadalajara. Le sue spoglie mortali saranno collocate nella cappella paolina del cimitero di Guadalajara.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Agenda Paolina

28 Febbraio 2020

Feria (viola)
Is 58,1-9a; Sal 50; Mt 9,14-15

28 Febbraio 2020

* SSP: 1994 a Suwon (Corea) • SJBP: 1992 a Santana do Livramento (Brasile).

28 Febbraio 2020

FSP: Sr. Angela Teresa Bagnati (1971) - Sr. Joan Mary Ravetto (1978) - Sr. Adelaide Prunotto (1989) - Sr. Ilba García (1992) - Sr. Amalia Milo (1999) - Sr. Bianca M. Zanoni (1999) - Sr. M. Fidelis Puebla Lobo (2008) - Sr. M. Marcellina Trincucci (2012) • SJBP: Sr. Rosa Maria Gomes (2017) • ISF: M. Giovanna Martina (1987) - Cosimo Corigliano (1998) - Ettore Serli (2003) - Rafael Juan Mangini (2006).

Pensieri del Fondatore

28 Febbraio 2020

Chi tiene conto del tempo, sa riempire e far fruttare le giornate; così pratica la povertà. È un complesso di attenzioni per contribuire al fine dell’istituto, ma soprattutto per praticare il voto (Prediche alle Suore Pastorelle, III, 112).

28 Febbraio 2020

Quien lleva cuenta del tiempo sabe llenar y hacer rendir los días; así practica la pobreza. Es un conjunto de atenciones para contribuir al fin del Instituto, pero sobre todo para practicar el voto (Predicación a las Pastorcitas, III, 112).

28 Febbraio 2020

One who takes time into account, knows how to fill and make the days bear fruit; this is how one practices poverty. It is a complex of attention to contribute to the purpose of the institute, but above all to practice the vow (Prediche alle Suore Pastorelle, III, 112).