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Sex., Set.

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Il beato Alberione era profondamente convinto – probabilmente più di chiunque altro al suo tempo – che ciò che più conta e che più è indispensabile nel nostro apostolato della comunicazione sia l’organizzazione. Organizzazione a vari livelli – internazionale, nazionale e locale – e in ogni aspetto della nostra missione.

Don Silvio Pignotti, ex Superiore Generale della Società San Paolo, nella sua introduzione all’Assemblea intercapitolare celebrata a Caracas nel maggio del 1995, così ha scritto, interpretando la mente del beato Giacomo Alberione: «La sfida di diventare un unico editore multimediale... Certe opere apostoliche, e anche alcune circoscrizioni, andranno in coma irreversibile a meno che non arrivino presto a collaborare a livello internazionale. Le relazioni che ne deriveranno porteranno certamente i loro problemi per le circoscrizioni stesse ed essi dovranno essere risolti con la buona volontà e l’impegno di tutti. Ma non ci sono alternative: o “ci uniamo per l’apostolato” – come il Fondatore ha insistito (cfr UPS 1, 382) – “o siamo destinati a diventare insignificanti e persino a scomparire in qualche parte del mondo».

L’organizzazione nel nostro apostolato non è più un’opzione ma è diventato ormai un obbligo; è ormai una questione di vera sopravvivenza nel mondo della comunicazione. Con la promulgazione del Manuale dell’Autorità nella Società San Paolo (marzo 1996) in risposta alla richiesta del nostro VI Capitolo Generale, la Congregazione ha previsto per l’apostolato una struttura organizzativa ben definita a tre diversi livelli: congregazionale (CTIA), inter-circoscrizionale (CIDEP, GEC e CAP-ESW) e circoscrizionale. La collaborazione apostolica a tutti i livelli ha come presupposto che ogni forma di organizzazione apostolica e ogni stessa struttura della Congregazione siano fatte per funzionare in modo efficace e che questo porterà a quel risultato in termini di cooperazione che il beato Alberione aveva immaginato per la Congregazione stessa.

I seguenti elementi sono tanto indispensabili quanto mancanti, almeno in parte, nell’organizzazione del nostro apostolato, fattore che ha lo reso di fatto molto debole e, a volte, non funzionale.

Cultura e disciplina del lavoro

Un forte impegno da parte di ogni Paolino a una cultura e a una disciplina del lavoro non è solo auspicabile ma addirittura essenziale. La qualità della nostra organizzazione apostolica sarà fortemente influenzata dalla nostra disponibilità a lavorare all’interno della struttura apostolica, così come pensata in termini generali dalla Congregazione e come adattata dalle singole circoscrizioni. La legge del lavoro, così come concepita dal nostro Fondatore, è un ricordo perenne per ogni Paolino di ogni generazione e ci parla della dignità del lavoro umano e della sua necessità per realizzare la missione paolina.

Il lavoro in squadra

Il nostro apostolato è per eccellenza comunitario (cfr. art. 15 Cost. e Dir.) e può essere raggiunto attraverso lo sforzo collettivo e il contributo di tutti i soggetti coinvolti. Uno dei nostri punti deboli, causa di tante lotte e fallimenti nei nostri sforzi apostolici, è la mancanza di spirito di squadra. Grandi e nobili iniziative apostoliche non hanno avuto successo e sono state abbandonate con grandi perdite a causa di conflitti sorti all’interno dei team di lavoro. Ogni debolezza in questo campo indebolisce l’intera “rete apostolica” della Congregazione.

Efficace gestione del tempo

Stiamo vivendo e lavorando in un mondo che si muove velocemente e il tempo è diventato il fattore più prezioso di ogni altro. Se il nostro Fondatore fosse vivo oggi avrebbe sicuramente collocato l’uso efficace del tempo come un modo concreto di vivere la povertà paolina e il fallimento in questo campo avrebbe il contemporaneo significato di fallimento personale nella stessa vocazione paolina. Nessuna organizzazione locale, nazionale o internazionale può lavorare in modo efficace e realizzare i suoi obiettivi se non entro un periodo di tempo stabilito.

Comunicazione

Una comunicazione efficace e tempestiva all’interno dell’organizzazione stessa e tra strutture organizzate collegate tra loro è il loro stesso respiro vitale. Nel nostro mondo globalizzato la comunicazione detiene le chiavi del successo in ogni campo della nostra esistenza. Efficienza, precisione e velocità nella comunicazione determineranno la qualità di ogni struttura organizzata.

Professionalità

Ciò che aiuterà l’organizzazione a realizzare i suoi obiettivi prefissati è il “tocco di professionalità” applicato al suo funzionamento a tutti i livelli. La professionalità è una combinazione di talento umano, preparazione, competenza ed esperienza. Di Capitolo in Capitolo è stato negli anni chiesto ai Paolini di ogni generazione di portare professionalità e di applicare sani principi di professionalità nei vari aspetti del nostro apostolato: a livello di organizzazione, pianificazione, esecuzione, valutazione e consolidamento. Le parole profetiche di don Pignotti – «o ci uniamo per l’apostolato o siamo destinati a diventare insignificanti e persino a scomparire in qualche parte del mondo» – dovrebbe suscitare in ognuno di noi la ferma volontà di collaborare non solo a livello internazionale ma a ogni livello. Tale collaborazione sarà possibile solo quando arriveremo a un apostolato organizzato secondo un vero spirito paolino.

Agenda Paulina

25 setembro 2020

Feria (verde)
Qo 3,1-11; Sal 143; Lc 9,18-22

25 setembro 2020

* FSP: 1979 Casa Alberione a S. Paulo (Brasile) • SJBP: 1965 a Sestri Levante (Italia).

25 setembro 2020

FSP: Sr. Rosa M. Onofre (1989) - Sr. M. Giovanna Nicosia (1993) - Sr. Emiliana Miserere (2008) - Sr. M. Carmine Kumaki (2014) • IMSA: Maria Concetta Citarda (1974) - Gloria García Sanchez (2015) • ISF: Paolo Bacci (2016) - Gino Eriani (2017).