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Il recente convegno che si è svolto ad Ariccia dall’11 al 12 maggio scorso, per riflettere sul tema proposto da Papa Francesco “La verità vi farà liberi”, merita una più larga condivisione, perché riguarda tutti. Il Superiore Generale, don Valdir José De Castro, inaugurando questo meeting ha affermato: “Oggi, tutti sono dentro la comunicazione, ma pochi pensano”. Perciò pensare la comunicazione è ormai un imperativo per ogni paolino (paolina) che voglia veramente assumere la sua missione, vivendo e operando nella nostra società.

In particolare, il tema delle fake news è un problema scottante, che tutti noi vorremmo stigmatizzare, ma che purtroppo rischia di farci cadere nel luogo comune e nel pregiudizio che le fake news provengono solo dai social. Dimentichiamo che le false notizie, cioè le notizie create ad arte per convincere, disorientare, manipolare, sono sempre esistite e sono cominciate quando l’uomo ha imparato a trarre frutto dalla collettività per raggiungere i propri scopi. Affermare che gli ambienti comunicativi di oggi porterebbero inevitabilmente alla fake-news è già in se stesso una fake news; poiché le stesse argomentazioni contro un particolare mezzo di comunicazione ritornano ciclicamente all’avvento di ogni nuovo modo di comunicare (si demonizzava già la scrittura, poi la stampa, il cinema, la televisione, ecc.). La concezione della verità, da sempre, si presenta in forma dinamica, perché tutti tendiamo a non approfondire i fatti e a non mettere in discussione i nostri pregiudizi. Se un’informazione va nella direzione delle nostre idee e delle nostre convinzioni allora è veritiera. Il modo in cui ci avviciniamo alla realtà è soggettiva e arbitraria.

Come una volta bisognava educare alla lettura del giornale, del cinema o della televisione, così oggi bisogna educare (educarci) ai digital media. Senza dimenticare che oggi i giornali e la televisione funzionano da cassa di risonanza dei social. Una notizia assurda o strana, o magari talmente credibile da apparire vera, apparsa sui social, viene subito riportata dai giornali, senza la dovuta verifica. Allora, chi fa veramente falsa informazione? In realtà, la fake news non è collegata ai social e digital in genere, ma ad ogni forma di comunicazione. Essa è strettamente collegata al business e ad ogni forma di interesse politico o ideologico. Le fake news possono essere invece una grande opportunità educativa. Esse ci impongono di aprire gli occhi; cioè di pensare e tornare a rivalutare il nostro rapporto con la verità. Abbiamo tutti il dovere di verificare le fonti. Oggi, il digitale ci stimola e ci permette di arrivare più facilmente alle fonti.

Alcuni pensano che l’umanità stia andando alla deriva. Questi timori vanni superati da un dato di fatto che si è sempre ripetuto nella storia: ad ogni situazione di crisi, l’umanità ha sempre trovato come uscirne. L’avvento di un modo nuovo di comunicare, di dialogare, non distrugge l’umanità, semmai diventa una nuova opportunità per creare sempre più comunione. Dipende da noi. E mai come oggi, l’impegno individuale è chiamato in causa.

Un grande giornalista italiano morto nel 2004, Tiziano Terzani, scrisse, dopo l’attentato alle torri gemelle di New York: “Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare anche noi. Fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza, facciamo ognuno qualcosa. Nessun altro può farlo per noi”.

Agenda Paolina

August 17, 2018

Feria (verde)
S. Eusebio
Ez 16,1-15.60.63; Cant. Is 12,2-6; Mt 19,3-12

August 17, 2018

* PD: 1960 Casa e Centro Ap. Lit. a Napoli (Italia) • SJBP: 1983 a Seoul (Corea).

August 17, 2018

SSP: Fr. James Mann (2010) • FSP: Sr. M. Amalia Bernardini (2003) • PD: Sr. M. Lucis D’Amico (2016) • IMSA: Elena Bertella (1990) • ISF: Claudina Spallacci (2010) - Ennio Tomassini (2015).