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Mer, Dic

1.2. Anche noi siamo partiti dalle possibilità della comunicazione di oggi per la missione paolina. Abbiamo osservato il magistero universale sulla comunicazione e ci siamo persuasi che occorre una ecclesiologia specifica nel rapporto “comunicazione e Chiesa”. Per innestarci in pieno nel nostro Fondatore, abbiamo richiamato alla memoria la sua elaborazione dei principali elementi che costituiscono la vita paolina. I lavori di gruppo hanno avuto la funzione di riflettere sull’attualizzazione del carisma paolino, aiutati da relatori, ma come atto creativo nostro. Non abbiamo bisogno di mendicare la nostra identità da altri, anche se specialisti in altri campi: il carisma paolino ci appartiene. Il risultato è “nostro” perché la vita paolina è la “nostra vita”. Non siamo venuti per sentirci dire chi siamo, ma per rafforzare la nostra identità valorizzando del materiale che altri ci hanno offerto.

1.3. Il Seminario è così un “esempio” per la Congregazione proponendo una metodologia che può essere ripresa a livello di ogni Circoscrizione: dalla missione all’attualizzazione di tutti gli elementi della vita paolina.
La necessaria opera di trasmissione per voi, non si limita certo, ad esempio, solo ai contenuti dei Professori che ci hanno aiutato. In ogni Circoscrizione si possono trovare persone capaci di aiutare i Paolini a prendere coscienza dell’evoluzione della comunicazione e del rapporto comunicazione e Chiesa. Il pensiero del Fondatore può essere spiegato da altri Paolini, purché si fondi su una seria conoscenza. L’opera di attualizzazione può essere adeguata ad ogni Circoscrizione, tenendo però conto di quanto è valido per tutta la Congregazione.
 
1.4. Al tempo stesso, l’esperienza vissuta da Paolini, si conclude anche con sei Progetti globali di "nuova" evangelizzazione per il terzo millennio. Che valore hanno questi lavori?
Saranno tenuti presenti nella preparazione di un testo preparato dal Governo generale per tutta la Congregazione entro il corrente anno. Saranno un contributo per il prossimo Capitolo generale, per l’impegno di rivedere le Costituzioni e la Ratio formationis. Saranno collegati all’incontro dei Coordinatori generali della formazione e al prossimo Seminario su San Paolo. Potranno essere di riferimento per una più attenta redazione del Progetto apostolico e dell’Iter formativo. Saranno un suggerimento alla creazione dell’Osservatorio paolino internazionale di comunicazione e alla preparazione di un mese di esercizi alberioniani nel 2009.

1.5. La Congregazione anche in questo momento storico è composta da 18 Circoscrizioni, ognuna delle quali ha specifiche caratteristiche. La scelta operata dagli ultimi Capitoli generali è di riuscire a realizzare la sinergia tra globale e locale. La creazione e il sostegno di organismi della curia generalizia a servizio di tutti, di organismi continentali di apostolato e formazione, ha lo scopo di non avere una centralizzazione, ma di evitare anche che ogni Circoscrizione sia una Congregazione.
A fatica e spesso costretti dalle necessità ci apriamo alla collaborazione all’interno della stessa Circoscrizione e agli organismi continentali. Ancora più a fatica si capisce che bisogna dilatare gli orizzonti delle singole Circoscrizioni per promuovere collaborazione e aiuti di ogni genere.

1.6. Compito del Governo generale è garantire l’unità delle diversità. Incoraggiare chi è più avanti senza permettere di essere delle avanguardie che sconfinano nell’utopia. Rassicurare chi ha maggiori difficoltà senza esigere che abbia un ritmo di crescita impossibile. Accompagnare il passo della maggioranza delle Circoscrizioni impedendo che si adagino tranquillamente nel presente e non sentano l’urgenza di progredire.
Questo diverso accompagnamento è biblicamente rappresentato nell’immagine del pastore che ha cura di tutto il suo gregge.
Non si attualizza il carisma paolino con la bacchetta magica. Forse si può compiere questa operazione in una raffinata descrizione teorica che può appassionare una minoranza ristretta. L’attualizzazione è tale quando diventa mentalità e atteggiamenti almeno della maggioranza dei Paolini. Non ci sono eserciti di soli generali e colonnelli. Gli strateghi militari possono pensare le tappe vincenti di una guerra, ma la guerra la combattono i soldati. La storia della nostra Congregazione possiede già esempi di “illuminati” che, presto o tardi, si sono trovati soli e abbandonati.
Occorre promuovere un’evoluzione motivata dal “mi protendo in avanti” di San Paolo in modo che cresca la mentalità comune senza impedire il nuovo e evitando di stare fermi o tornare indietro. Considero la celebrazione di questo Seminario un piccolo passo nella buona direzione di far crescere una mentalità condivisa da tanti Paolini. La maggiore conoscenza, l’ascolto delle diversità, la simpatia umana oltre che l’appartenenza alla stessa Congregazione, le possibilità di riflessione che si sono aperte, la dimensione universale della preghiera, sono alcuni frutti che considero molto positivi. Dobbiamo essere testimoni di ciò che abbiamo vissuto: merita spendere tutta una vita per il carisma paolino.

Agenda Paolina

10 Dicembre 2019

Feria (viola)
Is 40,1-11; Sal 95; Mt 18,12-14

10 Dicembre 2019

* SSP: 1934 arrivo in Giappone • FSP: 1965 a Liverpool (Inghilterra) • PD: 1928 a Sanfrè (Italia) - 1930 Casa DMSP a Catania (Italia).

10 Dicembre 2019

SSP: D. Michelino Gagna (1961) • FSP: Sr. Antonietta Sandri (1993) - Sr. M. Marcella Lucrezi (2005) - Sr. Angelina Fabbris (2008) • PD: Sr. M. Luisa Perlini (2000) - Sr. M. Adele Vitale (2015) - Sr. M. Antonietta Vazquez (2016) • SJBP: Sr. Rosaria Scaini (2001) • IGS: Mons. Angelo Campagna (1990) • IMSA: Maria Bacca (2004) • ISF: Luigi Zecca (2011).