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SISP: Comunicato 3

Scritto da Don Giacomo Perego, SSP on . Postato in SISP: Messaggi - Comunicati

SISPLa prima fase del Seminario si è conclusa venerdì 24 aprile 2009 a mezzogiorno con due forti richiami all’attualità del messaggio di Paolo di cui si sono fatti portavoce Andrea Riccardi , fondatore della comunità di Sant’Egidio, e Neil Elliott , biblista episcopaliano statunitense. Da Paolo - hanno sostenuto i due relatori - scaturisce una duplice spinta: quella che porta ad abbracciare gli spazi complessi della multiculturalità contemporanea, senza temere il confronto, e quella che porta a sintonizzare il proprio passo con quello dell’intero corpo di Cristo, soprattutto con coloro che ne vivono ancora il mistero della passione e della croce.

Nel pomeriggio, don Silvio Sassi, Superiore Generale della Società San Paolo ha riassunto la prima tappa dei lavori che ha avuto un carattere fondamentalmente esegetico. Secondo don Sassi “la fatica che insieme stiamo facendo, di pensare per operare, è un contributo di fedeltà creativa a san Paolo, a don Alberione e alla famiglia Paolina attuale e futura”.

I partecipanti hanno contributo alla riflessione sulla prima parte condividendo ciò che poteva essere utile per vivere la seconda e terza tappa del Seminario.

La seconda tappa è iniziata con un intervento del Superiore Generale che ha presentato don Alberione come interprete di Paolo. Scartando altre vie di santificazione, il fondatore della Famiglia Paolina ha scelto un metodo che attinge a una precisa esperienza di fede: quella della vita in Cristo espressa in passaggi quali “per me vivere è Cristo” (Fil 1,21) e “non sono più io che vivo ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

San Paolo è come uno specchio in cui il paolino deve riflettere la sua identità. Don Alberione, senza essere un esegeta o un teologo specialista di Paolo, ha colto il cuore dell’esperienza di Cristo vissuta dall’apostolo, innestando su di essa un progetto completo di nuova evangelizzazione e realizzandola con una mentalità e un metodo pastorali.

Il carisma paolino ha oggi bisogno di riproporre con rinnovati fondamenti biblici, teologici, spirituali ed ecclesiali, una pedagogia della cristificazione, capace di tradursi in chiave missionaria e operativa. L’esperienza di fede - ha ribadito don Sassi - è autentica solo quando vive la duplice compenente dell’amore a Dio e al prossimo, della contemplazione e dell’azione. Come paolini non dovremmo sottrarci né al dono della cristificazione, né all’impegno di conoscere, in tutta la sua complessità, la cultura della comunicazione che ci circonda, acquisendo competenze teoriche e pratiche. La stessa Famiglia Paolina, pur nella diversità delle sue componenti, è chiamata a convergere in questo impegno di evangelizzazione nella comunicazione.

Alla relazione di don Sassi hanno fatto seguito sabato mattina gli interventi di don Antonio Girlanda e di sr. Cristina Cruciani che ne hanno rafforzato i contenuti presentando la figura di Paolo rispettivamente nella storia della Famiglia Paolina e nel complesso architettonico e artistico del Tempio San Paolo in Alba.

Il pomeriggio è stato segnato dal pellegrinaggio che tutti i partecipanti hanno fatto insieme alla Famiglia Paolina alla tomba dell’Apostolo Paolo . Nel quadriportico della Basilica di San Paolo Fuori le Mura, Paolo, ben raffigurato da una imponente statua che lo ritrae con il capo chino e la spada puntata verso il cielo, sembrava attenderci, quasi a voler ascoltare, soppesare, restituire quanto in questi giorni siamo andati approfondendo, alla luce delle pagine della Scrittura e dei tesori racchiusi nella nostra storia di Famiglia Paolina.

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Sito: http://www.paulus.net/sisp
Fotogalleria: Day 6 - Day 7

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