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Ven, Fév

Tema, in italiano: Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia.
Inglese: New Technologies, New Relationships. Promoting a Culture of Respect, Dialogue and Friendship.
Spagnolo: Nuevas tecnologías, nuevas relaciones. Promover una cultura de respecto, de diálogo, de amistad.
Portoghese: Novas tecnologias, novas relações. Promover uma cultura de respeito, de diálogo, de amizade.
Francese: Nouvelles technologies, nouvelles relations. Promouvoir une culture de respect, de dialogue, d’amitié.
Polacco: Nowe technologie, nowe relacje. Szerzyć kulturę szacunku, dialogu i prźyjazni.
Tedesco: Neue Technologien - neue Verbindungen. Für eine Kultur des Respekts, des Dialogs, der Freundschaft.
 

COMUNICATO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
Vaticano, 29 settembre 2008

“Più che un semplice tema mi pare che il Papa ci ponga di fronte a un vero e proprio programma di lavoro”. È il primo commento dell’Arcivescovo Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, a quanto Benedetto XVI propone come traccia di riflessione per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che ha per titolo: “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”.

Quest’oggi, giorno della festa degli Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele, come da tradizione, viene solo annunciato il titolo del tema della 43ª Giornata, mentre il messaggio del Papa sarà diffuso successivamente, il prossimo 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. A parere di Mons. Celli quello del Papa è “un compendio degli impegni e delle responsabilità che la comunicazione e gli uomini della comunicazione sono chiamati ad assumersi in prima persona in un tempo così fortemente segnato dallo sviluppo delle nuove tecnologie mediatiche che, di fatto, creano un nuovo ambiente, una nuova cultura”. “In un certo senso - continua il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - si potrebbe dire che il Papa chiede oggi agli operatori della comunicazione quanto ha chiesto durante l’incontro con il mondo della cultura a Parigi, quello, cioè, di assumere un atteggiamento veramente filosofico: guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere”.

“Appare evidente un senso di fiducia del Papa nei confronti delle possibilità dei media”, aggiunge Mons. Celli, che ritiene “i media possano dare un grande aiuto nel favorire un clima di dialogo e di fiducia. Porre l’accento sul fatto che ai nuovi mezzi devono corrispondere nuove relazioni, significa toccare nel profondo il rapporto sul quale la comunicazione vive e si sviluppa; l’aggiornamento degli strumenti non segna semplicemente un passo avanti in senso tecnico, ma crea sempre nuove condizioni e possibilità perché l’uomo utilizzi e investa queste risorse per il bene comune e le ponga alla base di una crescita culturale ampia e diffusa”.

A questo proposito, Mons. Celli che in questi mesi ha incontrato molti operatori dei media e molti Vescovi, aggiunge che “se consideriamo che chi opera nei media è anzitutto un operatore culturale, non può non tornare alla mente quanto il Papa ha detto concludendo il suo discorso a Parigi agli intellettuali: Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi”. E dopo questo annuncio del tema del messaggio dell’anno prossimo cosa farà il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni? “Prenderà quanto mai sul serio quanto ci invita a fare il Papa. Proprio per questo, a marzo del prossimo anno, abbiamo in programma di incontrare i Vescovi responsabili della comunicazione in un seminario di studi organizzato in collaborazione con i Docenti universitari esperti di media e di comunicazione per giungere alla formulazione di una più precisa e moderna pastorale dei mezzi di comunicazione sociale”.